In un’emozionante intervista Mike Tyson parla del suo amore per Muhammad Ali

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Alla vigilia della messa in onda del documentario di Spike Lee “Ali: nascita del più grande”, Clay Skipper, di GQ Magazine, ha intervistato Iron Mike Tyson. L’ex campione del mondo dei pesi massimi parla dei suoi incontri di vita con Muhammad Ali e di come siano diventati amici per sempre. Ecco il servizio pubblicato nell’edizione americana della rivista

Mike Tyson racconta una storia.

È ancora un dilettante e ha appena finito di allenarsi quando, uscendo dallo spogliatoio, dice al suo allenatore Cus D’Amato che diventerà il migliore del mondo.

Cus va nel suo ufficio, prende il nastro della prima sfida tra Muhammad Ali e Joe Frazier (era l’8 marzo del ‘71, Mike all’epoca aveva quattro anni) e regala all’arrogante Tyson qualche consiglio: “Questo è pugilato, così si combatte, figliolo. Quello che tu stai facendo non è pugilato, non è il vero modo di combattere. Quello che tu stai facendo è divertimento. Questo è pugilato, così si combatte.

Sta dicendo che neppure lui, Mike Tyson: uno che non ha avuto mai paura di nessuno e ha rivaleggiato con Ali non solo nel pugilato ma anche nella fiducia in se stesso, avrebbe mai potuto solo pensare di battere Muhammad Ali.

Il messaggio di Cus raggiunge l’obiettivo. Negli anni Tyson e Ali diventeranno amici e lo saranno per tutta la vita. Un giovane Mike Tyson promette ad Ali che vendicherà la sconfitta contro Larry Holmes. E lo fa. Un vecchio Mike Tyson aiuta a portare Ali verso il luogo del riposo eterno, tiene sulle spalle la sua bara al funerale.

Abbiamo raggiunto Iron Mike prima della messa in onda del documentario per parlare dell’uomo che è stato il suo modello, l’ispirazione di una vita. L’intervista non è durata a lungo, Tyson si è sentito sopraffatto dall’emozione mentre parlava del suo vecchio amico.

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GQ: Quanti anni avevi quando hai conosciuto Muhammad Ali?

Tyson: “La prima volta che ho sentito parlare di Cassius Clay è stato quando ha sconfitto George Foreman. Era il 1974. Quindi avevo più o meno otto anni. L’unica cosa che ricordo, la prima cosa che ricordo, di quel periodo è una foto su Ebony Magazine o su Life: George Foreman in copertina con le mani sui fianchi. Il ragazzo di mia madre mi ha detto, non lo dimenticherò mai: “Ecco, questo è un uomo”. Mia madre gli ha risposto: “Lui continuerà a giocare, Clay si prenderà quella cintura!” E Ali ha vinto. Mia madre lo chiamava ancora Clay all’epoca. Mi ricordo come se fosse accaduto solo ieri.

Ti ricordi quello che hai subito pensato di lui?

Tre o quattro anni più tardi, sono in riformatorio e Ali arriva da noi! Io urlo: “Whoaaaaa.” È stato in quel momento che ho davvero capito chi fosse.

Ha parlato a voi ragazzi ?

Abbiamo guardato il film “Il più grande”, poi lui ha attraversato la porta nel buio della notte e ha iniziato a parlare con noi.”

Sei riuscito a parlare con lui da solo?

No, c’era una folla attorno a noi. Mi sentivo così turbato. Sono sicuro che non sono stato l’unico a essere stato ispirato da quell’incontro. Divento agitato solo a parlarne. Dio, aveva appena fatto esplodere di entusiasmo quel posto.”

E quale era l’impressione che aveva lasciato su di voi?

Wow! Non riesco nemmeno a descriverla.”

Ti ha fatto fanno venir voglia di essere come lui, di combattere o…?

Non so se mi ha fatto venire voglia di essere un pugile, ma sapevo che avrei voluto quello che lui aveva.”

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Ti ricordi in quale momento hai avuto per la prima volta la sensazione di potere essere come lui?

Quello che mi è successo non è stato così grande. Devo essere obiettivo. Ho visto il prototipo. Ho visto l’uomo da cui tutto è nato. Non mai ho potuto vedere me stesso in quel modo. Lui è stato l’ispirazione. Boom! La scintilla. Poi, una grande luce. Non riesci mai a vedere te stesso come una scintilla, ma vorresti essere quella scintilla.”

Il tuo pugile preferito era Roberto Duran, giusto?

Ero diverso da Ali. Io ero più come Duran, nel senso che ero davvero un ragazzo di strada. Parlavo sporco. Ero uno spaccone. Un macho. Pensavo: sono il più duro del mondo. Non avevo paura di nessuno e tutta quella robaccia lì.

Come era Ali?

Amorevole e poetico. Io vengo dal buio.”

Hai detto che hai imparato da lui anche le cattiverie, è vero?

Ali è stato il combattente più competitivo che abbia mai visto.”

In che senso?

Non so spiegarmi. Era così. Forse qualcuno avrebbe dovuto chiedergli perché era così. Combatteva contro di te sino alla fine. Come un pitbull o un cazzo di gallo. Eppure nei primi tempi della sua carriera sembrava un modello! Era più simile a un modello che a un combattente. In fondo era solo un ragazzo che voleva vincere o morire. Vincere o morire. Aveva troppo orgoglio. Si rifiutava di perdere.”

Cus ti ha fatto vedere i nastri dei suoi incontri. Ti ricordi la prima volta che lo hai visto combattere?

Su nastri? O sì. Stavo cercando di capire perché il suo stile fosse totalmente diverso da quello che Cus credeva fosse il modo giusto di combattere. Ehi, sto dicendo che non riuscivo a capire perché Cus dicesse che quel ragazzo era così grande, disciplinato, uno straordinario combattente. Aveva le mani rivolte verso il tappeto, si muoveva attraverso tutto il ring. Non aveva mai vinto nella sua cazzo di vita con un pugno al corpo. E Cus mi stava dicendo quanto fosse grande quel ragazzo. E poi lo vedo contro Foreman e Frazer e… Wow! Combatteva come un animale! (la voce comincia a diventare tremolante) Wow … (la voce si affievolisce).”

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Quando eri giovane e scettico, c’è mai stato un momento in cui ti sei chiesto: “Come potrei crescere e battere questo tizio?”

(Piange) “L’uomo … non riesco nemmeno a parlare … Non posso parlarne … Mi dispiace, sento troppo l’emozione. (Lunga pausa) … Mi dispiace che, parlando di Ali, del pugile, dell’uomo… Non c’è mai stato nessuno come lui.”

 

 

 

 

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