Browne, Briggs, Joshua, Klitschko e la Wba. Davvero una strana storia…

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La World Boxing Association ha reso ufficiale la Risoluzione no. 201610241712, quella che a suo avviso dovrebbe fare chiarezza sulla situazione dei pesi massimi.

All’interno c’è scritto che saranno Lucas Browne e Shannon Briggs ad affrontarsi per il titolo mondiale dell’Ente.

Dovranno farlo entro il 31 dicembre 2016.

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I due sono rispettivamente numero 3 e 5 nella classifica della Wba e risultano i primi contendenti disponibili a battersi per la cintura.

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Shannon Briggs si era ritirato dall’attività il 16 ottobre 2010 dopo avere perso il match contro Wladimir Klitschko. Una sconfitta netta (107-120, 105-120, 107-120), segnata da un ricovero in ospedale dopo l’incontro. Frattura della cavità orbitale sinistra, del naso, di alcune ossa della faccia, rottura del timpano dell’orecchio destro e strappo muscolare al bicipite sinistro. Un massacro.

È rientrato sul ring tre anni e mezzo dopo.

Da allora ha sostenuto otto incontri: sei vittorie per ko e due ai punti.

Chi ha battuto?

Rivali che venivano da cinque sconfitte negli ultimi sei match, altri che avevano accumulato nello stesso arco di tempo più battute d’arresto che successi. Il migliore di loro è 115 del mondo nella classifica del sito specializzato boxrec.com, il peggiore 551.

Questo non ha impedito alla Wba di fargli scalare posizioni sino a portarlo a un passo dai vertici.

Tre mesi dopo il rientro era già 14.

Dopo le prime cinque vittorie contro improbabili avversari era 7.

Batteva Richard Carmack, alla sesta sconfitta consecutiva, è saliva al numero 6.

Altre due facili successi ed era 4.

Sconfiggeva nell’ultimo match il mitico Emilio Ezequiel Zarate (20-16-3), reduce da quattro sconfitte e due successi e per la Wba valeva la permanenza nella Top 5.

Così adesso, prossimo ai 45 anni (li festeggerà il 4 dicembre), si ritroverà sul ring per qualcosa che viene definito titolo mondiale.

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La storia di Lucas Browne non è più esaltante.

Supera per ko Ruslan Chagaev il 15 marzo scorso.

Tovato positivo all’antidoping viene squalificato per sei mesi.

Non combatte da quella data.

Sconta la squalifica e viene nominato co-sfidante ufficiale al titolo.

Il vincitore della sfida dovrà affrontare entro 120 giorni Fres Oquendo, 43 anni, fermo dal 6 luglio 2014 quando ha perso contro Ruslan Chagaev ed è stato trovato positivo al controllo antidoping.

Lucas Browne e Fres Oquendo hanno fatto causa alla World Boxing Association.

Sul match si potrebbe chiedere un parere al manager dell’australiano, Matt Clark, che pensava di fare soldi con il titolo e invece sarà costretto a organizzare in proprio la sfida non avendo Briggs un promoter a supporto. E vendere il caro Shannon laggiù non sarà facile…

Potrebbe bastare. Ma la Wba non si accontenta.

Nel documento spiega che il titolo di supercampione è vacante.

Tyson Fury ha rinunciato alla cintura il 12 ottobre e loro ne prendono atto a distanza di tre settimane. Meglio tardi che mai.

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Sempre nei tre fogli del rapporto, l’Associazione ci fa sapere che riconosce come valido per il titolo di supercampione il match che si farà nell’estate del 2017 tra Anthony Joshua e Wladimir Klitschko.

Sancisce un incontro che dovrebbe disputarsi tra almeno sei/otto mesi e non ha approvato quello che gli stessi due protagonisti avrebbero dovuto fare il 10 dicembre.

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Ma poiché il pugilato è un universo a parte e la Wba ne è l’esempio più lampante, i paradossi non finiscono qui. L’Ente lo sa che Anthony Joshua combatterà il 10 dicembre contro Eric Molina? Pronostico decisamente favorevole al britannico a parte, quale è il senso di questa decisione?

“Se faranno il match, noi lo riconosceremo come valido per il titolo Wba”.

Non potevate dirlo prima?

Anche perché dopo il 10 dicembre l’International Boxing Federation aprirà le trattative per la difesa ufficiale del vincitore di Joshua vs Molina contro lo sfidante Kubrat Pulev, che il 3 dicembre combatterà in Bulgaria. E l’IBF sulle difese ufficiali non scherza…

 

 

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