La Pellegrini, il suo coach, il rispetto

World champion Italian swimmer Federica

Federica Pellegrini non nuota la finale dei 200 sl ai campionati italiani di Riccione. Ai microfoni della Rai si presenta il suo allenatore che dice alcune cose:

  1. Ho deciso io che non disputasse questa gara
  2. L’ho fatto perché era giusto farlo
  3. Non mi è piaciuto quello che ha scritto la stampa dopo la prova dei 400 sl
    Dai microfoni della Rai il commettantore tecnico, ed ex medaglia di bronzo olimpica Luca Sacchi interviene: “Se mi permetti, ho trovato irrispettosa nei confronti delle altre ragazze e del pubblico questa scelta. Non vedo cosa avrebbe potuto portare di negativo una finale ai campionati nazionali per Federica”.
    L’allenatore replica: “Se qualcuno (?) trova irrispettosa questa scelta sbaglia. Io devo guardare il mio, era nell’interesse di Federica non gareggiare”.
    Mi sono un po’ stancato di sentire lamentele a ripetizione su quello che scrivono i giornalisti. Anche perché lo sparare nel mucchio è una cosa che non mi è mai piaciuta.
    Se ha lamentele da fare, l’allenatore della Pellegrini le faccia. Ma indichi il nome del presunto peccatore e se la veda faccia a faccia con lui. Andare in televisione e sparare contro la categoria è uno sport che mi annoia, mi deprime, mi fa infuriare.
    Detto questo, ancora una volta sono d’accordo con Luca Sacchi. Tirare fuori la Pellegrini dalla finale dei 200 sl, dopo che in mattinata aveva nuotato 1:56”51, è stata una decisione irrispettosa nei confronti delle altre e del pubblico.
    Da quello che ha detto il suo allenatore si potrebbe dedurre che la Pellegrini abbia gestito Riccione come una piscina di allenamento. Non la riconosco più, non mi sembra più lei. E non per i riscontri cronometrici. Anche nei momenti più difficili, quelli sì drammatici, non si è mai tirata indietro. Ha sfidato il mondo, ha vinto, ha perso, ma l’ha fatto sempre lottando.
    È la più grande atleta nella storia del nuoto italiano (maschi compresi), sta vivendo un momento difficile alla vigilia dell’anno in cui chiuderà con lo sport agonistico. Avrebbe bisogno di qualcuno che non si arroccasse nel fortino e si sentisse solo contro il mondo cattivo. Avrebbe bisogno del carisma e della serenità che un grande come Alberto Castagnetti, a prescindere dal livello di competenza tecnica, sapeva sempre darle. Purtroppo se ne è andato prematuramente lasciando un vuoto immenso. Ce ne rendiamo conto ogni giorno di più.
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One Comment Add yours

  1. Bull says:

    Non discuto la pellegrini dal punto di vista sportivo, ma dal punto di vista umano la ritengo ampiamente sotto la soglia di tollerabilità. Basta vedere quello che ha fatto con la squadra maschile di pallanuoto…..

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