L’arroganza di Balotelli

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arroganza s. f. [dal lat. arrogantia] – L’essere arrogante; insolenza e asprezza di modi di chi, presumendo troppo di sé, vuol far sentire la sua superiorità: non posso soffrire la tua a.; tratta tutti con a. sfacciata; parlare, chiedere con a.; mi ha indignato l’a. delle sue risposte; nel linguaggio giornalistico, a. del potere, il comportamento altezzoso, sprezzante e talora violento che spesso caratterizza chi detiene il potere. (Enciclopedia Treccani)

 

Mario Balotelli non si pone limiti.

In televisivone dice: “Non sono un fuoriclasse.”

Su twitter scrive.

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Qualcuno dovrebbe spiegargli che l’Italia in questo momento ha altri problemi per la testa che dividersi su di lui. L’affermazione che all’estero siano tutti al suo fianco, non mi sembra così scontata dal momento che nell’unica squadra fuori dai confini in cui ha giocato, il Manchester City, non era neppure titolare.

Fisicamente e tecnicamente ha doti da campione. Gli manca il terzo elemento.

Disprezza i compagni di squadra, non ha rispetto per l’allenatore, non sopporta i giornalisti, si comporta senza educazione nelle interviste.

L’ultima performance su Sky è stata la rappresentazione a pieno titolo di quell’arroganza di cui si veste il giocatore.

Marocchi: “Secondo me, se ti riguardi le partite vedrai che vieni anticipato tante di quelle volte. Forse perché ti muovi molto poco.”

Balotelli: “Chi sta parlando?”

Cattaneo: “Giancarlo Marocchi.”

Balotelli: “Secondo me non capisce di calcio.”

Cattaneo: “Non sono d’accordo e non capisce di calcio sono cose diverse.”

Balotelli: “Non sono d’accordo e non capisce di calcio.”

Boban: “Mario non è bello quello che dici.”

Balotelli: “Non mi interessa.”

Cattaneo: “Mario è un patrimonio del nostro calcio. Lo salutiamo.”

Balotelli: “Si va be’, non serve a niente dire cose così.”

C’è in lui la violenza verbale tipica di chi si è formato sui social network.

Mario Balotelli è un ragazzo che dovrebbe quotidianamente inginocchiarsi sui ceci e ringraziare il cielo per la fortuna che ha avuto.

In Italia il tasso di disoccupazione giovanile ha toccato il 42%, il salario medio degli under 25 è di 823 euro mensili. Lui guadagna cinque milioni l’anno giocando al calcio.

E non venitemi a raccontare che è giusto pagarli così perché smuovono montagne di soldi. Se fosse la giusta paga e il montepremi stipendi non intaccasse negativamente il bilancio, le società sarebbero in attivo. Non mi risulta che le cose stiano così.

Il signor Mario dovrebbe farsi venire i crampi alle gambe a forza di saltare per la gioia. E invece sembra perennemente incazzato col mondo, in lite anche con la sua ombra.

Sette giovani su dieci pensano che l’unica soluzione di lavoro sia all’estero. Anche lui sembra essere dello stesso avviso.

Dove è l’errore?

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E’ convinto di essere un fenomeno, anche se venerdì sera ha detto il contrario. Ma se non ne fosse convinto non avrebbe trattato a quel modo compagni e allenatore, non avrebbe definito la sua partita contro la Roma “normale”.

E sì perché se fosse “normale” per un attaccante non tirare mai in porta, non vincere un contrasto, non anticipare un avversario, cadere per terra ogni volta che la palla arrivava dalle sue parti, allora ci sarebbe da chiedersi per quale maledetto motivo il ct Prandelli abbia deciso di impostare la trasferta mondiale su questo calciatore.

La realtà è che lui è forte. Ha tiro, corsa, fisico, doti tecniche. Ma gli manca sempre una cosa. E senza di quella tutto diventa più difficile.

Una serata storta può capitare. La speranza è che il futuro regali a Balotelli la possibilità di dimostrare a tutti di essere un fuoriclasse. Finora ci ha fatto capire di essere un giocatore forte, che sa andare in gol. Dovrebbe avere l’umiltà di studiare i comportamenti di personaggi che prima di lui sono stati protagonisti sul palcoscenico del calcio: Roberto Baggio, Alessandro Del Piero, Dino Zoff.
Non è necessario essere arroganti e verbalmente violenti per diventare i migliori.

Si guardi un po’ attorno, legga di più i giornali, capisca a fondo il mondo in cui sta vivendo. E poi torni a parlare. O, preferibilmente, torni a giocare.

Venerdì sera all’Olimpico in campo ha mandato il suo fantasma.

E’ stata una trasferta disastrosa. Non solo per il giocatore.

E non ho ancora parlato delle mille performance fuori dal calcio…

 

 

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. lungi da me fare l’avvocato difensore di Balotelli, ma riconosci almeno una cosa…che sui giornali e in televisione spesso preferiscono parlare di Balotelli piuttosto che dei veri problemi della gente…e questo non è colpa sua…Balotelli ha fatto la cacca, Balotelli si è fidanzato, Balotelli è andato a conoscere sua figlia…dai cerca di essere più obiettivo…poi son daccordo con te che lui sia arrogante…ma ancora un pò e lo usano per qualunque cosa…ah dimenticavo Balotelli simbolo degli italiani di seconda generazione deve anche risolvere il problema del razzismo…

    1. dartortorromeo ha detto:

      sui giornali e in televisione usano i personaggi popolari in ogni modo. non serve un atto di publico riconoscimento del problema per renderlo accettabile. ma questo non autorizza i personaggi in questione a comportarsi nel modo in cui si comporta balotelli. su sky ha risposto da arrogante a marocchi e boban che gli si erano rivolti in modo molto educato. e non erano giornalisti su cui prendersi rivincite o telecronisti con cui era arrabbiato. erano ex giocatori che qualcosina in carriera avevano vinto. in quanto al razzismo, sono convinto che i cori negli stadi (indecenti, indecorosi, condannabili, da punire) siano contro la persona non contro il colore della sua pelle. costant, muntari, robinho e altri che giocano con lui non ricevono le stesse “attenzioni”. questo non spiega nè certo risolve il problema del razzismo, ma in questo caso penso si tratti di razzismo ad personam. il fatto è che lui non fa mai autocritica, non si chiede se e dove abbia sbagliato. sono sempre gli altri a sbagliare. credimi, in un’Italia in cui i giovani non riescono neppure a trovare un lavoro, lui è un uomo fortunato. e non se ne rende conto.

  2. Riccardo ha detto:

    Stavolta Dario non sono d’accordo. Potrei esserlo se la polemica fosse stata scatenata da osservatori attenti, da conoscitori di calcio equilibrati e coerenti, un esemplare che dalla tv (di calcio a non solo) mi pare largamente assente. No, la polemica nasce da due elementi. Il primo che Balotelli infastidisce per quello che fa e dice fuori dal campo, e dunque è soggetto a uno standard di valutazione diverso. La seconda, che Balotelli nel bene e spesso nel male, dice e fa quello che gli passa per la testa. La qual cosa in questo Paese di omologati, io la vedo come una positività, senza per forza esserne sempre uno sponsor.
    L’ipocrisia e il moralismo parrocchiale degli intervistatori, si scatena con Balotelli perché si cerca l’effetto, la reazione mediatica (che come dimostri tu, arriva).
    Se alla fine di una partita persa e giocata male, qualcuno viene e ti dice (in diretta) “guarda che tu non corri?” cosa ti aspetti?
    Lo avrebbero chiesto a Ibrahimovich? Avrebbero chiesto alla Pellegrini: guarda che andavi a fondo nell’ultima vasca? Oppure le avrebbero chiesto con debolezza. Cos’é che non va, Fede? Avrebbero detto a Mourinho, guarda che avete giocato come i peggio catenacciari?
    Oppure: sapevano quali fossero le mansioni di Balotelli per quella partita? L’hanno vista bene la partita? Le tre occasioni (3) del Milan sono giunte per: punizione causata da Balotelli; contropiede di Balotelli; assist di Balotelli. Il Milan per il resto è stato annientato. Il Milan tutto, Balotelli compreso.
    Altrove, centravanti incocludenti, vengono assolti da un: “Non ha avuto palloni giocabili”. Con Balotelli non è mai così.
    Dunque, questo fervente anti-Balotellismo fa comodo a tutti. Al Milan che si trova con un facile capiro espiatorio che copre una gestione da squadra di terza divisione (non a caso lo hanno spedito in sala stampa, evitando si parlasse d’altro); la stampa che sguazza in questo non-evento; gli ipocriti moralisti, assurti a educatori (che quando sono ex giocatori fanno ancora più ridere, e basterebbe ricordare loro come prendevano le sostituzioni….); i qualunquisti del pallone che usano Balotelli per poi dire che il calcio è marcio e malato. Beh, se così è (e sono propenso a creder che lo sia, come lo è il resto della nostra cultura) Balotelli casomai è una conseguenza, non la causa. E se noi italiani applicassimo a noi stessi l’inflessibile metodo di giudizio riservato a Balotelli saremmo un grande Paese, credimi.
    Quanto all’eterna diaspora sui giocatori ricchi e viziati, ne sono francamente un po’ nauseato. Sarebbe bene guardarsi attorno, osservare – ad esempio – i bankers, i politici e gli imprenditori ricchi e magari neppure viziati, cos’hanno fatto della morale e dell’etica in questi ultimi venti anni. Ci stupiremmo meno dei Balotelli vari e forse ne apprezzeremmo la genuinità (senza per questo approvarne gli eccessi), perché finora tutti gli errori commessi, sul campo e fuori, mi pare non gli sia stati risparmiati. Almeno a lui.
    Con la stima sconfinata di sempre
    R

    1. dartortorromeo ha detto:

      Grande Riccardo. Mi dai modo di chiarire il concetto. Ero allo stadio, purtroppo. E ho visto la partita. Francamente non ricordo le tre occasioni del Milan, a me è parso che De Sanctis non abbia fatto neppure una parata degna di questo nome. Balotelli è stato servito poco, ma credo che definirlo il peggiore del Milan non sia lontano dalla realtà. Sembrava fosse in campo per fare un favore a qualcuno. Finiva a terra anche quando non era neppure sfiorato, non ha vinto un contrasto, si è fatto sempre anticipare. Questo per dire che i palloni giocabili non sono stati poi così pochi… Non assist, non palle gol, ma palloni che arrivati vicino ai suoi piedi sono stati sempre catturati dai giocatori della Roma.
      Balotelli mi irrita non per quello che fa fuori dal campo, ma perché come calciatore ha a disposizione dei mezzi (fisici e tecnici) fantastici e li spreca per, diciamo così, mancata capacità di gestire le situzioni.
      In Tv dipende da chi fa le domande. Sconcerti non risparmiava nessuno, ad esempio. Marocchi e Boban penso capiscano di calcio e non mi sono sembrati aggressivi, lo è stata molto di più la reazione di Balotelli.
      Il fatto che anche altri professionisti si comportino da viziati come i calciatori non cancella il peccato. Sarebbe come dire che è vero che tizio ruba, ma ce ne sono così tanti in giro che rubano… Io parlo di calcio e se voglio essere credibile. e il blog mi impone di esserlo altrimenti nessuno mi leggerebbe, devo esprimere il parere su materie che conosco. Se scrivessi di politica o economia e avessi la capacità e la cultura per farlo, analizzerei anche i comportamenti di banker, politici e imprenditori.
      Sui giocatori ricchi e viziati non c’è diaspora. E’ un dato di fatto. E’ di questo che Balotelli è una conseguenza, non una causa. Ma sarebbe come giustificare Tyson. Il mondo della boxe è marcio, lui ne è la conseguenza. Sarebbe così in ogni settore. Il fatto è che lui sta vivendo una situazione che non sa o non vuole gestire. Oltre a dire, fa anche tutto quello che gli passa per la testa. E, per la mia mentalità, non credo sia giusto.
      Ma non ho scritto del Balotelli fuori dal campo. Ho scritto di quello che ho visto all’Olimpico. Un Milan da cambiare totalmente, Seedorf e la famiglia Berlusconi per primi, e un Balotelli irritante, oltre che arrogante.
      Se tutti sbagliano, non vuol dire che siano giustificabili anche i nostri errori.
      Ti saluto con la speranza che prima o poi fare assieme un secondo libro. E stavolta nei modi, tempi e sedi appropriate.
      Dario

  3. Riccardo ha detto:

    Caro Dario, il merito non erano le tue parole o la messa in dubbio delle basi del tuo ragionamento, quanto il senso generale e il clima che si è creato che non condivido per quanto scritto. Non sono d’accordo sul fatto che Balotelli sia stato il peggiore in campo, penso sempre – e qui forse anche tu incappi nella trappola – che chi lo guarda non lo osservi con asciuttezza di giudizio. Non è stato il peggiore perchê secondo me il suo scarso rendimento non ha causato comunque la sconfitta. I due gol presi abbastanza goffamente reclama o ben altri peggiori in campo, seguendo il mio criteri. Balotelli ha giocato male. Ma se una macchina si guasta per un problema al carburatore tu non te la prendi con le gomme che non sono a pressione.
    Quanto all’aggressività di intervistati e intervistatori, non sono ancora d’accordo. Balotelli ha reagito scomposto, ma la provocazione è aggressività. Ti ho fatto esempi (Mourinho su tutti) e sul modo genuflesso di fare interviste (di buona parte) con chi sai che ti può far passare per idiota con due aggettivi. Ma se uno in diretta ti dice: “Guarda che tu non corri”, assume un atteggiamento contundente. Malesucato e poco professionale. Magari se prima chiede: “Cosa ti ha chiesto da fare Seedorf?”, ottiene una risposta che gli concede di avanzare una critica seria. Cosí è solo ricerca dell’effetto, l’entrata sulla caviglia non vista dall’arbitro, che poi coglie solo la reazione della vittima.
    Ho passato parecchio tempo a riflettere sull’esempio di Zidane e la testata a Materazzi. Dopo lunghe riflessioni non ho dubbi su quale dei due mi è più facile simpatizzare: tra il prococatore furbo che utilizza trucchetti per sopraffare l’avvversrio col fine di batterlo sapendo di essere inferiore, e il campione che cade nella trappola e reagiace ascoltando la pancia e compromettendo tutto in un istante. Tu con chi stai?

    1. dartortorromeo ha detto:

      con nessuno dei due. condanno la provocazione figlia dei nostri giorni e condanno la reazione, se così non fosse torneremmo al far west. seguiremo la discussione a voce la prima volta, spero presto, che ci incroceremo. un abbraccio

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