Ci mancava solo il giallo dei contratti.
Lo avevamo accennato in un articolo del 5 aprile, ieri è scoppiato provocando un allarme generale. L’ indizio che ha scatenato la bagarre è stata la mancanza di biglietti. In senso concreto, in altre parole non ci sono i preziosi pezzi di carta che il 2 maggio dovrebbero garantire l’ingresso nell’Arena. Non ce ne è in giro neppure uno, anche se al match mancano solo dieci giorni!
Questo non vuol dire che non siano stati venduti. Fonti ufficiali affermano che ne sono già stati dati via 15.000 sulla parola. In realtà non ne è stato ancora stampato uno.
La biglietteria online dell’MGM Grand Arena ha messo su un avviso che non ha ancora levato. Nienti biglietti per il momento.
Era stato promesso un blocchetto di mille tagliandi per inizio settimana, non si sono visti. Lunedì alla conferenza stampa di Pacquiao un giornalista ha sollevato il problema. È intervenuto Bob Arum (nella foto in alto con Al Haymon, socio di Mayweather) ed ha detto che esistevano dei problemi tecnici nella gestione dell’incontro fra il suo pugile e i giornalisti, ha salutato e se ne andato via portando con sè Pacquiao.
StubHub, motore di ricerca importante per la vendita di biglietti per grandi eventi, ancora non si è mosso.
Sono fermi in tipografia anche i biglietti da 150$ per il circuito chiuso all’interno di Las Vegas.
Nessuno ha finora visto un solo tagliando. Neppure chi lo ha regolarmente acquistato. I promoter si rimpallano le responsabilità. Ma qualche spiffero è ugualmente venuto fuori. A parlare è stato Darren Rovell di ESPN.com.
A suo avviso Bob Arum avrebbe ricevuto i contratti il 15 aprile, ma non li avrebbe mai firmati perché non corrispondevano agli accordi presi con Pacquiao.
Il boss della Top Rank avrebbe visto in quella bozza un tentativo di farlo in parte fuori dalla gestione dell’evento. Per questo non ha voluto firmare.
E se l’MGM Grand non ha entrambe le firme dei promoter non può vendere i biglietti. Il conto alla rovescia è alla fase finale, il giallo si complica ogni giorno di più.
Nel frattempo i bagarini rivendono ticket che non hanno, ma che dovrebbero avere. Un bordo ring è arrivato a 100.000 dollari.
Il caos si sta impossessando dell’evento. Sono già molte le cancellazioni negli alberghi. La gente non si sente sicura. Non vuole affrontare un viaggio costoso senza avere la certezza di potere assistere al mega incontro.
Il giallo dei biglietti fantasma è l’ennesimo sussulto di un evento ricco, ma che sembra non avere pace.




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