Conosciamo meglio Murata, il campione con trenta milioni di tifosi…

Trenta milioni. Tanti sono stati i telespettatori di Fuji Tv il 22 ottobre scorso per la sfida tra Murata e Hassam N’Dam. Record per il Giappone.
Ryota Murata (13-1-0, 10 ko), che ha festeggiato i 32 anni il 12 gennaio, è un idolo nel suo Paese. Anche se lui dice di essersi accorto solo in parte della grande popolarità scaturita dalla conquista del mondiale Wba dei medi.
“C’è una sola differenza tra ieri e oggi. Adesso quando salgo su un taxi, il conducente prima mi guarda attraverso lo specchietto retrovisore, poi si gira e mi saluta”.
Tutto qui?
“Beh, se devo essere sincero c’è anche tanta gente che mi ferma per strada per parlarmi, stringermi la mano, farmi i complimenti”.
Anche Bob Arum, il suo promoter americano, è entusiasta.
“Entro la fine dell’anno entrerà nella Top Ten mondiale pound for pound”.
In Giappone è un protagonista assoluto. Non hanno dubbi su come finirà la sfida del 15 aprile contro Emanuele Blandamura. Anche Arum è dello stesso avviso e ha messo in calendario nella seconda parte del 2018, a Las Vegas, la difesa del titolo contro Esquiva Falcao (20-0, 14 ko), una sorta di rivincita. Murata infatti ha battuto il brasiliano nella finale olimpica di Londra. Un successo di stretta misura (14-13) che ha lasciato una scia di polemiche.

Ryota Murata è stato il primo pugile del suo Paese a conquistare una medaglia olimpica sopra la categoria dei pesi gallo, il primo oro dopo Takao Sakurai ai Giochi di Tokyo 1964. Ha vinto il titolo nei medi a Londra 2012. L’anno prima aveva conquistato l’argento ai Mondiali di Baku, sconfitto in finale da Evhen Khytrov, dopo avere vinto per ko tutti gli incontri della President’s Cup.
Lo allena Sendai Tanaka, un 45enne che è stato il maestro anche di Marco Antonio Barrera, Erik Morales, Edwin Valerio e Jorge Linares. Insomma, un’altra celebrità da quelle parti.
È difficile che un giapponese primeggi nelle categorie più pesanti.
 Prima del suo arrivo, Shinnji Takehara (24-1-0, 18 ko, oggi 46 anni) era stato l’unico peso medio del Paese ad avere conquistato il titolo, impresa centrata il 19 dicembre 1995 contro Jorge Locomotora Castro. Cintura persa alla prima difesa contro William Joppy.
Ryota, alto 1.83, è campione della categoria al limite dei 75 chili e questo ha contribuito a ingigantirne la popolarità, ne ha fatto un uomo di successo. Oggi lo si può vedere in alcune pubblicità televisive e sulle copertine delle riviste più importanti. È oggetto di grandi attenzioni, soprattutto da parte del pubblico femminile.

Ha sguardo, atteggiamento e abbigliamento da attore abituato a muoversi con disinvoltura sullo schermo. Ma è sicuramente la potenza dei colpi ad averlo lanciato nel mondo del pugilato, anche se la sua è stata un’avventura piena di alti e bassi.
Ha cominciato a tirare di boxe alle scuole medie, il suo maestro era Hiroaki Takanu che da peso gallo ha partecipato ai Giochi di Los Angeles ‘84. Agli esordi aveva uno stile scomposto e questo gli ha procurato più di una squalifica, al punto da convincerlo a chiudere con la boxe. Un viaggio in Tailandia ha riacceso la passione. Il fisico c’era, serviva solo maggiore pazienza.
La mancata qualificazione per l’Olimpiade del 2008 a Pechino l’aveva spinto verso un secondo ritiro. Il matrimonio del 10 maggio 2010 con Yoshiko e la nascita del figlio Harumichi un anno dopo l’avevano riportato sul ring.
Dopo Londra ha chiuso la carriera dilettantistica con un record di 119-19-0, 89 successi per ko.

Il pugno capace di chiudere qualsiasi sfida l’aveva, ora doveva scoprire il mondo del professionismo.
Firmava con la Top Rank di Bob Arum ed esordiva il 25 agosto del 2013.
In Giappone combatte per la Teiken Promotion il cui presidente ha un importante passato pugilistico alle spalle. Tsuyoshi Hamada (21-2-0, 19 ko, oggi 57 anni) è stato infatti il campione del mondo dei superleggeri Wba. Ha vinto il titolo contro Renè Arredondo, l’ha difeso contro Ronnie Shields.
Quello di Murata è stato un percorso senza sconfitte fino al 20 maggio 2017 quando un verdetto scandaloso (split decision), nonostante si combattesse a Tokyo, lo ha privato della conquista del mondiale contro Hassan N’Dam N’Jikam.
 Ho scritto di quel match: “Sì. È stata un’autentica rapina.
 È stato il giapponese a inseguire per tutto l’incontro il francese.
 È stato lui a mettere a segno i colpi più potenti.
 È stato lui a mettere knock down il rivale al quarto round con un diretto destro fantastico.
 È stato lui a scuotere N’Dam nella settima ripresa facendolo sbarellare e costringendolo ad aggrapparsi alle corde per non finire al tappeto.
È stato lui a portare il maggior numero di colpi”
.
Gilberto Mendoza, il presidente della Wba: l’Ente che sanzionava il match, ordinava la ripetizione dell’incontro. E Murata vinceva la sfida.
Ha ritmo e personalità. Il destro è la sua arma migliore. Lo porta molto bene sia in diretto che in gancio. Non rari anche i montanti. Usa il sinistro per accompagnare l’azione, soprattutto nelle serie al corpo, per dargli consistenza. Diretto destro e gancio sinistro di incontro restano i colpi che gli hanno dato le maggiori soddisfazioni.

Domenica 15 aprile a Yokohama difenderà il titolo contro Emanuele Blandamura (27-2-0, 5 ko), un giovanotto italiano di 38 anni.
“Nei prossimi giorni spero di sentire ancora la fame di successi che avevo prima della conquista del titolo. È determinante per restare campione” dice il giapponese, che aggiunge “Blandamura è il test perfetto. Ha dimostrato in carriera di avere resistenza e coraggio, lo rispetto e sono convinto che verrà fuori un bell’incontro”.
Si è allenato con grande intensità. Tre i suoi sparring partner: Adrian Luna Flores (20-5-1, 13 ko), Brandon Quarles (18-4-1, 9 ko) che è stato l’uomo incaricato di imitare lo stile del nostro pugile, Joshua Conley (14-2-1, 9 ko). Chi lo ha visto in preparazione dice che il campione sta cercando di addolcire il suo stile. Sta provando a conservare la capacità di mettere pressione al rivale, ma usando più accortezza nell’approccio.
Dice di essere in gran forma, presto sapremo. Il lungo conteggio alla rovescia sta per finire.

RYOTA MURATA
Campione del mondo Wba pesi medi
Record
13-1-0, 10 ko, 77% di ko
Età
32 anni
Caratteristiche fisiche
1.83 di altezza, 1.88 di allungo
Ultimi tre match
Bruno Sandoval (19-1-1) + ko 3
Hassan N’Dam Jikam  (35-2-0) – SD 12 (117-110, 111-116, 112-115); Mondiale Wba medi
Hassan N’Dam Jikam (36-2-0) + kot 7; Mondiale Wba medi

Advertisements