Terzo oro paralimpico. Battute e profonde verità, una volta Zanardi mi ha detto…

epa05539570 Italy's Alessandro Zanardi is overcome by emotion after winning gold in the Men's Time Trial H5 held in Pontal during the Rio 2016 Paralympic Games, Rio de Janeiro, Brazil, 14 September 2016.  EPA/JENS BUTTNER ORG XMIT: jbu700

Alex Zanardi corre, scia, guida auto sportive. E vince ori alle Paralimpiadi, a Rio ha conquistato il terzo (gli altri due, più un argento, se li era regalati a Londra 2012). È accaduto proprio alla vigilia del quindicesimo anniversario del suo terribile incidente. Mi piace ricordare alcuni spezzoni di interviste che gli ho fatto prima e dopo quel drammatico impatto. Le risposte non sono mai banali a conferma di una forza morale che lo rende speciale

alex-zanardi-ha-vinto-il-suo-terzo-oro-olimpico-con-la-handbike-alle-paraolimpiadi-di-rio-2016

VIGILIA G.P. SAN MARINO, IMOLA 1 MAGGIO 1999

Alex Zanardi, non hai paura dei rischi che devi affrontare?

“Non devi inseguire l’impossibile. Ma se arrivi a guardare la morte in faccia e riesci a farle una pernacchia e a tornare indietro, beh allora ti senti davvero felice.”

Hai a disposizione tre desideri. Quali vorresti esaudire?

“Per due chiedo tempo, ma il terzo l’ho da sempre fisso nella mente. Vorrei dimenticare tutto quello che ho fatto come pilota e rimettermi in una macchina di Formula 1 cone un uomo qualsiasi. Potrei così godere di quelle sensazioni che solo la velocità sa offrire.”

Immagine

LAUSITZRING, 15 SETTEMBRE 2001

Drammatico incidente durante una gara del campionato Cart. Alex Zanardi rimane a lungo in coma. Si riprende, da allora cammina con due protesi. Il suo amico dottor Carlo Costa dice che Alex ha fatto riscrivere i paramentri della Nasa. Quelli che considerevano morta una persona che aveva subito sette arresti cardiaci.

PRIMA DELLA PROVA DI VALENCIA 2006

Una Bmw Sauber è adattata apposta per lui.

Acceleratore manuale dietro al volante. Nelle curve strette Zanardi non riuscirà a girarlo più di 30°. Dovrà affrontare la manovra rallentando ulteriormente e usando una sola mano.

Il pedale del freno è ribaltato e portato a destra al posto dell’acceleratore. Un sistema di fissaggio gli permette di ancorare il piede (ridotto a un 36 anzichè a un naturale 43) e mantenerlo costantemente attaccato al pedale.

La posizione del sedile in relazione al pedale è calcolata in modo che il ginocchio resti flesso a un determinato angolo e lui, spingendo in basso con l’anca, possa aprire il ginocchio e quindi dare pressione al pedale del freno.

Arrivava al bloccaggio delle ruote esercitando una pressione attorno ai 70 chili.

L’abitacolo è stretto. Questo costringerà Zanardi a usare delle protesi flessibili.

Immagine

VALENCIA, 25 NOVEMBRE 2006. POMERIGGIO

Alex Zanardi sale sulla Bmw Sauber adattata apposta per lui. E’ il primo portatore di handicap a guidare una Formula 1.
Corre e tocca i 285 kmh.

Alessandro Zanardi, come riassumeresti la tua esperienza?

“Portare uno senza gambe su una Formula 1 sembrava una follia, una bestemmia. E invece è solo una cosa molto bella.”

Quale è il ricordo più eccitante che porti a casa da una giornata come questa?

“Il cambiamento di attitudine che ho visto nei componenti della squadra. Quando sono arrivato qui, da bravo rompiscatole quale sono, ho cominciato subito a dire potremmo fare questo, potremmo fare l’altro. E tutte le risposte che ricevevo avevano un comune denominatore: ma devi fare tre giri, non stare a rompere i coglioni con questo e quello. Dopo i primi tre giri erano loro a dirmi: cosa possiamo fare?”

Perché senti il dovere di cominciare una nuova sfida?

“Un uomo senza sfide vive una vita estremamente vuota.”

Cosa ti ha aiutato a vincere questa?

“La flessibilità mentale delle persone che come me nella loro vita devono affrontare in modo continuativo ostacoli che per i normodotati non sono tali, per cui alla fine vai a sviluppare doti che tutti abbiamo ma che restano nascoste perché non ne abbiamo bisogno.”

Se ti chiedessero di riprovare una F.1, lo rifaresti?

“Subito. Quando esci il primo giorno con una ragazza ti devi accontentare di quello, poi magari è la stessa ragazza che porterai all’altare. Per adesso abbiamo cenato insieme, domani vedremo cosa accadrà.”

Non ti sembra di esagerare con il rischio?

“Ci tengo molto alla pellaccia. Credo però che vada modificato il concetto. Ho corso negli ovali a velocità superiori ai 400 kmh, sarei un falso se dicessi che sono gare in cui non rischi la vita. Qui da noi però, soprattutto con auto turismo, ci sono misure di sicurezza notevoli. Ci sono cose che facciamo quotidianamente che sono più rischiose. Ho la mamma a Bologna, abito a Padova. Spesso di inverno mi capita di fare quell’autostrada. La nebbia è costante. Immancabilmente vengo superato dal solito apripista con dieci auto che gli stanno dietro. Ecco, quelle persone stanno correndo dei rischi che sono mille volte superiori a quelli che corro la domenica pomeriggio in pista. Ma non voglio sembrare retorico. Se guido una bellissima Bmw nuova fiammante, la strada è asciutta, non c’è nessuno in giro e vedo fino a cinque chilometri avanti, faccio anche 160 khm. In quel momento non sto correndo alcun rischio in più che se andassi a 130 kmh. Anche perché a 130 kmh mi addormenterei.”

Molti portatori di handicap non riescono a combattere le loro difficoltà. Te la senti di dargli qualche consiglio?

“Capisco chi si chiude in se stesso quando la vita gli presenta un conto molto salato, come un evento traumatico simile al mio. Hanno bisogno di tempi molto lunghi per muoversi lentamente verso quella che era la loro vita di prima. Il consiglio che mi sento di dare è: partite, provate a fare qualcosa. Molti portatori di handicap sono arrabbiati con la vita, ogni tanto si comportano da rompicoglioni, cosa comprensibilissima, e la gente non sa cosa fare. Tocca sempre a noi mettere l’interlocutore a proprio agio, magari scherzandoci sopra. A me che sono conosciuto tutto questo è risparmiato, la gente non abbassa lo sguardo per evitare l’imbarazzo dell’incontro.”

Come ti definiresti?

“Sono un uomo fortunato. Nella mia vita ho avuto molte opportunità, c’è tanta gente per cui l’occasione passa una sola volta.”

Hai ancora qualche desiderio nel cassetto?

“Se seguissi i desideri, mi metterei a sognare. E allora tutto diventerebbe più pericoloso.”

zanardi1

VALENCIA, 25 NOVEMBRE 2006. SERA

Alex Zanardi è più rilassato. E’ uno che ama la battuta, ne spara a raffica.

Il pazzo

“Mario Theissen (direttore di Bmw Motorsport) mi ha detto: Complimenti, sei stato il primo portatore di handicap a guidare una F. 1. Gli ho risposto: Complimenti, sei stato il primo sufficientemente pazzo da dare a uno senza gambe una Formula 1 da guidare.”

La foto

“Nel centro di riabilitazione dove vado ho due amici: un toscano e un sardo. Il primo è bilaterale come me. Ci mancano entrambe le gambe. All’altro ne è rimasta una. L’altro giorno ci siamo fatti una foto. Tre uomini e una gamba.”

Il ricambio

“Volevo spostare il pedale, mi hanno detto: E’ un casino, bosogna cambiargli spessore. Gli ho detto: Non c’è problema, accorciate le gambe. Visto che lo spazio era poco ho aggiunto: Posso rimpicciolire anche i piedi, basta cambiarli.”

Indy

“Se oggi dicessi a mia moglie che voglio fare la 500 miglia di Indianapolis mi lancerebbe dietro un coltello e mi direbbe: Sei matto, chiedo il divorzio, blocco il conto in banca, non ti voglio più vedere. E avrebbe ragione.”

Il mago

“Io sono visto dalla gente come un mistro tra Padre Pio e Raffaella Carrà: o sono l’amicone di casa, oppure sono uno con la bacchetta magica che può tutto.”

I tirchi

“Non mi hanno dato gomme nuove. Gliel’ho detto: adesso che le gomme le dovete pagare non siete più tanto splendidi.”

L’e-mail

“All’inizio il team aveva l’aria di dire: se hai qualche problema non toccare niente. Qui è tutto difficile, va a finire che tocchi il pulsante sbagliato e mandi una e-mail a qualcuno.”

Il telefonino

“In alcune curve, guidavo con una mano sola. E’ un po’ come se fosse una Bmw serie 7, braccio di fuori e telefonino.”

Grazie Alex.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s