Joshua mette ko Pulev con un magico montante. E adesso Tyson Fury

Il campione e l’allievo. Kubrat Pulev è andato a scuola stanotte. Anthony Joshua gli ha insegnato come si porta il montante, come si schiva con un leggero piegamento il colpo dell’avversario e si rientra con il diretto destro. Gli ha insegnato a gestire il match, senza fretta, senza affanno. Le accelerazioni sono arrivate solo quando erano necessarie, ha tenuto sempre a distanza di sicurezza lo sfidante lasciandogli il permesso per tre diretti destri, gli unici colpi da annotare in favore del bulgaro lungo nove riprese di sofferenza.

Nel terzo round il combattimento si era concluso. Kubrat Pulev, travolto da una serie infinita di Joshua era una navicella in mezzo alla tempesta, cercava un rifugio dove salvarsi, uno scoglio dove ripararsi. E lo trovava sulle corde, le abbracciava, si piegava con il volto che indicava la resa totale. Nel compiere quell’azione girava le spalle ad avversario, arbitro e ring. Era abbandono. Lo dice il regolamento, lo dice l’esperienza, lo dice la realtà. Ma l’arbitro Deon Dwarte deve avere un codice tutto suo, l’abbandono nel libro delle regole del sudafricano non esiste. E allora si è andati avanti.

Non ha certo fatto un favore allo sfidante che poco dopo è stato sollevato da un altro montante destro sparato da un AJ in stato di grazia. E sempre un montante, stavolta nella nona ripresa, ha segnato la fine. Il knock out, la chiusura. È stato un colpo di rara bellezza. Precisione, velocità, corretta impostazione tecnica, giusta scelta di tempo. Un capolavoro. La degna conclusione di una serata meravigliosa per il campione britannico.

Ieri notte Anthony Joshua ha risposto con una grande prestazione agli scettici. Certo, Pulev ha 39 anni e sette mesi. Porta sulle spalle il peso di una lunghissima carriera da dilettante e di una dura avventura tra i professionisti, Ma ha carattere, personalità, solidità fisica. Ecco, allo sfidante va riconosciuto tutto questo. Al campione stavolta va semplicemente un lungo applauso.

AJ ci ha riportato nel pugilato vero, quello fatto di colpi reali, di rischio, rapidità di esecuzione, pugni presi e colpi dati senza nessun regista a gestire lo show. Mike Tyson appartiene al passato, è stato un campione. Quello che fa oggi sono esibizioni. Quella che abbiamo visto stanotte è boxe. È realtà senza finzione, senza una sceneggiatura scritta prima. Le emozioni che ho provato sono nate dal fatto che non sapevo come sarebbe andata a finire, potevo supporlo, ma non saperlo. È questo lo sport, il resto si chiama spettacolo, show business.

E adesso Tyson Fury. Eddie Hearn l’ha detto alla vigilia, il match si farà sicuramente nel 2021. Probabilmente entro giugno. A quel punto sarà una sfida di grande spessore, incerta, avvincente. Dico subito che penso sia Tyson Fury a partire da favorito. Di poco, ma favorito. In ogni caso sarà l’unificazione del mondiale. Da vedere con gioia, emozione, sofferenza e interesse. Grazie ad Anthony Joshua per averci restituito la possibilità di parlare di pugilato. Il trambusto generato dalle simulazioni, sinceramente non mi divertiva più.

RISULTATI Massimi (mondiale Wba, Wbo, Ibf, Ibo) Anthony Joshua (24-1-0, 109,200 kg) b. Kubrat Pulev (28-2-0, 108,700) ko 9; arbitro: Deon Dwarte (Sudafrica); giudici: Matteo Montella (Italia), Yordan Ezekiev (Bulgaria), Phil Edwards (Gran Bretagna); massimi leggeri (Wbo Internazionale)Lawrence Okolie (15-0, 90,500) b. Nikodem Jezewski (19-1-1, 90,450) kot 2; massimi: Hughie Fury (25-3-0,112,100 ) b. Mariusz Wach (36-7-0, 123,400) p. 10 (100-90, 100-90, 99-91); massimi (vacante Wbc Internazionale) Martin Bakole (16-1-0, 113,780) b. Sergey Kuzmin (15-2-0, 117,100) p. 10 (98-92, 97-93, 96-94); superwelter: Kieron Conway (16-1-1, 71,900) b. Macauley McGowan (14-2-1, 72,380) p. 10 (100-90, 100-89, 100-89); welter: Florian Marku (7-0-1, 66,700) e Jamie Stewart (2-0-1, 66,200) pari 8 (arbitro e giudice unico Marcus McDonnell 76-76); supergallo: Qais Ashfaq (9-1-0, 56,350) b. Ashley Lane (14-10-2, 55,500) kot 7.

Okolie distrugge Jezewski, lo manda tre volte giù e vince per kot 2

Lawrence Okolie ha distrutto Nikodem Jezewski. Il rivale, chiamato a dieci giorni dal match, si è presentato in discrete condizioni fisiche, ma non è mai stato nel match. Okolie lo ha centrato nel primo round con un destro alla milza, al limite, forse addirittura poco sotto la cintura provocando un inevitabile knock down.
Un altro destro, sempre nel round iniziale, è arrivato in maniera devastante  sul volto del polacco. Un colpo che ha provocato un effetto tremendo. Jezewski ha cominciato a tremare, le gambe molli, il corpo scosso da un pauroso tremolio. Sembrava fosse stato colpito da una scossa elettrica. 
Un miracolo che sia rimasto in piedi.
Ancora il destro di Okolie, stavolta un gancio alla tempia, ha mandato ancora una volta al tappeto il rivale. E finalmente si è chiuso il primo round.
Un minuto di intervallo non poteva certo bastare a recuperare, a riportare la situazione in equilibrio. Così infatti è stato. In apertura della seconda ripresa, Okolie ha piazzato l’ennesimo destro devastante in pieno volto di Jezewski. L’arbitro ha interrotto un incontro che non aveva più storia.
È stata una vittoria esaltante per Okolie che ora affronterà Krzysztof Glowacki, con il titolo Wbo in palio, come ha deliberato la Corte di New York.

RISULTATI Massimi (mondiale Wba, Wbo, Ibf, Ibo) Anthony Joshua (23-1-0, 109,200 kg) vs Kubrat Pulev (28-1-0, 108,700); arbitro: Deon Dwarte (Sudafrica); giudici: Matteo Montella (Italia), Yordan Ezekiev (Bulgaria), Phil Edwards (Gran Bretagna); massimi leggeri (Wbo Internazionale)Lawrence Okolie (15-0, 90,500) b. Nikodem Jezewski (19-1-1, 90,450) kot 2; massimi: Hughie Fury (25-3-0,112,100 ) b. Mariusz Wach (36-7-0, 123,400) p. 10 (100-90, 100-90, 99-91); massimi (vacante Wbc Internazionale) Martin Bakole (16-1-0, 113,780) b. Sergey Kuzmin (15-2-0, 117,100) p. 10 (98-92, 97-93, 96-94); superwelter: Kieron Conway (16-1-1, 71,900) b. Macauley McGowan (14-2-1, 72,380) p. 10 (100-90, 100-89, 100-89); welter: Florian Marku (7-0-1, 66,700) e Jamie Stewart (2-0-1, 66,200) pari 8 (arbitro e giudice unico Marcus McDonnell 76-76); supergallo: Qais Ashfaq (9-1-0, 56,350) b. Ashley Lane (14-10-2, 55,500) kot 7.