Mouhiidine, a Cracovia per confermarsi leader. Sul ring sei azzurri

Lunedì, 26 giugno, sei italiani sul ring. 
Esordisce uno dei leader della squadra. Aziz Abbes Mouhiidine affronterà (categoria 92 kg) Arkadii Kartsan, un 24enne ucraino ancora alla ricerca di una sua identità pugilistica. Boxa con uno stile meccanico, poco fluido. Guardia alta, alla vecchia maniera. Non sembra avere gli appoggi giusti per portare combinazioni pesanti. Ha però continuità di ritmo e viene avanti incurante delle reazioni del rivale. Gli capita spesso di far precedere i pugni dalla testa. E questo, a lungo andare, potrebbe diventare pericoloso.
Muhidiine negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Due argenti ai Mondiali, in entrambi i casi avrebbe meritato l’oro, vincitore degli ultimi Europei, numero 2 della classifica IBA. Candidato a una medaglia a Parigi ’24. L’Italia punta molto su di lui, come punta su Irma Testa (che esordirà martedì 27). Lunedì comincia invece la grande avventura di Aziz. Nella sua categoria sono solo due i pass a disposizione, andranno ai finalisti. Gli altri dovranno affidarsi al torneo Mondiale di recupero, molto probabilmente a marzo del 2024 a Milano.
Debutto nei Giochi Europei di Cracovia anche per Assunta Canfora (66 kg). 
Vittima dell’inaffidabilità del settore giudici/arbitri, nel caso specifico del signor Kent Hansen, nell’ottavo di finale dei pesi leggeri (63 kg) negli ultimi Mondiali. Affrontava la colombiana Camelo. Al minuto 2:23, di un primo round condotto dall’azzurra, davanti a un normale gancio destro dell’avversaria l’arbitro danese dava inizio al conteggio. Mi dicevo: è prematuro, un po’ affrettato, ma nei dilettanti accade spesso. Mai avrei sospettato che al termine di quel conteggio quel signore avrebbe decretato il kot (nei dilettanti si chiama rsc, ovvero: referee stops contest). Uno scippo in piena regola, un errore che sembra (spero sia vero) sia costato la sospensione per qualche mese al danese.
In Polonia la Canfora avrà l’occasione per dimenticare. Il pass olimpico è il grimaldello che apre la porta sul futuro. Il primo ostacolo sarà Rose Joy Eccles, 26enne britannica dal lungo curriculum. Titolare in tre Mondiali e cinque Europei dove ha conquistato un argento a Sofia 2016 e un bronzo a Madrid 2019.
Ostacolo alla portata dell’azzurra che parte favorita, ma i pronostici contano poco. Gli unici a contare sono i fatti. Prepariamoci alla sfida. 
Sul ring, sempre lunedì, anche Salvatore Cavallaro, Federico Serra, Alessia Mesiano e Sirine Charaabi. Tutto il gruppo è impegnato negli ottavi di finale.


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