Mayweather, Golovkin, sigle, pay per view. Le colpe della boxe

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Floyd Mayweather jr è una spaventosa macchina da soli.

Tutti vorrebbero il suo bancomat, molti si propongono per poterlo usare almeno una volta. Un match contro Pretty Boy vuol dire il guadagno più alto della carriera di qualsiasi atleta in circolazione.

C’è una ressa da fare impallidere la spiaggia di Ostia a Ferragosto.

Hanno promosso la loro disponibilità Anthony Mundine, Amir Khan, Kell Brook, Timoty Bradley, Shawn Porter, Keith Thurman.

Ha ragione Ray Boom Boom Mancini quando dice che scegliere Andre Berto è stato “terribile”. Il guerriero italo-americano ha aggiunto: “Ha coraggio, è un combattente. Ma ha la mascella fragile, non è il rivale per uno che si proclama il “migliore di sempre”. Io dico che potrebbe entrare nella Top Ten solo se affrontasse e battesse Gennady Golovkin!

Eccolo qui il nome ricorrente.

Mettere assieme Mayweather e Golovkin assicura fascino e interesse.
Entrambi imbattutti, entrambi dominatori del momento.

Golovkin, che è il campione dei medi, ha dichiarato di essere pronto a scendere al limite dei superwelter per misurarsi con Money. E Mayweather è il titolare della categoria per Wbc e Wba. Ma è anche vero che non ha mai sfiorato il limite delle 154 libbre ed è salito sul ring solo tre volte per la categoria (De La Hoya, Cotto e Alvarez) segnando al massimo 151 libbre. Lo stesso clan del campione ha già fatto sapere a Golovkin che l’unica possibilità per lui di misurarsi con Floyd sarebbe quella di accettare un match al catchweight di 149 libbre.

In altre parole l’incontro rimarrà nella categoria Fantasy.

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La realtà parla ancora di Andre Berto, ma nessuna fonte ufficiale ha confermato quello che è per (quasi) tutti un match già chiuso.

L’altra realtà è che Floyd Mayweather continua a comportarsi da padrone assoluto del pugilato mondiale. Insulta la Wbo che gli ha giustamente tolto il titolo dei welter, gestisce le cinture Wbc e Wba dei superwelter a proprio piacimento.

E qui mi sembra giusto aprire una parentesi sulle storture delle sigle professionistiche.

Il 14 settembre del 2013 Floyd Mayweather jr e Saul Canelo Alvarez si sono affrontati per i titolo Wba e Wbc dei superwelter. Il primo era il “supercampione” della Wba, l’altro oltre a detenere la corona Wbc era il campione unificato della Wba. A parte il ridicolo delle definizioni (supercampione, campione unificato, campione a interim, campione del mondo) create solo per avere quattro possessori di un unico titolo, qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale motivo è stato possibile che i due si accordassero al catchweight di 152 libbre, quando il limite della categoria è di 154.

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La cosa non ha destato scandalo. Il pugilato è diventato una giungla e tutti sono abituati a muoversi in mezzo al caos al punto che qualsiasi orrore assume i contorni della normalità.

Nessuno fa più caso al fatto che le categoria siano passate da otto a diciassette, che ogni singola categoria sia passata da un unico detentore a quattro (calcolando le sigle maggiori) o otto (mettendoci dentro tutto il resto della banda dell’alfabeto), che la Wba si sia inventata la possibilità di dare lo stesso titolo a quattro persone diverse. Tutto normale. E da qualche tempo ecco riuscire fuori il catchweight.

Fate pure un match a un limite di peso concordato tra i due clan, ma per quale stramaledetto motivo deve essere considerato campionato di una categoria che prevede un altro limite?

Ci si scandalizza della scelta di Mayweather. Vuole affrontare Andre Berto in quello che dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, essere il suo ultimo match. Ci si indigna che non si misuri con Golovkin, quando non ci si è indignati del fatto che in passato gli sia stato permesso da un giudice della Corte di Las Vegas addirittura di posticipare “l’ingresso” in prigione per difendere i suoi titoli sul ring.

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Quando mi chiedono perché la boxe non abbia più la popolarità di un tempo, rispondo che i motivi fondamentali sono due. Il caos mostruoso creato dalla politica pugilistica mondiale e l’avvento della pay per view.

Del primo colpevole ho già detto, del secondo dico semplicemente che ha generato maggiori guadagni per organizzatori, televisioni e (pochi) pugili. Ma ha anche tolto a questo sport il valore di fama universale.

Una volta, fuoi classifica Muhammad Ali che è stato il più popolare sportivo di sempre, se chiedevi in giro chi erano Foreman, Frazier, Liston trovavi una risposta immediata. Oggi neppure Floyd Mayweather ha fama totale.

E gli altri?

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Sono ancora tantissime le persone che pensano che dopo Mike Tyson non si sia disputato più alcun combattimento.

La televisione in chiaro, i grandi network, erano un megafono fantastico. Regalavano popolarità, facevano entrare il volto e le parole dei protagonisti nella case di tutti. Ora solo chi può permettersi i 50/100 dollari della ppv può vederli in diretta.

Non penso che gli Enti si unificheranno, come non penso che la televisione lascerà la miniera della pay per view a livello mondiale. Rassegniamoci dunque a essere la minoranza (certamente non silenziosa) del grande sport mondiale. Le colpe che portiamo sulle spalle pesano troppo per sperare di liberarcene.

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3 Comments Add yours

  1. antonio says:

    Buona sera sig. Dario Torromeo, le scrivo perchè leggo spesso i suoi articoli riguardanti la boxe , e vorrei esprimere la mia opinione riguardo l’ articolo su Mayweather, anzi ,sul fatto che , l’ americano non abbia scelto di affrontare Golovkin .
    Nonostante sono anti-Maywheather penso che l’ americano non abbia comunque avuto problemi nell’ affrontare il kazako , che dai recenti match è calato un pò, invece credo che, se si sarebbe scelto un avversario come Erislandy Lara , Mayweather avrebbe dovuto rinunciare ai suoi inutili giochetti di distanza , tenendo presente che il cubano ,oltre ad aver un estrema potenza, ha le braccia molto più lunghe , dunque, credo che sarebbe stata tutta un altra storia (lo so , forse mi sono sbilanciato un po’ , ripeto forse….)

    1. io credo che la potenza di golovkin al limite dei superwelter avrebbe creato enormi problemi a mayweather. lara ha meno forza nei pugni e negli ultimi anni ha faticato a vincere per ko, inoltre ha perso contro quel saul canelo alvarez che non “ha toccato palla” contro lo stesso mayweather. ma questa è solo la mia opinione, rispetto la sua. non sapremo mai chi di noi due ha ragione, mayweather non affronterà nè golovkin, nè lara…

  2. Nicola says:

    Concordo con lei Torromeo. I PPV (ma anche il proliferare delle cinture) hanno danneggiato l’immagine della boxe, magari non negli USA dove alcuni pugili riescono ad attirare ingenti capitali non si nota, ma da noi dove le TV e gli sponsor vanno solo in una direzione (quella calcistica) il problema è sotto gli occhi di tutti. In Italia anche a causa di alcune scelte discutibili della FPI siamo giunti ad avere dilettanti di Stato e validi professionisti costretti a lavorare fuori dal ring per campare, basti pensare a campioni europei come Bundu, Marsili o Boschiero.
    Riguardo a Mayweather sono dell’idea che si tratti di uno dei più forti pugili difensivi di tutti i tempi, un fenomeno delle sedici corde, ma la tempistica e le scelte dei suoi avversari lasciano un po’ a desiderare: Mosley, De La Hoya, Pacquiao, tutti affrontati quando erano in calo o non avevano più la “fame” di prima, e Maywether lo sapeva. Per carità, il suo conto in banca dimostra che forse ad avere ragione è lui, ma sono del parere che la sua tecnica difensiva eccellente e il suo modo di combattere un po’ sparagnino, quasi da ragioniere nel mettere in cascina i round con pochi colpi precisi, non siano la vera causa del suo successo. Credo che la maggior parte della gente che compra i suoi PPV anche negli USA lo fa perché lo vorrebbe vedere con il culo per terra, ecco perché Mayweather fa più show fuori dal ring dove alimenta abilmente il suo personaggio e la sua immagine che non durante i suoi match, dove di emozioni ai tifosi ne regala ben poche. Concordo con Ray “Boom Boom” Mancini quando dice “Maywether è eccezionale, il migliore della sua generazione, ma non pagherei mai per vedere un suo match in PPV, se me lo fanno vedere gratis sì, ma pagare 80 a 100 dollari per vederlo schivare e controllare l’incontro con jab e diretto no, faccio a meno”.
    Riguardo Golovkin credo sia l’ennesima scusa: Mayweather è stato campione WBC, WBA e lienare nei superwelter e ha affrontato De La Hoya e Alvarez. Se evita il kazako ai miei occhi lo fa perché GGG sa tagliare il ring meglio degli altri due e ha le mani molto più pesanti. Non so cosa ne pensa lei, ma ho l’impressione che il peso centri poco, Floyd vuole un ultimo (o forse no?) match facile, senza troppi rischi, e Golovkin è il pugile più pericoloso tra le 154 e i 168 libbre. Non ha solo potenza, ma anche tempismo ed è stato un dilettante formidabile. Berto invece non è nemmeno uno dei cinque pugili più pericolosi al limite dei welter. Penso sia l’ennesima mancanza di rispetto di Maywether nei confronti del pubblico della boxe, la stessa gente che fino a prova contraria lo ha fatto diventare quello che è oggi: lo sportivo più pagato del mondo
    E lui non perde occasione per ricordarcelo.

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