Sport e Salute S.p.A. (già Coni Servizi S.p.A.) è un’azienda pubblica italiana che produce e fornisce servizi di carattere generale per lo sviluppo dello sport in Italia. Il suo azionista unico è il Ministero dell’economia e delle finanze. Sport e Salute sovvenziona e monitorizza l’attività sportiva nel nostro Paese.
Di recente ha pubblicato la tabella dei contributi per l’anno 2026.
La Federazione Pugilistica Italiana riceverà 5.450.986 euro, lo 0,27% in più del 2025 (5.498.573). Quasi lo stesso, in fondo i risultati delle stagioni 2024 e 2025 si equivalgono (in negativo).
I soldi gestiti dalla FPI sono dunque in grandissima parte di Sport e Salute, in parte minore arrivano dalla tassa per l’affiliazione (più che raddoppiata quest’anno, da 170 a 350 euro).
A cosa servono i contributi di Sport e Salute?
Sono circa cinque milioni e mezzo di euro che la Federazione riceve per spenderli a sostegno del movimento. Eppure, ogni volta che ne parla, sembra lo abbia dimenticato. (“A gennaio approveremo il bilancio preventivo in cui sono inserite misure di sostegno economico all’attività di tutto il movimento pugilistico italiano.”)
Sport e Salute nel rapporto pubblica anche una classifica di rendimento delle vare Federazioni Nazionali. Lo fa attraverso parametri che fanno riferimento ai risultati ottenuti alle Olimpiadi, ai Mondiali e agli Europei.

Il grafico (cliccare sull’immagine per ingrandirla, ndr), pubblicato nell’ultimo rapporto, come è scritto nel testo ufficiale “rappresenta il risultato sintetico complessivo delle performance più recenti.”
La Federazione Pugilistica Italiana figura al trentaduesimo posto su 37 Federazioni Nazionali riportate in graduatoria.
Non finisce qui..
Nell’ultimo discorso alla nazione il presidente ha testualmente detto: “Siamo entrati nell’anno in cui celebriamo i110 anni della Federazione Pugilistica Italiana. Tradizione, identità, cultura, patrimonio e successi. Ecco, tutto questo è la FPI.”
Dimenticandosi che, in un’intervista a Marcel Vulpis pubblicata su The Daily Cage il 10 novembre scorso, diceva: “Talvolta il mio timore, guardando all’interno del nostro movimento, è che ci sia un sentimento di negatività diffusa, un legame troppo stretto con il passato. Dobbiamo fare un cambio di passo radicale e guardare assolutamente al futuro … Dobbiamo sapere che è importante andare avanti e, anche culturalmente, non restare intrappolati nella nostra “storia”, per quanto gloriosa.”
Adesso si esalta per i risultati (del passato) della Federazione…
Leggendo il rapporto di Sport e Salute non sembra che ci sia tanto da essere felici e contenti.
Nella tabella dei contributi (attribuiti, tra l’altro, per risultati ottenuti, tesserati e valore mediatico) la FPI figura al diciottesimo posto dopo: Calcio, Nuoto, Pallavolo, Tennis e Padel, Sport Invernali, Atletica Leggera, Pallacanestro, Scherma, Ginnastica, Ciclismo, Judo/Lotta/Karate/Arti Marziali, Sport del Ghiaccio, Vela, Rugby, Tiro a volo, Sport Equestri e Canottaggio.
Il 2025 si è chiuso con il triplete:1) ingiustificata esultanza per lo stato del pugilato italiano; 2) disguido sul Centro Nazionale di Milano annunciato a pieno regime e mai usato; 3) scivolone sul pesante intervento dell’IBA nella riunione di Torino.
Il 2026 si è aperto in un modo che lascia, diciamo, molte perplessità. Una perenne campagna elettorale…
Buona settimana a tutti.


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