
Una giornata di tensione e mistero, prima del funerali.
Nella camera ardente, amici, parenti, pugili e dirigenti hanno sfilato davanti alla bara chiusa per rendere omaggio a Giovanni Nino Benvenuti. All’interno del Salone d’Onore del CONI, mentre le immagini di vita e di sport del campione scorrevano sul video a pochi metri dal feretro, si respirava una strana tensione, qualcosa che stonava con la solennità del momento,
L’età media dei visitatori era alta, probabilmente avevano sentito il desiderio di essere presenti soprattutto quelli che Nino l’avevano visto sul ring. Agli altri forse non era stato sufficiente quello che avevano letto sui libri o sui giornali. Sempre che avessero avuto tempo per farlo.
Davanti a giornate come quella di ieri mi sento spesso poco in sintonia con i contemporanei. Sarà l’età avanzata, sarà quella malattia che i più giovani chiamano nostalgia, quando credo sarebbe più appropriato definirla rispetto per la memoria.
Quella memoria che aiuta a crescere, ad affrontare il presente, a gestire il futuro. Il ricordo delle cose perdute va conservato gelosamente, serve a capire meglio il mondo in cui viviamo.
Canta Bob Dylan in Hopen the door, Homer…
Prenditi cura dei tuoi ricordi
perché riviverli non puoi
Sembrerebbe un malinconico invito a vivere nel passato. In quel caso segnerebbe una sorta di resa, incapaci di accettare il presente ci rifuggiamo nei tempi in cui eravamo felici. Io l’ho sempre interpretato come una spinta a fare delle nostre esperienze un motore per affrontare i problemi che la vita ci pone. Capire attraverso la lente dei ricordi come comportarsi giorno dopo giorno. Se cancelli il vissuto, cancelli una parte di te. Non è nostalgia, è cercare di continuare il nostro viaggio nel tempo facendo perno su quello che già sappiamo.
Ma oggi si va troppo di fretta, non c’è spazio per le riflessioni. Il presente è l’unico tempo che conta, Un colpo di spugna su quello che è stato, qualsiasi valore abbia avuto, e via di corsa verso l’ignoto.
Tutto questo mi è passato per la mente ieri pomeriggio, quando mi sono fermato a guardare il volto di Nino in quella splendida foto sopra la bara chiusa. Perché quando va via qualcuno con cui ha condiviso anche solo una piccola parte del viaggio, senti che un pezzetto della tua vita se ne sta andando via con lui. E, inevitabilmente, diventi triste.
La tensione nel pomeriggio, il mistero invece è arrivato la sera.
Era stato annunciato per le 21:20 su Rai 2 Nino Benvenuti, una leggenda italiana, il docufilm sulla sua vita. La messa in onda è saltata all’ultimo minuto.
Problemi legali, difficoltà tecniche, incomprensioni?
Oggi ne sapremo di più.
I funerali di Giovanni Nino Benvenuti si terranno questa mattina a Roma in Piazza del Popolo, nella Chiesa degli Artisti. A partire dalle 11:30. La cerimonia funebre sarà officiata da Monsignor Antonio Staglianò.
Nino se ne è andato via per sempre. Mi sembra giusto ricordare le sue parole, dedicate a un appuntamente inevitabile per ogni uomo sulla faccia della Terra.
“Non mi preoccupa la morte, perché sono cristiano e perché è lei che ci fa amare la vita. Sai che noia vivere, pensando di essere eterni.”
Il viaggio è finito, ma noi non lo dimenticheremo.

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