L’Aiba boccia cinque maestri italiani su otto!

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Ancora una volta l’Aiba ci regala una notizia su cui discutere.

Massimo Scioti, il maestro dei maestri italiani che da decenni opera nel settore, non è stato ritenuto abbastanza preparato per salire di categoria.

Lo hanno giudicato il quarantenne finnico Ervin Kade e il più noto Terry Edwards: inglese, capo allenatore della nazionale britannica in tre Olimpiadi, vincitore di due ori con Audley Harrison e James DeGale, all’angolo dei campioni del mondo professionisti Froch, Haye e Khan.

Sono venuto a conoscenza del caso solo oggi, con ventiquattro ore di ritardo rispetto al diretto interessato. Ma debbo ritenermi fortunato, se considero che il protagonista della vicenda ha saputo il risultato solo tre mesi dopo l’esame professionale…

Mi spiego meglio.

Dal 15 al 19 marzo scorso si è svolto ad Assisi il corso per i maestri che volevano ottenere la seconda stella Aiba. Solo il 10 giugno sono stati resi noti gli esiti delle prove.

Come è noto i criteri di valutazione dell’Ente vengono espressi attraverso un numero crescente di star: da una a tre, a seconda del livello in cui si è abilitati a operare.

Otto gli italiani coinvolti nel programma umbro che prevedeva il passaggio da una a due stelle.

I risultati sono stati deludenti. Solo tre i maestri federali promossi: Laura Tosti, Giuseppe Foglia e Paolo Bonifacio. Sono stati invece bocciati: Massimo Scioti, Franco Piatti, Lino Silvestri, Francesco Cutruzzolà e Pierino Ruga.

Ho sentito proprio Massimo Scioti, che rappresenta il caso più eclatante essendo consigliere federale e rappresentante dei maestri all’interno dello stesso CF.

-Scioti, cosa è successo?

Non sono stato giudicato idoneo. Probabilmente ero in una giornata storta, non voglio fare polemiche di alcun tipo”.

-Come ha preso la bocciatura?

Come ho detto, non ne faccio un dramma e non la contesto. Quello che non condivido è che non sia stato seguito un criterio che qualsiasi organismo moderno dovrebbe prevedere. Non si possono incasellare con una valutazione secca, promosso o bocciato, persone che da tanto tempo operano nel settore. Andrebbe formulato un giudizio globale, si dovrebbe tenere presente il loro passato e il quadro generale in cui hanno operato e operano”.

-Cosa altro non le è piaciuto di questo esame?

Non ho condiviso la mancata informazione sulla valutazione progressiva durante i vari test. E poi credo che tre mesi tra l’esame stesso e il risultato siano un po’ troppi”.

-Lei è rappresentante dei maestri in Consiglio Federale, come intende comportarsi?

I detrattori penseranno che io abbia come unica soluzione le dimissioni. Credo che se agissi in questo modo ne farei un problema personale, mentre invece penso che il caso meriti di essere valutato nel suo insieme. Nel prossimo CF, prescindendo dai nomi dei cinque soggetti bocciati, chiederò alla Federazione di fare una valutazione politica del risultato: solo tre su otto hanno passato l’esame. Potremo anche non essere idonei, ma ritengo che la Fpi debba esprimere la sua posizione in proposito”.

Non ci resta che aspettare il prossimo Consiglio Federale…

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