Dagli ori di Stecca, Parisi e Cammarelle alla magia di Ali, Phelps e Michael Johnson

i-miei-giochi

di Flavio Dell’Amore

Dario è un capitano di lungo corso. In questa sua  ultima opera pilota la nave  del suo talento nell’oceano dello sport a caccia di pensieri, personaggi e storie . Gli approdi sono emozionanti come solo lo possono essere dieci olimpiadi vissute da inviato .Il mondo  che sa creare  Torromeo è tratteggiato a forti tinte con tagli di luce che abbagliano e ombre  che intristiscono, ma questo è l’essenza  dell’universo sportivo che vive il suo momento più alto.

Con Dario al timone  approderemo in dieci porti accompagnati da una melodia che celebra l’uomo, l’atleta  , il prodigio dell’evento. Leggendo “I miei Giochi”, 300 pagine per i tipi di Absolutely Free Editore  vi  troverete a vivere momenti luminosi di accecante umanità che solo l’eccitante autore  sa descrivere.

In ogni approdo Torromeo tratteggia, punge ,circumnaviga vincitori e vinti e ce li presenta così come sono a volte geniali, e fenomenali a volte un po’ storti, labili perfino sghembi ma sempre  intriganti .

La prima tappa del “capitano” ci porta  a Los Angeles 1984.
Ci guida tra  il pazzesco traffico e le colline di Hollywood che fanno da cornice. Dario si fa fotografare con tutte le medaglie dei vincitori azzurri  al collo. C’è Maurizio Stecca  che non si separa mai dal suo oro e a suon di telefonate in piena notte sveglia mezza Rimini. Sara Simeoni cattura ogni attenzione e riempie  tempi e spazi. Per l’autore anche se solo per una sera , Los Ageles, gli sembra casa sua .
Copia di 3

Al mercato di Seul 1988 si compra di tutto ma quello che non  ti abbandona mai è l’odore dell’aglio. Rino Tommasi commenta: “Qui in Corea i pugili sono dilettanti ma i giudici sono dei veri  ladri professionisti”. Nardiello è turlupinato, Roy Jones jr derubato e anche beffato perché dopo avergli negato l’oro gli assegnano la Coppa Val Barker come miglior pugile. Giovanni Parisi ha l’oro al collo, capelli ricci e un codino che volevano fargli  tagliare. E’ bastato un lampo per battere Dumitrescu ed agguantare un sogno che dedicherà a sua mamma. Poi c’è Florence Griffith. Si muove come una modella, sorride come un’attrice, si veste come una cantante rock e domina nei 100 metri.

L’attracco a Barcellona 1992 è fantastico. La città è un museo a cielo aperto e il suo fascino si coglie ovunque. Il duello più avvincente mai visto esplode sulla pedana del salto in lungo. Carl Lewis  è in testa con 8,67. Mike Powell prende la rincorsa  e spicca il volo verso il sogno atterrando lontano. Esplode il rumore, segue il brusio, poi il silenzio… 8,64 ha vinto Lewis. Nelson Diebel, ha conosciuto il dramma, ha sfiorato la tragedia. Qualcuno gli dice che si può vivere senza droga e alcool, e lui sceglie il nuoto. A Barcellona vince l’oro nei 100 rana e nella staffetta: “Ero un ribelle di strada senza meta. Oggi sono un campione  olimpico”.

Copia di 4

Ad  Atlanta  1996 l’emozione corre sul filo e avvolge tutto. Quando il presidente del Cio appenda al collo di Muhammad Ali l’oro perduto tutti piangono e Lonnie Ali  sussurra: “E’ la restituzione di un sogno perduto”. Michael Johnson ha gli occhi di fuoco, divora la curva in un attimo e corre impettito verso la vittoria. Ricorda Bip- Bip dei cartoni animati e il Vilcoyote che lo insegue non lo prende mai. Alessando  Lambruschini festeggerà a Firenze con una bistecca e un Chianti il  bronzo  nei 3000 siepi. Che effetto fa sul podio: “Stavolta i kenioti sono solo due poi c’è lui: l’italiano che corre come i re degli altipiani”.

Torromeo veleggia verso Sidney 2000. Un città  splendida per viverci. Ci sono superspiagge  e le onde da surf. Domenico Fioravanti è leggero, ha un galleggiamento invidiabile, un sughero e un talento che ricama le sue vittorie con una classe innata. Mancano solo dieci metri quando Fioravanti passa Moses e tocca per primo. E’ il re del 100 e 200 rana. Mai nessuno  italiano si era spinto così lontano. A Paolo Vidoz piace giocare  e invece è un supermassimo. Conquista il bronzo serenamente. In semifinale scivola nei gorghi di una timidezza agonistica che sul  ring paga cara.

Atene 2004 ha posti d’incanto e spazi di disperazione, è l’Olimpiade della tensione per Torromeo che accende la Tv e vede i bombardamenti di Bagdad. Lucia Morico è una ragazza speciale ora che si è liberata dal pesante gioco maschile. Nel Judo guadagna  la medaglia di bronzi ed è  felice. Federica Pellegrini è poco più di una bambina ma ha talento, forza fisica e determinazione. Vince l’argento nei 200  stile libero e lo fa nascondendo qualsiasi tensione. Ha preso il nuoto italiano e gli ha dato uno scossone: il domani è suo.

22

A Pechino 2008  una volta raggiunta la Grande Muraglia ci se sente sereni, attorno c’è il verde degli alberi a vista d’occhio. Da quelle parti Liu  Xiang è un dio. Oro ad Atene e campione del mondo quando scende a 12:88 nei 110 ostacoli la tv di stato si ferma per raccontare l’impresa.  La Cina vuole il secondo oro. Lo starter dà il via ma è una partenza falsa. Liu fa quattro passi e una smorfia di dolore. E’ fuori e la Cina piange, lo stadio si svuota. E’ mezzogiorno ma la giornata è già finita. Michael Phelps è un uomo blindato. Un  fantasma che si muove  senza farsi vedere. E’ ricco in modo esagerato ma se lo guardi negli occhi capisci che vuole solo essere lasciato in pace. A Pechino vince otto medaglie d’oro  nel nuoto. Nessuno c’è mai riuscito. Lui vorrebbe cambiare il nuoto, troppo poco ricordarlo ogni quattro anni. Roberto Cammarelle è un gigante gentile che non ama il ko. È un supermassimo che non fa footing da quattro anni perché ha due vertebre schiacciate. Contro il gigantesco Zhilei Zhang  in finale nessuna sbavatura, nessun colpo a vuoto. Prima lo punisce, poi lo demolisce, infine lo distrugge. L’Italia torna a vincere un oro olimpico nel pugilato venti anni dopo Parisi . Un trionfo, ma Roberto ha fretta di tornare a casa per mangiare la pasta al forno della mamma.

L’approdo a Londra 2012 è diverso dagli altri. Ora  Torromeo è un freelance che scrive per un sito web, Gli fa effetto vedere i suoi articoli online dopo pochi minuti. La boxe è al centro del suo interesse. Ha faticato ad accettare che due donne potesero picchiarsi sul ring poi Katie Taylor e Claressa Shields gli hanno fatto capire che il pugilato  femminile è entrato di diritto nella storia olimpica. Due storie di donne, due medaglie d’oro meritate. Clemente  Russo dice che ci vuole cuore e testa: “Il cuore per trovare il coraggio di soffrire, la testa per  motivazioni e orgoglio”. Il suo maestro  gli fa notare che per  vincere  ci vuole “cazzimma” per portare a casa il massimo. Clemente perde e riceve un messaggio: “Hai esagerato con la cazzimma”. E’ il secondo argento  consecutivo. Peccato. Dario è scandalizzato dai verdetti. Gli rovinano l’avventura. Cammarelle è punito ingiustamente in finale. il gigante italiano non è furioso ma infintamente triste. Torromeo  è colpito da una malinconia che fa male. Patrizio Oliva  urla :- “’ Nu furto clamoroso,il più grande che aggio visto inta  ‘a vita mia”.

Dario è seduto sulla panchina e aspetta il prossimo bus che lo porterà al porto dove è ancorata la sua anima, lì pronta per ripartire.

I MIEI GIOCHI, In dieci Olimpiadi da inviato ho visto cose che gli umani… di Dario Torromeo (Edizioni Absolutely Free, 312 pagine, Euro 16,00). Nelle migliori librerie negli store online.
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