Mondiali di nuoto in Antartide

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LA FIFA ha scoperto che in Qatar d’estate fa caldo. E adesso si affanna a cercare una data alternativa per i Mondiali di calcio 2022. Mancano otto anni e già siamo alle smentite. Li avevano programmati dal 10 giugno al 10 luglio, poi qualcuno è stato folgorato sulla via di Zurigo. Non si sa se il merito sia di un’apparizione notturna che aveva le sembianze di un gigantesco pallone sudato oppure delle immancabili allucinazioni figlie delle cene di Natale. Fatto è che i geni del pallone si sono accorti che in quei giorni la temperatura media di quel Paese è di 41.5 gradi, con punte che toccano i 51. Il tutto accompagnato da forti venti caldi. Per non parlare dell’umidità che di giorno sfiora il 65% e la notte, grazie all’evaporazione delle acque del Golfo Persico tocca l’85% con temperature appena sotto i 40 gradi.

Questo non da oggi come si potrebbe pensare osservando l’atteggiamento dei fifaioli, ma da sempre. Eppure la Fifa se ne è accorta solo ad assegnazione di Mondiale avvenuta. E ora cerca di cambiare data. Prima avevano pensato alla primavera, ora sembra si siano decisi a spostare il tutto in inverno. Peccato che per portare avanti il progetto dovranno bloccare i campionati nazionali di mezzo mondo. Con un calendario già fitto di impegni quando pensano di far recuperare quelle date perse?

Ma cosa hanno nella testa, a parte i dollari, questi signori?

E’ come se la Fina avesse assegnato i prossimi mondiali di nuoto all’Antartide. Ovviamente in un impianto all’aperto e in pieno inverno. O l’Uci avesse deciso di fare disputare i campionati, in agosto ovviamente, nel deserto del Sahara.

Nell’anno di grazia 2014 non mi meraviglio più di nulla. Non l’ho fatto quando la finale della Supercoppa Italiana è stata disputata in Libia, Stati Uniti e Cina, perché mai dovrei farlo per un Mondiale collocato all’interno di una sauna?

Hanno fatto correre la finale dei 100 metri ai Giochi Olimpici di Seul 1988 all’1.30 del pomeriggio, perché non potrebbero far giocare la finale per il titolo di calcio con 51 gradi all’ombra?

Hanno diluito il campionato nazionale in quello che i quotidiani sportivi hanno chiamato “spezzatino” facendo giocare un’unica giornata tra sabato, domenica e lunedì, perché non possono pensare di colloare la semifinale mondiale in ottobre e la finale in dicembre?

Attorno allo sport girano milioni, miliardi di euro (o dollari, fate voi). Ma sembra che ancora non si riesca a pensare da veri professionisti. Faccio un esempio. Se io lavorassi per un’industria di cappotti e proponessi di aprire una filiale a Doha, il mio capo avrebbe tutto il diritto di stracciare il contratto e mettermi alla porta. Nel calcio non accade.

Negano la necessità di un aiuto tecnologico all’interno di una partita e arrivano a impiegare sei uomini per governare novanta minuti di gioco. Il risultato è identico al passato. Errori, contestazioni, moviole, insulti, liti.

Prepariamoci. Negli otto anni che mancano al Mondiale del Qatar ne sentiremo di tutti i colori. Chissà che qualcuno non proponga di farli giocare sotto una campana di materiale magico, con una temperatura costante di 24 gradi e un tasso di umidità degno dei climi temperati. Tanto, dei dodici stadi che ospiteranno il torneo nove devono ancora essere costruiti e due devono essere riammodernati.

Un momento. Scrivendo mi sono accorto di una stranezza. Hanno assegnato i Mondiali al Qatar programmandoli da metà giugno a metà luglio con temperature che toccano i 51 gradi, con nove stadi su dodici da costruire e una tradizione pallonara prossima allo zero? Ma allora perché 14 membri della Fifa alla votazione finale hanno scelto il Qatar? Mah…


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