Guadagni, popolarità, storia di AJ che dice: “Sarò l’unico re dei massimi”

Il 12 agosto 2012 Roberto Cammarelle batteva Anthony Joshua nella finale olimpica dei supermassimi a Londra 2012. Una giuria disattenta vedeva il match in altro modo e condannava l’azzurro alla sconfitta.
Cammarelle si è ritirato nel 2016, in quei quattro anni ha conquistato un bronzo ai Mondiali di Almaty nel 2013.
Anthony Joshua è passato professionista, ha vinto il titolo dei massimi e oggi possiede le cinture Wba, Ibf, Ibo. Sabato le metterà in palio contro Joseph Parker (campione Wbo). La borsa del britannico sarà vicina ai 26 milioni di dollari. Finora ha intascato compensi per un totale di 80 milioni di dollari a cui vanno aggiunti i soldi dei quattro sponsor principali. E l’UFC (Ultimate Fighting Championship) gli ha offerto un contratto da 500 milioni (“Potrei accettarlo, ma solo a fine carriera” ha risposto Joshua).

Conquistato il mondiale di sigla contro Charles Martin lo ha difeso contro Dominic Brazeale (02 Arena, 16.000 spettatori), Eric Molina (Manchester Arena, 20.000 spettatori), Wladimir Klitschko (Wembley Stadium, 90.000 spettatori), Carlos Takam (Principality Stadium Cardiff, 78.000 spettatori). Sabato a Cardiff sono previsti 80.000 spettatori. Uno che in cinque match raccoglie una folla di 284.000 persone è una rarità assoluta nel mondo della boxe moderna.
Joshua è il protagonista assoluto della scena. E la sua popolarità è in crescita. Evander Holyfield, uno che se ne intende, ha detto che per la sfida contro Deontay Wilder ci saranno sul piatto 250 milioni di dollari da dividere tra i due protagonisti.
“Entro la fine dell’anno voglio essere l’unico campione dei massimi” dice AJ.

Ne ha fatta di strada il ragazzo.
Anthony Oluwafeni Olasemi Joshua viene da Watford, nell’Hertfordshire. Ha 28 anni e un fisico imponente: 1.98 di altezza per 106 chili di peso forma. Il suo primo sport è stato il calcio, ma non riusciva a trattenere una naturale irruenza. Ha così optato per la boxe, portato in palestra dal cugino Ghenge Ileyemi. Forte di un’esperienza anche nell’atletica (ha un personale di 10”88 sui 100 metri) ha trovato nel pugilato uno sfogo naturale.
Una brutta parentesi nel 2011 quando è stato arrestato con l’accusa di spaccio di droga, dopo essere stato trovato in possesso di duecento grammi di cannabis. Si è dichiarato colpevole, è stato sospeso dalla squadra inglese di pugilato e condannato a dodici mesi di servizi sociali più cento ore di lavoro non pagato. L’hanno aiutato Lennox Lewis, Carl Froch e suo cugino Ileyemi. Il fatto è accaduto in marzo. Qualche mese dopo Anthony è andato ai Mondiali di Baku. Non figurava nei primi venti della classifica. Ha vinto l’argento, superando nei quarti proprio Roberto Cammarelle.

Ha cominciato a boxare quando aveva già compiuto diciotto anni. La mamma ha fatto resistenza finchè ha potuto, poi ha ceduto. La signora Yeta Odunsanya lavora in una scuola per bambini a Harrow e non ha visto quasi alcun match del suo ragazzo, l’unica eccezione l’ha fatta per la finale di Baku 2011, persa per un punto contro Medzhidov. Quell’incontro l’ha guardato con un tovagliolo sulla faccia, in un angolo della stanza, tremando come una foglia.
AJ ha rifiutato un’offerta di 50.000 sterline alla vigilia dei Giochi del 2012. L’oro olimpico valeva dieci volte tanto. Ha trattato con sette diverse organizzazioni e alla fine ha scelto la Matchroom di Eddie Hearn.
Tipo tosto il ragazzo, ma  con un hobby decisamente gentile. Scrive poesie.
E’ giovane, ha un fisico ben costruito, buona potenza e le caratteristiche del grande personaggio. Ha qualche lacuna difensiva che potrebbe creargli problemi e, per essere un peso massimo di valore assoluto, gli manca la capacità di risolvere il match con un solo colpo.

Fino al match contro Klitschko avevo molti altri dubbi, quella sfida li ha cancellati quasi tutti. Joshua ha vinto soffrendo, subendo, lottando. Quel combattimento ha anche confermato come le sue caratteristiche migliori siano quelle da attaccante, d’incontro fatica a trovare la misura giusta, gli manca una perfetta scelta di tempo e la velocità di esecuzione. Ma ha una tecnica eccellente. Ganci sinistri da manuale e soprattutto un montante destro perfetto, tirato con una potenza devastante, sono stati all’origine di quel successo.Dite che non regge molto i colpi? Lo pensavo anch’io. Poi l’ho visto incassare il devastante diretto destro di Klitschko nel sesto round del loro incontro e mi sono detto che pochi sarebbero riusciti a tirarsi su e ricominciare.
Ha sofferto in qualche fase contro Takam, vero. Ma in quel match mi è soprattutto sembrato fuori misura e sovrappeso: 115,400 mai così pesante, dieci chili oltre la forma.

Anthony Joshua è il presente e il futuro della categoria. Questo almeno a medio termine. Joseph Parker cercherà di spezzare il filo che ha portato l’ex rivale di Cammarelle a un record di 20-0, con 20 ko all’attivo. Il neozelandese proverà a spodestarlo, ma a me sembra assai difficile che possa riuscirci.

IN TV – Oggi, 28 marzo, su FoxSports (canale 204 del bouquet di Sky) dalle 21:15 il documentario “L’ultimo grande Tyson” realizzato dalla ESPN America e dedicato a Iron Mike.

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