
Il popolo della boxe gira la testa dall’altra parte. Non sembra avere alcun interesse a capire cosa stia accadendo. Il pugilato olimpico è a un passo dal baratro, assai vicino all’azzeramento. Gli anni che verranno saranno fondamentali per capire se questa disciplina continuerà ad esistere a livello globale.
- L’Olimpiade di Los Angeles ’28 è tornata a essere in dubbio
- Mancano certezze a livello di organizzazioni internazionali.
- L’Italia corre più pericoli più delle altre nazioni.
L’ultimo Congresso del CIO ha sancito quello che era facilmente intuibile, almeno per i pochi che si erano premurati di studiare la situazione.
Dopo avere detto per bocca del suo direttore generale Chrisophe De Kepper che la boxe sarebbe stata inserita nel programma dei Giochi californiani, lo stesso CIO ha fatto un passo indietro. Senza una Federazione Internazionale di riferimento, niente Olimpiade.
L’International Boxing Association è stata inizialmente sospesa dal CIO nel 2019, che successivamente (il 22 giugno 2023) le ha tolto il riconoscimento di Federazione Internazionale, privandola così della possibilità di organizzare i tornei olimpici. Attualmente l’IBA sta cercando di solidificare il potere attraverso una presenza attiva nei vari congressi continentali.
È andata male in Africa, dove 30 Paesi hanno contestato i candidati ammessi alla corsa per la presidenza, costringendo la stessa IBA a rinviare a nuova data il Congresso Elettivo. Adesso l’Associazione sta cercando di spostare a Dubai (Emirati Arabi) la sede della riunione per il futuro del pugilato africano!
L’IBA è stata più fortunata in Asia. Trentacinque Paesi presenti su 43 affiliati, 31 voti di fedeltà. Annuncio finale di mega premi per i Mondiali maschili (10,4 milioni di dollari complessivi) e femminili (4,8 milioni di dollari) del prossimo anno.
Il 16 novembre si terrà a Losanna, presso la Court of Arbitration for Sport (CAS), l’udienza che tratterà l’appello dell’IBA contro la decisione del CIO di espellerla dai Giochi.
La World Boxing avrebbe dovuto rappresentare l’alternativa. Finora ha fallito. Solo 16 Nazioni affiliate, un budget che non permette di sognare. L’unica certezza è il Congresso, fissato per il 24 e 25 novembre a Francoforte.
“La World Boxing non ha sufficiente copertura globale”, otto parole pronunciate dal presidente Thomas Bach (CIO) hanno seppellito ogni speranza.
Parafrasando una vecchia pubblicità…
NO FEDERAZIONE INTERNAZIONALE, NO OLIMPIADI.
Come se non bastasse questo incubo, l’Italia si vede costretta ad affrontare un futuro più complesso che in altri Paesi.
A partire dal 2024 i contributi di Sport&Salute saranno ridotti in modo importante. La Federazione Pugilistica Italiana dovrà quindi lavorare con meno soldi a disposizione.
Attualmente, il 76% dei contributi che arrivano alla FPI provengono da questo Istituto. Il 51% arriva perché destinato ai Probabili Olimpici e all’attività di alto livello (il 60% del rimanente 49% viene impiegato per gli stipendi del personale).
Cosa accadrebbe il giorno in cui la boxe dovesse scomparire dal programma dei Giochi?
I finanziamenti verrebbero ulteriormente ridimensionati, con un effetto devastante sull’intera attività dilettantistica.
E non ho ancora finito. Il CONI sembra veda positivamente il raggruppamento in un’unica federazione di più discipline coinvolte negli sport di combattimento. Questo toglierebbe potere alla FPI, ne ridurrebbe le possibilità di contrattazione.
Tanto per non farsi mancare nulla, l’Italia (le cui Federazioni sportive hanno un metodo di sostentamento che ha pochissimi riscontri nel resto del mondo) potrebbe trovarsi davanti a un altro enorme problema.
Come fare svolgere l’attività ai propri atleti?
A oggi la World Boxing non ha la forza per diventare una Federazione Internazionale (16 nazioni sono davvero poche, l’IBA ha 193 Paesi affiliati), ma la FPI per una politica di rapporti (Federazione/CONI/CIO) sarà comunque costretta a lasciare l’IBA. Ammesso e non concesso che si trovasse un modo di salvare le Olimpiadi, come farebbe a reggere un sistema che produce attività una sola volta ogni quattro anni?
Questi fatti.
Questo il quadro a oggi, 17 ottobre 2023.
La boxe è sulla graticola, ma il suo popolo non sente il fuoco che brucia. Tutti si preoccupano del proprio orticello. Urlano alla luna, tirano fuori mini problemi personali, servirebbe unione di intenti e invece si fanno la guerra.
Tutti chiedono qualcosa.
Nessuno ha tempo per informarsi.
Intanto uno tsunami minaccia di abbattersi sul pugilato di casa nostra.
Gli struzzi che oggi nascondono la testa nella sabbia, domani saranno corresponsabili di qualsiasi devastazione.

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