Italia, di Super c’è solo la vergogna

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HANNIBAL Suarez doveva essere espulso. E su questo non ho dubbi.
Il vampiro della porta accanto è un morsicatore seriale. L’ha fatto in Olanda, Inghilterra e adesso si è ripetuto in Brasile. Lui si diverte così.
Nessuno può negare questa verità. Ma per cortesia non venitemi a dire che l’Italia è uscita dai Mondiali per colpa dell’arbitro, altrimenti vi chiudo in una stanza con Dentone Luis: il vero mito di Mike Tyson.
Voglio ricordarvi il rigore negato all’Uruguay per la solita presa da catch del lottatore Chiellini nei confronti di Cavani. Ma soprattutto voglio rammentarvi la totale pochezza dimostrata in ogni singolo secondo della partita dagli Azzurri.
In tre gare abbiamo cambiato modulo mille volte. Solo gli imbecilli non cambiano se si accorgono di sbagliare. Vero, ma noi esageriamo.
Battiamo l’Inghilterra per un filo e ci entusiasmiamo come se avessimo conquistato la Coppa. Perdiamo con la Costa Rica e scopriamo, per bocca di Prandelli, che solo chi non sa di calcio non conosce il valore di quella nazionale. Milioni di tifosi di tutto il mondo arrossiscono. Nessuno di loro sapeva che fosse Costa Rica la favorita del Mondiale.
Non abbiamo un grande gioco. Forse perché siamo troppo spregiudicati? Contro Costa Rica un solo tiro in porta. Ieri il signor Muslera a fine partita è stato convocato da Tabarez che gli ha comunicato che era in esubero. Se il nostro è il calcio, allora è del tutto inutile avere un portiere.
Eppure davanti aveva SuperMario, il bomber che non perdona.
Sarà infallibile, ma non certo su un campo di calcio. Di lui in tre gare ricordo solo un colpo di testa contro gli inglesi. Poi palloni persi, nervosismo, poca sintonia con il resto della squadra, sguardo perso nel vuoto.
C’è chi insegue il risultato affidandosi alla tattica, chi all’estro dei singoli. Noi siamo la Grande Bellezza del calcio moderno. Perché siamo unici, non ci lasciamo affascinare da nessun modello. Non abbiamo né gioco, nè fenomeni.
Qualcuno ha provato a spiegare agli azzurri che per vincere bisogna fare gol e per fare gol bisogna tirare in porta. Loro hanno guardato stupiti la faccia di chi osava proferire simili eresie.
“Fare gol? Ma ai Mondiali non è vietato?”
In quanto a tirare in porta sanno benissimo che “Chi calcia in rete e tira via non è figlio di Maria”.
Quindi meglio continuare a passare la palla un numero infinito di volte, magari all’indietro.
Cassano pensaci tu. E lui ci ha pensato. Ma, maledizione, non gli è venuto niente di bello nella testa.
“Pippe!” ha urlato Mauro. Alla Garbatella sono definiti così “quei calciatori inadatti alla pratica del gioco del pallone”. Ho rimproverato aspramente il mio amico che si era permesso di lanciare un simile insulto contro chi aveva onorato questo sport con prestazioni di altissimo livello.
Andrea Pirlo uscendo dal campo aveva la faccia di uno che si pone il domandone finale: “Ma che ci faccio qui con questi?”
Un altro interrogativo scuoteva Verratti: “Perché quando esco io non entra nessuno?”
Fuori dai Mondiali in un girone vinto da Costa Rica. E mi fermo qui, non vorrei continuare a ricevere insulti perché non conosco il calcio mondiale. In fondo Costa Rica è piena di fenomeni. Ne potrei indicare a decine, ma in questo momento non ne ricordo neppure uno.
E adesso mi viene da dire qualcosa di più serio.
Mi sono sbagliato. Ero convinto che avremmo passato il turno, che l’Uruguay non potesse fermarci. Non perché fossimo forti noi, ma semplicemente perché non lo erano loro. Pensavo che tutto avesse un limite, non conoscevo gli Azzurri.
Hanno fatto una figura ridicola, hanno ampiamente meritato di essere eliminati. Senza un gioco, senza fenomeni (Pirlo escluso), senza tenuta fisica, senza carattere. La nazionale non poteva essere altro che l’espressione di un campionato mediocre a livello di talenti italiani. Quando la terza chiude dietro di ventiquattro punti sulla prima, il segnale è chiaro. Non c’è tensione, non c’è qualità media.
Siamo abituati alle figuracce: Corea del Nord, Nuova Zelanda, Zambia, Costa Rica. Ancora? Allora è un vizio. Lo ammetto: mi riesce difficile capire come una squadra con quel fantastico curriculum sia inserita solo al numero 28 della classifica Fifa.
Adesso fate i bravi, se potete. E godetevi la World Cup.
Messi, Robben, Van Persie, Neymar li hanno gli altri. Ma per fortuna il calcio è sport universale e si può gioire anche della bravura altrui. Anche perché divertimento e Italia sono un ossimoro, non possono coesistere nella stessa frase. Stavolta gli Azzurri mi hanno entusiasmato come una film bulgaro con sottotitoli in armeno.
Alla prossima. Magari sperando che il sorteggio non ci condanni ancora inserendoci nello stesso girone della Costa Rica…