Guardate il diretto destro di Hearns che si abbatte su Duran. Un ko terribile

Referee Carlos Padilla pushes Thomas Hearns to a neutral corner after Hearns decked Roberto Duran during second round of their bout, June 15, 1984 in Las Vegas. Hearns won on a TKO in the WBC super welterweight championship. (AP Photo)

Il ko è un momento triste ed esaltante del pugilato. Racchiude l’essenza dello scontro, esalta il vincitore e propone attimi di terrore a chi ha lo sconfitto nel cuore.
Ne ho visti tanti in una vita a bordo ring. Ce ne sono alcuni che ricordo meglio, altri che ho dimenticato. Ma nella mente ne conservo almeno cinque che non scorderò mai. Questo è uno di quelli.
Era il 15 giugno del 1984, sul ring del Caesars Palace c’erano Thommy “Hitman” Hearns che difendeva il titolo Wbc dei pesi superwelter e Roberto “mani di pietra” Duran.
Il match si sarebbe dovuto disputare alle Bhamas, ma era stato trasferito in Nevada perché gli hotel non riuscivano a garantire un’adeguata disponibilità di stanze.
In platea 14.284 spettatori, la pay per view aveva venduto la sfida a 2.1 milioni di case. Per i pugili stessa borsa: 1.85 milioni di dollari.


Hearns (25 anni) al momento del match aveva un record di 38-1, l’unica sconfitta subita per kot 14 contro Sugar Ray Leonard quando era in vantaggio su tutti e tre i cartellini dei giudici. Nel primo round metteva due volte al tappeto Duran (77-5, 33 anni compiuti nove giorni prima) che alla fine della ripresa confuso e scosso andava all’angolo neutro. I suoi secondi lo riportavano all’angolo giusto.
Nel round successivo Hearns lo travolgeva di colpi, stoicamente e grazie a una resistenza fisica eccezionale “mani di pietra” riusciva a rimanere in piedi. Dopo 59 secondi dall’inizio della ripresa un terrificante diretto destro del Cobra metteva ko lo sfidante che finiva faccia avanti al tappeto.
Terrificante.

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