
Brava.
Sirine Charaabi ha offerto, finora, il migliore spettacolo all’interno dell’intera squadra italiana, uomini compresi. Oggi ha dato la sua seconda lezione di boxe.
Non è solo brava tecnicamente, ha anche quell’aggressività che serve per puntare in alto.
Colpi puliti, senza errori che vadano a involgarirne la bellezza. Efficace in attacco. Ha alternato serie di tre pugni, tre diretti rapidi e veloci, a un sinistro lungo (dovrebbe portarne qualcuno in più) preciso ed efficace.
Attenta in difesa, sempre (o quasi) fuori dalla linea dei colpi di Nikolina Cacic. Spostamenti laterali, ma anche un paio di passetti indietro non appena l’altra si decideva a partire. Sempre coi tempi giusti, quasi prevedesse le mosse della rivale.
E poi una delizia tecnica. Il sinistro di incontro con cui ha spedito al tappeto la croata nella ripresa finale. Preciso nell’esecuzione, nella scelta del tempo e della misura. Efficace nella consistenza.
Ha vinto tutte e tre le riprese, ma tra i dilettanti c’è chi si diverte a giocare con i numeri. Così i signori Atsuo FUjisaku (Giappone) e Manuel Vilarino (argentino, non nuovo a questo genere di capolavori) hanno offerto il secondo round alla Calic.
Ma sono particolari che, nel caso specifico, non hanno importanza. Quello che resta è una prestazione da applausi.
Mercoledì 28, nei quarti, affronterà la turca Hatice Akbas. Boxa a mani basse, è veloce di braccia e preferisce agire di rimessa.
Il match si presenta equilibrato, Sirine può regalarci altre emozioni.
Nota a margine.
Giudici e arbitri? Sempre peggio.

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