Il pugilato italiano? Zeru tituli (citazione Josè Mourinho)…

Zeru tituli
(Josè Mourinho)

Tempo di bilanci.
Il decennio si è appena concluso.
Sono andato a vedere i risultati del pugilato italiano dal 2010 al 2019.
Il bilancio generale è inquietante, ed è peggiorato nell’ultimo periodo.
Se ci fermiamo ad analizzare i risultati ottenuti dall’attuale governo federale, vediamo che a livello professionistico non c’è stato un solo campione del mondo, né tra i maschi (Giovanni De Carolis ha vinto il titolo WBA dei supermedi il 9 gennaio del 2016, quando era in carica Alberto Brasca), né tra le donne. Stesso discorso tra i dilettanti, né gli uomini, né le donne hanno conquistato l’oro (Alessia Mesiano ha vinto il titolo il 27 maggio 2016, anche lei sotto la presidenza di Brasca).
Sintetizzando, tra dilettanti e professionisti, uomini e donne, Olimpiadi e Mondiali la presidenza attuale ha portato zeru tituli.

Zeru tituli
(Josè Mourinho)

Qualcuno potrebbe dire: oggi ti sei svegliato male? Pronti via e cominci il 2020, anno olimpico, con un attacco frontale?
Il fatto è che una volta tanto sono d’accordo con il presidente della FPI, cito testualmente le sue parole tratte da un’intervista: “Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Specialmente quando non è in buonafede”.
E dire che non credevo fosse capace di ammettere i propri errori.
Provo fastidio.
Lo provo quando la FPI prende meriti non suoi.
Uno su tutti?
Tra le conquiste del 2019 indica un accordo internazionale per il rilancio della boxe italiana. Mi sembra che qualcosa non torni.
Il contratto firmato da Opi Since 82 e Matchroom è unicamente opera della famiglia Cherchi, soprattutto di Salvatore Cherchi che ha sfruttato assieme ai figli Alessandro e Christian i rapporti con Eddie Hearn e l’attività ultradecennale della famiglia in campo mondiale. Ha messo su la trattativa, l’ha portata a termine con vantaggi per l’intero movimento (l’entrata di DAZN-Tv ha garantito alla platea degli appassionati spettacoli di primo livello e ai pugili della Opi e di altri organizzatori un’attività calendarizzata).
Questo tanto per chiarire la situazione.

Zeru tituli
(Josè Mourinho)

Continuo a leggere di risultati agonistici trionfali dell’attuale governo federale.
Zero titoli mondiali dilettanti tra uomini e donne, zero titoli mondiali professionisti.
Quest’anno c’è l’Olimpiade.
Tifo per gli azzurri.
Le previsioni fatte da stimati esperti però non indicano nessun podio per loro, anche perché hanno raccolto zero medaglie negli ultimi due Mondiali maschili e un argento (Angela Carini) negli ultimi due femminili. E non sono saliti sul podio nell’ultima edizione dei Giochi Olimpici (Rio de Janeiro 2016).
Ancora una volta cito l’attuale massimo dirigente: “Se discutessimo per capire, invece che per aver ragione, sarebbe tutto più semplice”.
Dovrebbe ripeterle più spesso, soprattutto a sé stesso.

Zeru tituli
(Josè Mourinho)

Le parole hanno un preciso significato.
Se in campagna elettorale dici che la nazionale italiana non sarà guidata da un italiano, ma poi ne metti uno come direttore tecnico e un altro come capo allenatrore,  dovresti almeno dire: scusate, stavo scherzando. E invece no, scivola via tutto come se niente fosse.
Secondo punto.
Uno che è ai vertici politici di un movimento sportivo deve sapersi muovere a livello internazionale. Se la tua Federazione mondiale scivola verso l‘abisso, se il Comitato Olimpico Internazionale la estromette dalla gestione dei Giochi di Tokyo 2020, se la stessa AIBA non è in grado di esprimere un presidente, se tutto fa pensare a una discesa sempre più pericolosa, tu che sei a capo del movimento italiano non puoi rimanere nel silenzio più assoluto. Non puoi affidare l’unico commento della FPI a un dirigente che non ha cariche, se non onorarie, all’interno del movimento nazionale.
Certo, se parti da “Le scelte dell’AIBA, alcune in divenire, sono state dettate da esigenze che l’ente ha valutato fondamentali per il movimento mondiale” diventa poi difficile uscire dal burrone in cui ti sei lanciato.

Zeru tituli
(Josè Mourinho)

Adesso chiudo, prima però mi sento di manifestare il più sincero pessimismo sulle sorti del pugilato italiano.
Non vedo luce alla fine del tunnel. Non la vedo da qualsiasi parte io guardi.
Sento in giro discorsi minimalisti. Quando ci sarebbe bisogno di grandi visioni, di illuminazioni universali.
Offrire credibilità e democrazia è fondamentale, ma serve anche e soprattutto uno sguardo verso il futuro che sia al limite dell’utopia. Nei periodi di crisi più nera, e questo lo è, avremmo bisogno di un cavaliere che lanciasse progetti concreti e allo stesso tempo carichi di intuizioni geniali. Non servono solo amministratori (rispettabilissimi e utilissimi, per carità), abbiamo bisogno anche di sognatori.
E poi avremmo bisogno di qualcuno in grado di analizzare con animo sereno la realtà senza bombardarci di mezze verità o proclami che non attingono al reale.
Siamo, desolatamente, sempre più vicini alla politica vera, quella fatta di continui annunci elettorali e poca attenzione alla gestione di ciò che è sotto la sua responsabilità. Le colpe sono sempre degli altri, noi vinciamo sempre e comunque, il destino è cinico e baro, non ci sono più le mezze stagioni.
E basta…
Riprendete fiato, guardatevi in giro, non accontentatevi. È la storia, la tradizione, la natura stessa dello sport che dovreste amministrare a dirlo.
Perché se questo è davvero, come raccontate voi, il periodo dell’oro per la boxe italiana, guardo con terrore a quello che verrà. E con infinito rimpianto a quello che è stato.
Siete sempre più vicini a quello che l’allenatore più istrionico degli ultimi anni ha sintetizzato in un ironico concetto.
Due parole, non diecimila come ne usate voi, e la verità eccola lì.

Zeru tituli
(Josè Mourinho)