Gli Usa tornano ad amare i pesi massimi

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I tempi sono cambiati. Il 25 aprile al Madison Square Garden di New York è in programma il mondiale dei massimi (Wba, Wbo, Ibf, Ibo). E tutti noi continuiamo a parlare sempre e solo del titolo dei welter. Anni fa non sarebbe mai accaduto. Ma questa non è la testimonianza della decadenza della boxe, è solo la conferma che a dare spessore all’evento sono i nomi dei due pugili coinvolti non l’etichetta che gli viene appiccicata.

Mayweater vs Pacquiao azzera qualsiasi altra cosa gli ruoti attorno.

Come pretendere che Wladimir Klitschko vs Bryant Jennings possa reggere il confronto?

Eppure ci sono alcuni elementi nella sfida tra i due colossi che potrebbero contribuire a rendere interessante l’appuntameno.

Wladimir non combatte negli Stati Uniti da sette anni (23 febbraio 2008, vittoria ai punti su Sultan Ibragimov). Lo farà ancora una volta in un tempio storico, un’arena mitica (nelle varie sedi il MSG ha sempre ospitato eventi sportivi di primo piano). E lo farà in diretta televisiva sulla HBO. È un segnale importante, simboleggia il ritrovato interesse degli americani per la categoria. E l’accoppiata massimi/Stati Uniti è un traino eccezionale per il pugilato.

Nel gennaio scorso Deontay Wilder ha tolto a Bermane Stiverne il titolo Wbc dei massimi. Era dal 2 giugno 2007 che uno statunitense non possedeva una corona (l’ultimo era stato Shannon Briggs, campione Wbo). Adesso il popolo della boxe made in USA sogna che lo stesso Wilder possa unificare il mondiale.

Klitschko, un tempo pieno pieno di dubbi in proposito, in questi giorni è stato decisamente più possibilista.

Credo che Deontay sia un pugile di grande talento. Abbiamo fatto sparring insieme, ci conosciamo bene. Penso che l’unificazione del titolo sia qualcosa che il pubblico voglia fortemente”.

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Certo il nome di Bryant Jennings non tiene la scena, non è un personaggio tale da recitare un ruolo da protagonista. Imbattuto con 19 vittorie, di cui 10 per ko. Vero, ma sulla carta non regge il confronto. A tenerlo su ci pensa però lo stesso Wladimir.

È un buon avversario. Saprà offrire un ottimo spettacolo. Potrebbe essere il nuovo Rocky Balboa”.

Uomo astuto e intelligente, Klitschko sa che bisogna promuovere lo show. Affossarlo sarebbe inutile, oltre che dannoso.

Gli americani vogliono riprendersi il mondiale dei massimi. E se non potranno  farlo con Jennings e dovranno aspettare per riuscirci con Wilder, allora si aggrappano alla storia. Su tutti i giornali di New York sono apparse delle cifre che ricordano come la categoria appartenga agli USA. Wladimir è campione ininterrottamente dal 2006 (22 aprile conquista della corona contro Chris Byrd per kot7), quella del 25 aprile sarà la sua diciottesima difesa consecutiva del titolo. In caso di vittoria sarà a una lunghezza da Larry Holmes (anche se qui gli statistici avrebbero alcune cose da dire) e a sette da Joe Louis. Uno dei più grandi interpreti della categoria e il migliore di tutti.

Non voglio certo paragonarmi a loro. Sono dei miti a cui ho guardato sempre come fonte di ispirazione”.

Il politico in casa Klitschko è Vitali, sindaco di Kiev in un’Ucraina devastata dalla guerra con la Russia, ma Wladimir dimostra di essere diplomatico nelle dichiarazioni almeno quanto lui, anche se in un campo decisamente meno importante.

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Nuovo allenatore, Johnatton Banks, dopo la scomparsa del grande Emmanuel Steward. Nuova esperienza americana dopo che per tanto tempo gli USA erano sembrati non interessarsi a lui. Lo stimolo (incofessato) di andare a inseguire un record storico. La nascita della primogenita, Kaya data alla luce dall’attrice Hayden Panettiere (foto sopra) quattro mesi fa. Sono tutti elementi che continuano a spingere Klitschko sul ring nonostante i suoi 39 anni compiuti. E non parlategli di fine carriera.

È una delle poche cose che mi fa veramente infuriare” ha detto all’Associated Press.

In cima alle preoccupazioni resta ovviamente la situazione del suo popolo.

“Ho paura per il mio Paese, ho paura per la mia gente, ho paura per mio fratello”.

Wladimir Klitschko è un grande pugile, un uomo che vive il suo tempo. Sa essere protagonista dentro e fuori dal ring. Merita il massimo rispetto.

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