
Qualcuno tolga lo specchio ad Aziz Abbes Mouhiidine. Quando il match è semplice e il risultato scontato, continua a specchiarsi per poi dirsi: “Quanto sono bravo!”
L’ha fatto ancora una volta. Credo che non serva, come qualcuno pensa, a creare il personaggio. Serve soltanto a rendere antipatico un campione.
L’avversario di questa sera era Arkadii Kartsan, un 24enne ucraino. Modesto dal punto di vista pugilistico. L’unico rischio era una sua eventuale scorrettezza. L’unica cosa da non fare era accettare, troppo spesso la corta distanza. Era in quei momenti che la testa di Kartsan diventava pericolosa. Il comandamento tieniti lontano e boxa in velocità è stato rispettato da Abbes solo a tratti.
Quando l’ha fatto si è vista l’enorme differenza tra i due. I colpi veloci uscivano puliti dalle braccia dell’azzurro, la mobilità di gambe lo rendeva un bersaglio impossibile da centrare.
Le mani basse, il braccio alzato per ogni colpo andato a segno, il proporsi in modo provocatorio nei confronti del suo rivale non ne hanno agevolato la prestazione. Era già accaduto in passato, è accaduto anche stasera.
Poi, con il crescere delle difficoltà la boxe di Mohiidine diventa più concreta, priva di ogni fronzolo che potrebbe appesantirla. Di solito va così. Ma può capitare anche qualcosa di spiacevole.
Nel primo round, ad esempio, tre giudici sono stati per lui, due per l’ucraino. Un bestemmia tecnica visto l’andamento del match. Ma in giuria si nascondono i peccati.
Ancora una volta, sempre lui, l’argentino Manuel Vilarino, accompagnato in questa occasione dal guatemalteco Pemerson Alejand Pastor Arrega. Eccola qui la magica coppia che ha servito un doppio 10-9 per Kartsan. Non è la prima volta, non sarà l’ultima. Basta non offrigli l’occasione per esibirsi e passa la paura.
Prima vincere, poi, a fine match, festeggiare.
Mercoledì quarti di finale contro il turco Berat Acat, che ha superato per split decision (3-2) il britannico Lewis Robert Williams.
Nota a margine. Anticipo le obiezioni. Lui è libero di boxare come vuole, ci mancherebbe, è il suo lavoro. Io sono libero di scrivere ciò che penso, ci mancherebbe, è il mio lavoro.
Alla prossima, per stasera abbiamo chiuso.

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