Turchi in 76 secondi… Fiordigiglio emoziona. Obbadi ko da applausi

Primo pugno, poco più di un minuto e tutti a casa.

Il sinistro di Turchi mette ko Sami Enbom, un colpo al fegato azzera ogni attesa.

Il giovanotto venuto dalla Finlandia resiste una manciata di secondi, settantasei per la precisione.

Non se se Fabione sarà entusiasta di questo risultato.

O almeno non so se sarà pienamente soddisfatto di avere chiuso così velocemente la storia dopo mesi di allenamento, tensione e sacrifici.

È stata una serata che si è snodata come previsto. Un cartellone da 1 fisso, senza storia.

Un bel match, quello di Fiordigiglio contro Danyo.

Poi, semplicemente quello che si prevedeva.

FIORDIGIGLIO – Match di grande intensità.

Stephen Danyo era il rivale più consistente dell’intera serata. Sul ring ha confermato quanto mi aveva detto nell’intervista fatta in settimana. È venuto in Italia per riportare a casa il titolo. E ha lottato per questo.

Fiordigiglio è stato bravo a resistere nei momenti difficili, soprattutto nei round iniziali. Ma soprattutto è stato bravo a dare intensità alla sua azione, a rischiare di prendere colpi pur di riuscire ad accorciare la distanza. Perché da vicino lui riusciva a scaricare, a centrare l’avversario. Ma dalla media distanza era l’altro a comandare.

Combattimento incerto, bello, combattuto.

L’olandese ha confermato di essere avversario tosto.

L’aretino ha ribadito di avere dentro il sacro fuoco, di essere disposto a soffirire per centrare l’obiettivo. Pronto anche alla battaglia cruenta.

Meo Gordini ha sofferto all’angolo, ha cercato di convincere il suo pugile a non lasciare nelle mani dell’altro l’iniziativa. Non era facile seguire i consigli del saggio maestro. Orlando ha cercato di accontentarlo, sofferente anche, ma non più di tanto, per un leggero taglio all’arcata sopracciliare sinistra.

“Venerdì dimostrerò di essere il migliore e sarò campione” mi aveva detto Danyo.

L’italiano ha fatto di tutto per spegnere il sogno.

E alla fine, con grande, incredibile sofferenza, ce l’ha fatta.

Danyo se ne è andato con molti dubbi nella testa. Il verdetto non l’ha convinto, a dirla tutta neppure io sono pienamente certo che i giudici abbiano centrato i cartellini.

È stato il miglior match della serata.

Per l’ardore con cui si sono battuti, entrambi meritavano il meglio.

Dare Fiordigiglio con tre punti di vantaggio, significa assegnare all’aretino sei riprese, quattro al rivale. Il punto in più viene dal richiamo ufficiale. Credo ci sia stata un po’ di generosità nella gestione del risultato.

RIGUCCINI – Alessandro Riguccini travolge Ivan Alvarez.

Primo knock down dopo quaranta secondi.

Secondo knock down dopo 1:16.

Terzo, e definitivo per il kot, dopo 1:39.

E il messicano? Ha solo incassato, non ha tirato un colpo. E ha rimediato la terza sconfitta negli ultimi cinque combattimenti (gli altri due li ha chiusi con una vittoria e un pari).

Avevo una grande curiosità, volevo capire cosa ci fosse dietro tutte quelle vittorie di Riguccini in Messico. Non ho avuto la risposta. Non è colpa sua, quanto dell’inconsistenza della difesa del rivale.

BOSCHIERO – Devis Boschiero apre la serata di Firenze portandosi ancora dietro la delusione per la sconfitta contro Martin Ward nell’ultima incursione toscana.

È leggermente contratto, non sempre trova il giusto tempo per entrare e uscire in fase d’attacco. A tratti mi sembra un po’ troppo nervoso.

Ha davanti Ysner Talavera, un nicaraguense che si dimostra un gran pedalatore all’indietro. Un maratoneta del ring che cerca di limitare i danni abbassando la testa quando viene chiuso alla corde, praticamente sempre. E se quella scorrettezza non dovesse bastare, è pronto ad abbracciare il rivale. In fase d’attacco solo qualche montante portato più per liberarsi a coscienza che per fare davvero male.

Bene per intensità Boschiero, meno per precisione e applicazione tattica. Un motorino instancabile, gli anni per lui sembrano non passare mai. Stavolta però è stato meno concentrato, meno efficace nel chiudere l’azione.

Una vittoria comunque netta, non c’è stato un solo secondo in cui il match sia stato in dubbio. Successo numero 47 per Devis, terza sconfitta negli ultimi quattro match per Talavera. L’altro incontro è stato un no contest.

BLANDAMURA – Emanuele Blandamura ha fatto bene i compiti.

Davanti aveva un collaudatore, ma Lele non ha cercato la strada più facile. Matic non è certo rivale di livello, l’unico colpo che riesce a portare sperando abbia qualche effetto è un diretto destro che però spara troppo da lontano e per questo finisce fuori misura (uno solo efficace, quello della ripresa conclusiva).

Detto questo, va anche detto che la prova di Blandamura è stata positiva. Per colpo d’occhio, rapidità di braccia e scelta dei tempi d’azione.

Il romano di Udine ha condotto un match pulito, fatto di poche sbavature (qualche gancio sinistro troppo sbracciato) e di concretezza. Non ha il colpo del ko, ma questo lo sappiamo da sempre. I colpi però li porta con proprietà tecnica, seguendo le giuste traiettorie.

Un buon test, anche se bisogna necessariamente mettere sulla bilancia la modestia dell’avversario. Lele ha fatto esattamente il massimo che gli si chiedeva. Ha dominato, ha boxato con eleganza, ha messo in mostra tecnica e colpo d’occhio. Attenzione solo a non esagerare nelle lodi, Matic è quello che abbiamo visto.

OBBADI – Mohammed Obbadi poco prima di salire sul ring aveva pronunciato una dichiarazione coraggiosa: “Voglio fare il miglior match della serata”. Ha mantenuto la promessa, condividendo con Fiordigiglio vs Danyo il titolo di miglior incontro del programma. Ha chiuso al primo round con un’azione da applausi. Ha mandato a vuoto Jersen Larios, schivando con un movimento del tronco, e l’ha incrociato con un destro largo.

Giù, a terra.

Era tutto finito.

“Oggi si va via presto, l’avevo detto”.

Esultava all’angolo Leonard Bundu, il nuovo maestro del marocchino d’Italia. Il mitico Leo, uno dei migliori pugili italiani dell’ultima generazione.

Secondo ko subito negli ultimi tre match per Larios.

Lasciamo per un attimo da parte il dato statistico. Ora c’è da applaudire Obbadi. Per l’azione difensiva, per il colpo d’occhio, per la rapidità di esecuzione del colpo risolutore.

Bene. Avanti così.

RISULTATISuperpiuma: Devis Boschiero b Yesner Talavera (Nic) p. 6; medi: Emanuele Blandamura b Nikola Matic (BIH) p. 6; gallo: Mohammed Obbadi b Jerson Larios (Nic) ko 1; welter (interim Wbc silver) Alessandro Riguccini (65,900) b Ivan Alvarez (Mex, 69,950) ko 1. Arbitro: Massimo Barrovecchio; superwelter (vacante International Ibf) Orlando Fiordigiglio (kg 69,550)  b. Stephen Danyo (Ola, kg 69,350) p. 10 (96-93, 96-93, 96-93). Arbitro: Massimiliano Bianco; massimi leggeri (Wbc International) Fabio Turchi (kg 90,400) b Sami Enbom (Fin, kg 90,350) ko 1 dopo 1:16. Arbitro Ian John Lewis. Medi: Matteo Signani b Frane Radnic (Cro) p. 6; superwelter: Mirko Natalizi b Grigoris Nikolopoulos (Gre) kot 1.

 

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