Bellew campione emerito Wbc. Di emerito il pugilato ha solo la faccia tosta

Il World Boxing Council 2.0, cioè nella versione del secondo Sulaiman: Mauricio, che marcia su ritmi decisamente diversi rispetto al papà, continua a stupirmi. Mi sembra un’azienda molto concentrata sull’espansione del progetto commerciale del prodotto e poco sull’aspetto tecnico/regolamentare.

Ieri ho appreso che Tony Bellew è stato nominato campione emerito dei massimi leggeri targati Wbc. Cosa maledizione voglia dire campione emerito debbo ancora capirlo. Come se non bastassero diciassette categorie con almeno quattro sigle ciascuna, cioè sessantotto cosiddetti campioni del mondo

Da qualche tempo il Wbc si è inventato il campione emerito, come la Wba ha avuto la geniale idea del supercampione. Ma fatemi il piacere!

Con la nuova qualifica Tony Bellew potrà battersi per il titolo di cui detiene la cintura emerita quando vuole.

Come da definizione del vocabolario Treccani, dicasi emerito colui il quale non esercita più il suo ufficio, ma ne conserva il grado e gli onori, e talvolta anche lo stipendio. Chiaro, no?

Bellew ha lamentato un infortunio alla mano, il Wbc anziché concedergli un arco temporale entro cui fare la difesa contro il campione a interim, ha preferito conservare i buoni rapporti con lui (e soprattutto con Eddie Hearn) e ha scelto la soluzione più fantasiosa.

Come se non bastasse, oggi: cioè a tre giorni dal match, il Wbc annuncia che il titolo dei massimi leggeri è vacante e la sfida dell’1 aprile a Dortmund tra Marco Huck e Mairis Briedis sarà valida per il mondiale. Bel colpo signor Mauricio Sulaiman!

La boxe, lo sostengo da tempo, è al di fuori di qualsiasi regola. Anzi, non è soggetta a regole, improvvisa, crea. Si muove tra campioni emeriti, supercampioni, campioni che non difendono il titolo per anni contro un Top Ten, designazioni a sopresa, combattimenti che si rivelano validi per un titolo appena settandue ore prima di realizzarsi.

In questo caravanserraglio ci sta benissimo la rivelazione di Tony Bellew: “Due settimane prima della sfida con Haye ho fatto testamento“. Meraviglioso tocco, degno di un film di Tarantino o di Dario Argento, scegliete voi.

Nel frattempo Eddie Hearn e lo stesso Bellew annunciano i prossimi obiettivi: il titolo Wbo contro Joseph Parker o quello Wbc contro Deontay Wilder. Mi sembra il minimo.

Chiudo citando ancora una volta il vocabolario Treccani che per emerito offre anche un’altra definizione: Nell’uso corrente, l’aggettivo è usato talvolta (per un raccostamento a benemerito) con il significato di egregio, degno, insigne.

Beh, credo proprio che in questa ulteriore specifica si faccia una gran fatica a capire a chi l’aggettivo possa essere accostato. Di emerito, o meglio emerita, il pugilato ha solo la faccia tosta.

Nelle migliori librerie e sui principali store online “Anche i pugili piangono. Sandro Mazzinghi un uomo senza paura, nato per combattere” di Dario Torromeo (edizioni Absolutely Free, 224 pagine, 15 euro)

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