Il Milan rotola all’indietro, umiliato dal Napoli. Guardando i cambi si capiscono molte cose…

Par8292312_mediagallery-pageIl Milan visto contro il Napoli è un’autentica vergogna.

Senza gioco, con una condizione atletica disastrosa e con lacune paurose in difesa e centrocampo.

Tredici gol subiti in campionato, solo il Carpi ha fatto peggio. Ma se ad ogni partita Zapata continua a regalare un gol e totale libertà agli attaccanti avversari, se Rodrigo Ely lo segue a ruota, se Di Sciglio non è neppure un lontano parente del giocatore di un tempo e Antonelli non mi sembra si sia mai visto, cosa possiamo pretendere?

Stavolta ci si è messo anche Diego Lopez, uno dei pochi punti sicuri fino a questo momento.

Dice, che colpa ha l’allenatore? Cosa può fare con una rosa di difensori del genere? Può fare meglio di molte di quelle squadra che finora hanno incassato meno gol del Milan. E alcune di loro ci sono davanti in classifica con un organico che, sinceramente, non mi sembra migliore del nostro. Può mettere in piedi una squadra che tenga botta almeno per un tempo a un Napoli che quest’anno non aveva mai vinto in trasferta.

WCENTER 0SPKAEVIDD                Foto LaPresse - Spada 04 ottobre 2015 Milano  ( Italia) Sport Calcio Milan - Napoli   Campionato di Calcio Serie A TIM 2015 2016 - " Stadio San Siro " Nella foto: esultanza dopo il gol allam 0-1  Photo LaPresse - Spada 04 October 2015 Milan ( Italy) Sport Soccer Milan - Napoli   Italian Football Championship League A TIM 2015 2016 - " San Siro  Stadium " In the pic:  celebrates after scoring allam 0-1

Ma tecnico e difesa non sono i soli colpevoli di una disfatta totale che indigna più che innervosire.

Se il Napoli sostituisce Insigne con Mertens e Higuain con Gabbiadini; mentre il Milan cambia Bertolacci con Cerci, e Kucka con Poli, ogni discorso cade a terra. Di cosa stiamo parlando?

È una rosa debole, scadente. Da tre anni il Milan è una squadra che rotola all’indietro. Dicono, ma stavolta la società ha speso 90 milioni. Giusto. E allora che anche Galliani capisca chi ha sbagliato e tragga le sue conclusioni. È stata costruita una formazione con evidenti lacune difensive, spendere 25 milioni per Romagnoli non regala di botto una solidità in copertura. Fa solo venire dei dubbi sul valore dei singoli e su come siano stati messi assieme.
A centrocampo è imbarazzante l’involuzione di Montolivo. Ormai fa la ruota, gira su se stesso alla ricerca del lancio o del tiro giusto. A volte perde palla, altre la regala. Quasi mai lancia l’uomo in buca.

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Quello che mi chiedo è perché alcuni di loro prima giocassero bene e ora siano delle delusioni totali. Faccio l’esempio di Bertolacci ed Ely, tanto per citare due nomi. Lì davanti poi l’unico che navighi su un livello accettabile è Bacca. Sì, perché anche Luiz Adriano mi sembra un folletto in cerca del miracolo per metterla dentro. E i miracoli accadono una volta e mai più.

Qualcuno già rimpiange Pippo Inzaghi in panchina. E questo la dice lunga su come siamo messi. Altri parlano di Montella, quando tutti sanno che il primo nome che verrà fuori per (eventualmente) sostituire Mihajlovic sarà quello di Brocchi.

È il Milan, bellezza. Quello che una volta aveva Gullit, Van Basten e Rijkaard. Quello che vinceva scudetti e Coppe Campioni. Oggi la nebbia è così fitta che neppure ce la faccio a dare uno sguardo ai ricordi.

Il Napoli non ha vinto a Milano. Ha dominato, ha umiliato chi giocava in casa infliggendogli quattro gol. E quattro gol non li prendevamo da sei anni. Ci sarà pure una ragione. Siamo a un livello bassissimo. Forse ci salveremo, ma solo perché quello italiano è un campionato di medio/basso livello e in fondo alla classifica c’è chi sta peggio.

La cosa più brutta è che per questo Milan non c’è futuro. Se le cose restano così l’unica certezza è una lenta, inesorabile corsa verso il fondo.

Ottavo nella stagione 2013-2014, decimo in quella successiva, undicesimo oggi. Ma non disperiamo, possiamo fare peggio. Quando hanno ceduto Thiago Silva e Ibrahimovic era facile capire che i tempi delle vacche grasse erano finiti. Ma che si arrivasse così in fretta alla mediocrità proprio non me lo aspettavo.
E, sinceramente, non mi aspettavo che una squadra che porta un nome ricco di tradizioni cedesse senza neppure lottare.

E adesso, che almeno si vergognino.

Per quanto riguarda noi tifosi, dobbiamo rassegnarci. Non è cambiando allenatore che si risolverà il problema. Qui l’unica soluzione sarebbe quella di cambiare tutto. Proprietà compresa.

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