Il colosso che viene dalla Cina adesso ha fretta. Rischia contro Rudenko

Zhilei Zhang ha trentasei anni e mezzo, non combatte da settembre 2018, non ha affrontato pugili di primo livello. Eppure anche lui e il suo clan pretendono di battersi per il mondiale.
“Sarà il primo cinese a diventare campione dei pesi massimi”.
È alto 199 centimetri, ha un peso forma di 111 chili. Da dilettante ha vinto un bronzo ai Mondiali del 2007 e l’argento all’Olimpiade di Pechino 2008, dove è stato messo ko da Roberto Cammarelle in finale.
Ha esordito al professionismo  l’8 agosto 2014. Da allora ha collezionato 20 vittorie, 16 per ko.
Boxa da quando aveva 15 anni, prima aveva provato con la canoa. È cresciuto guardando i video di Muhammad Ali, Mike Tyson e dei fratelli Klitschko. Ora vive e si allena negli Stati Uniti.
L’ho visto maltrattato da Cammarelle a Pechino nel 2008, l’ho rivisto perdere a Londra 2012 nei quarti di finale da Anthony Joshua. Mancino, discreto pugno, buona velocità. Ma credo che dovrà fare molto ma molto di più di quanto ha fatto sinora se vorrà mantenere la sua promessa. A cominciare da sabato a Montecarlo dove sfiderà Andriy Rudenko (32-4-0, 20 ko) sulla distanza dei dieci round.
In Cina, ma soprattutto negli States, lo chiamano Big Bang.
Il tempo per non sparare a salve sta scadendo.

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