Dossier pesi massimi, il titolo sarà unificato a fine 2022…

Deontay Wilder è stato fermato per sei mesi dalla Commissione Atletica del Nevada. Potrà tornare in palestra solo il 9 aprile 2022.
È uscito male dalla terza sfida contro Tyson Fury.
Male perché sconfitto senza appello, dominato nel triplo confronto.
Due ko e un totale di 23 perse vinte su 30 disputate.
Ha vinto 42 match (41 per ko) su 45. Ma i nomi che ha battuto nelle sfide mondiali, eccetto Fury, non ne esaltano il profilo: Stiverne, Molina, Duhaupas, Szpilka, Arreola, Washington, Ortiz, Breazeale. Per tre anni ha evitato di confrontarsi con lo sfidante ufficiale. Adesso ha perso. Per rimettersi in carreggiata ci vorrà tempo, anche perché la fila davanti a lui è lunga.
Il 30 ottobre saliranno sul ring Dillian Whyte e Otto Wallin per il titolo ad interim del Wbc. Il vincitore affronterà come sfidante ufficiale Tyson Fury. I pronostici dei bookmaker vedono chiaro favorito l’inglese di origini giamaicane. Le quote dicono che bisognerà puntare 250 dollari su di lui per intascarne (in caso di vittoria) 100. Per Wallin pagano invece 188 dollari ogni 100 di scommessa.
Whyte non è un fulmine di guerra.
Negli ultimi quattro match ha battuto ai punti Oscar Rivas (è stato poi accusato di doping, accusa successivamente rientrata) e il quarantenne Mariusz Walch (Whyte si è presentato a 130 kg e lontano anni luce dalla migliore condizione). Ha subito un ko 5 da Alexander Povetkin e l’ha sconfitto per kot 4 nella rivincita.
L’inglese è uno sfidante che il World Boxing Council deve assolutamente portare al titolo nella primavera 2022. Lo ha deciso un tribunale di New York, che ha dato ragione al pugile e torto al Consiglio Mondiale. Onde evitare un risarcimento economico gigantesco, il match si deve fare.
Wallin è stato dominato da Fury in un incontro di due anni fa, finito con Tyson cucito con 47 punti di sutura sopra l’arcata sopracciliare destra.
Il vincente affronterà il campione WBC nella prossima primavera, stagione in cui si misureranno nella rivincita anche Olexandr Usyk e Anthony Joshua. Era scritto nel contratto, il clan dell’inglese doveva solo confermarlo per iscritto entro il 25 ottobre. Due le date finora uscite da Matchroom: 25 marzo e 1 aprile (con Bob Arum che giura sia tutto stabilito per la seconda soluzione).
È una rivincita che vede Usyk favorito (225 dollari su di lui ne valgono 100 di vincita in caso di successo, mentre per Joshua 100 dollari si possono tramutare in 172).
Il modo in cui AJ è stato sconfitto, nettamente e senza attenuanti, fa pensare che sarà difficile per lui ribaltare il pronostico. È vero, dopo che Andy Ruiz lo ha messo ko, in pochi avrebbero scommesso su di lui. Ma Usyk non è Ruiz. Ha maggiore abilità tecnica, più esperienza a questi livelli, una capacità di variare tattica a secondo dei momenti e una forte tenuta mentale. Elementi che non appartengono al messicano/americano.

Da questo lungo giro di sfide, si deduce che negli ultimi quattro mesi del nuovo anno (presumibilmente a settembre o ad ottobre) dovrebbe svolgersi la riunificazione del mondiale massimi.
Tutte le sigle potrebbero avere un unico detentore: Wbc, Wba, Ibf, Wbo, Ibo. L’ultimo a detenere tutti le cinture in circolazione è stato Mike Tyson (all’epoca esistevano solo Wbc, Wba e Ibf) dal 1987 al 1989.
Alla fine dei giochi, se le previsioni saranno rispettate, saliranno sul ring Tyson Fury e Olexsander Usyk con l’inglese favorito.
Fury è quindici centimetri più alto, almeno 26 chili più pesante e con un allungo di diciotto centimetri superiore. E il britannico, come abbiamo visto contro Wilder, sa far valere questa superiorità fisica su qualsiasi avversario.
Tyson Fury è decisamente forte, a creare dubbi in molti osservatori è il suo fisico. Gambe fine, ciccia sui fianchi. Ma superato l’impatto visivo e dopo averlo osservato attentamente mentre combatte, credo che nessuno possa negare il suo valore assoluto.
Usyk è il più bravo tecnicamente tra i massimi in circolazione. Ha senso tattico, ritmo elevato, capacità di esercitare una pressione continua, jab sinistro e gancio con la stessa mano efficaci, consistenza dei colpi, difesa fantastica.
Fury nella categoria è il più forte in attività. Ha pugno, incassa le cannonate, possiede personalità, ha carisma, sa adattare la sua tattica al momento, è davvero una montagna che cammina (2.06 per 126 chili), è un peso massimo di assoluto valore.
Sarà una sfida interessante. Dobbiamo solo aspettare che le caselle si incastrino come pensiamo e nel prossimo autunno assisteremo a un grande match.

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