Nuoto, Europei in corta. Manca il senso della misura…

Pellegrini_Paltrinieri

Campionati europei in vasca corta, cioè da 25 metri.

È come se la nazionale di Conte facesse i mondiali di calcetto.

Pensate che ci sarebbero gli stessi resoconti trionfalistici?

Le gare in corta sono uno sport nobile, da rispettare. Per carità. Ma per quale motivo non si riesce a dargli la giusta dimensione?

Si celebrano i successi italiani come se i nostri avessero vinto l’Olimpiade.

Due pagine e titolone in prima. Lo stesso trattamento ricevuto dalla Pellegrini quando ha vinto i Giochi di Pechino.

Per carità, Paltrinieri e Federica non li scopriamo certo oggi. Ma credete sia giusto esaltarsi per un campionato che nel panorama mondiale conta davvero poco?

Non è un caso che la Coppa del Mondo, nonostante i premi in denaro e la scelta di località affascinanti, abbia registrato un clamoroso flop. Ed è ancora di meno un caso che per cercare di rilanciare l’evento si sia deciso per la prima volta di far disputare da quest’anno le gare in vasca lunga, cioè da 50 metri.

La competizione in corta non ha valore assoluto. Campionato nazionali, continentali, Mondiali e Olimpiadi si disputano in lunga. Significherà pur qualcosa?

È come se i Mondiali di pugilato si disputassero sulle tre anziché sulle dodici riprese, se i Giochi di pallacanestro si facessero solo sulla metà campo, se la pallavolo abbassasse la rete.

La vasca corta è un ottimo modo di sfruttare gli impianti coperti durante la stagione invernale, di tenere gli atleti in tiro, di stimolare la loro competitività. Ma la vedo dura trarre conclusioni definitive da una prestazione in corta.

Detto questo, non vorrei essere frainteso. Sono contento dei successi azzurri, non metto in dubbio il valore assoluto di Paltrinieri e Pellegrini. Ma un minimo di misura da parte dei colleghi e dei loro giornali sarebbe gradito.

Giochi Europei, nessuno ne sentiva il bisogno

Baku-2015-Giochi-Europei-Diretta-tvNon so voi, ma io di questi Giochi Europei che si stanno svolgendo a Baku, in Azerbaigian, non sentivo proprio la mancanza.

Dicono: ci sono i Panamericani, i Giochi Asiatici, i Panafricani perché il vecchio Continente doveva rimanere fuori?
Semplice, perché quelle tre competizioni assegnano titoli assoluti. Non importanti come le Olimpiadi, ma comunque di sostanza a livello continentale.

Noi abbiamo già i campionati europei di specialità, alcune discipline hanno addirittura la Coppa Europa. Perché aggiungere un altro appuntamento al già ingolfato calendario internazionale?

E che le cose non funzionino, lo dimostrano almeno due situazioni particolari.

L’idea è venuta nel 2012, l’unica città a dichiararsi disponibile a ospitare la manifestazione è stata Baku. Non c’è stato neppure bisogno di una votazione. Come è accaduto del resto anche per l’edizione successiva, quella del 2019. Si è presentata solo Amsterdam che ha ottenuto i Giochi. Ma venerdì l’Olanda ha informato tutti che si ritirava dalla corsa, ci pensasse qualcun altro a investire un bel po’ di milioni di dollari per una cosa che avrebbe riscosso un interesse minimo.

Il secondo segnale è arrivato dalle singole discipline.

Atletica leggera e nuoto sono le regine delle Olimpiadi.

Nessuna delle due presenterà i loro fuoriclasse. Esibizioni a livello giovanile e basta.

1433941159_GettyImages-476426814-600x335La soluzione auspicata da chi a questi Giochi tiene in modo particolare è stata quella di spingere a considerare le gare come veri e propri campionati europei, oppure a farle diventare valide per ottenere un pass olimpico. Alla prima sollecitazione hanno risposto sì solo judo e lotta, alla seconda hanno acconsentito tennistavolo, tiro e triathlon. Un po’ poco, con tutta la buona volontà.

In compenso vedremo il basket 3 contro 3, il beach soccer e il sambo (arte marziale russa). Fino al 28 giugno si lotterà per una medaglia a Baku, in una manifestazione che non riesce a suscitare interesse e sembra solo una copia sbiadita di mille altre.

L’eccezionalità delle Olimpiadi è data dalla cadenza temporale. Si svolgono ogni quattro anni, hai un’occasione ogni quattro anni e ti misuri con i più forti del mondo.

Inflazionare il calendario produce solo confusione, se le cose vanno bene. Disamore e disinteresse, se vanno male.

A fine Giochi capiremo quale delle due strade avrà percorso l’evento di Baku.