È il match della gente, ma in Usa pochi potranno vederlo…

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È il match della gente, il popolo della boxe lo ha aspettato per cinque anni. Ma negli Stati Uniti saranno proprio i tifosi più puri ad essere tenuti ai margini del combattimento tra Floyd Mayweather jr e Manny Pacquiao. Nessuna possibilità di ingresso nell’Arena dell’MGM Grand. Troppi i 150 dollari per il circuito chiuso a Las Vegas (ammesso che si riesca a trovarli, visto che i bagarini ieri li offrivano a 620), troppi anche i 100$ per la pay per view. Cifre fuori budget per le persone normali.

Chi ha pagato somme folli pur di essere all’interno dell’Arena ha obbedito a quel tarlo che entra nella testa di molti quando si trovano davanti a un grande evento. Su tutto prevale la voglia di presenziare, anche solo per poter dire “Io c’ero”. E sì perché i signori degli ultimi due settori, i più in alto, quelli che hanno pagato anche 8.000$ il loro biglietto, il match potranno gustarselo solo quando saranno tornati a casa e troveranno un’anima pia che lo avrà postato su Facebook. Nel frattempo StuHub, motore di ricerca per la vendita di biglietti per mega eventi, ha comunicato di avere ancora qualcosa a disposizione: prezzo minimo 5.245$, massimo 106.950$.

Cifre folli che terranno lontani quelli che la boxe ce l’hanno nel sangue, che l’amano, che la seguono per passione e hanno la capacità di capire sino in fondo il suo valore.

Vero, ma la sfida di sabato avrà comunque una grande valenza per tutti i malati di boxe.

Per il pugilato, comunque finisca, sarà stata una serata felice. Soprattutto in Italia.

Mayweather vs Pacquiao ha fatto tornare a parlare di questo sport come non accadeva dai tempi di Iron Mike Tyson. I giornali hanno dedicato servizi anche a dieci giorni dal match. E, soprattutto, una televisione, Deejay Tv, è scesa in campo e ha detto “banco!” Ha preso l’intero pacchetto. Il mega scontro di Las Vegas e la programmazione pugilistica sul piccolo schermo sino a dicembre. Poi, si vedrà.

folla

L’appuntamento di Vegas ha restituito fiducia nel futuro di questo sport, ma come tutti i grandi eventi non può essere semplicemente inquadrato in chiave tecnico sportiva perché va ad abbracciare la sfera sociale.

Se il giro d’affari è attorno al mezzo miliardo di dollari, il discorso non può limitarsi a chi vincerà tra Maayweather e Pacquiao. Qui si entra in un nuovo mondo, si valicano i confini dello sport e ci si chiede perché mai una sfida tra due ultra trentaseienni che hanno già dato il loro meglio, possa avere scatenato una simile dipendenza. La MayPacMania è un virus che è entrato in circolo negli States, ma poi ha coinvolto il mondo.

Sono convinto che grande merito di tutto questo vada alla mente che ha gestito mediaticamente il prodotto. Non so se sia stata solo una o un gruppo di persone. Di certo sono stati di un’abilità pazzesca.

Hanno creato un clima di tensione, esasperato l’attesa dell’accordo fino a farlo sembrare irragiungibile. Poi, una volta avuta in mano la sfida, hanno tirato la corda sino al limite di tenuta.

Hanno creato una sorta di commedia teatrale in cui hanno affidato il ruolo del tutto cattivo a Maywether e del tutto buono a Pacquiao. Quindi hanno venduto il match come la sfida tra il bene ed il male.

pacmay

A questo va aggiunto che entrambi i pugili hanno interpretato alla perfezione i loro ruoli. Pretty Boy ha incarnato se stesso. Sbruffone, arrogante, senza rispetto per il denaro e per la storia. Pacman è stato assai più silenzioso, ma quando ha parlato l’ha fatto da uomo sicuro senza offrire spiragli di debolezza psicologica.

È stata esaltata la fame che c’è di grandi appuntamenti pugilistici. Non girano grandi personaggi. Intendo personaggi universalmente conosciuti. Mayweather e Pacquiao sono gli unici che possano reggere il palcoscenico in tutto il mondo sperando che la maggior parte della platea li conosca.

La pay per view ha portato ricchezza nella boxe. Ma ha anche abbassato in modo considerevole il livello di popolarità dei protagonisti. Per entrare nelle case della gente, in tutte non solo in quelle degli appassionati, devi colpire duro. A volte anche esagerando, ingigantendo. Mayweather l’ha fatto assencondando la sua arroganza. Pacquiao l’ha fatto reagendo quando era indispensabile.

E adesso siamo qui, davanti al più grosso spettacolo mai messo in piedi da un’organizzazione pugilistica.

Speriamo che non ci deludano. La paura che ciò accada è forte.
Avere avuto successo sino a questo punto rende giustizia all’abilità di chi ha creato l’evento.

Sbagliare sul ring sarebbe un peccato imperdonabile da imputare esclusivamente ai due protagonisti.

 

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