LA GESTIONE dei cartellini del signor Carlos Velasco Carballo nel quarto di finale Brasile-Colombia non mi è piaciuta. L’arbitro spagnolo è famoso per sventolare gialli e rossi in faccia ai giocatori senza curarsi troppo di quale minuto della partita si stia giocando.
L’ex manager degli arbitri inglesi Keith Hackett alla vigilia della partita tra Inghilterra ed Uruguay si era addirittura sentito in dovere di avvertire Hodgson: “Attento, quello esibisce i cartellini con la velocità di un mago.” Alla fine c’erano stati solo due gialli, ma il concetto era comunque valido.
Lo confermano le cifre della stagione 2013-2014. Ventisette gare dirette tra Liga, Champions League e qualificazioni mondiali: 129 cartellini gialli (a una media di quasi cinque a partita) e otto rossi.
In Brasile-Colombia il metodo di giudizio è stato totalmente diverso.
Ha permesso che James Rodriguez fosse sistematicamente colpito da Fernandinho, Oscar, Thiago Silva e David Luiz. E non ha ammonito nessuno di loro, soprattutto Thiago Silva (miglior uomo in campo assieme all’altro centrale brasiliano) meritava il giallo in almeno un’occasione. Al primo fallo del colombiano è scattato invece il cartellino.
Il fallo di Julio Cesar su Bacca meritava rigore (concesso) e rosso. L’ex portiere dell’Inter se l’è cavata con un benevolo giallo.
Altro brasiliano perdonato in due occasioni è stato Hulk.
Il signor Carlos Velasco Carballo ha lasciato che il Brasile usasse il metodo duro per tutto l’incontro, comportandosi in maniera insolita rispetto a altre sue direzioni di gara.
Ricordate le due espulsioni durante Polonia-Grecia nell’Euro 2012 organizzato da Polonia e Ucraina? Quella di Papastathopoulos era stata particolarmente criticata, dal momento che il fallo era apparso minimo e non certamente punibile con un cartellino.
Il curriculum dello spagnolo indica che in 55 match internazionali diretti ha concesso 13 rigori a favore della squadra di casa e 5 contro, ha inflitto un solo rosso a chi ospitava la partita esibendone quattro a chi giocava in trasferta, ha punito con il giallo 93 volte i padroni di casa e 108 volte i rivali.
Non discuto il risultato finale. Discuto la prova dell’arbitro spagnolo. Non mi è piaciuta. L’ennesima brutta prestazione di un direttore di gara in una partita del Brasile.


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