“Duff” “Hagler” “Mugabi” “Sabbatini”
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PER CINQUE round avevo assistito a un match intenso, duro, spietato. Picchiavano come pesi massimi, ma avevano la velocità dei welter. Un lampo nella quarta ripresa, quando il montante destro di Mugabi aveva centrato Hagler al mento. Mancavano venti secondi al gong. Quel pugno avrebbe messo giù chiunque, avrebbe folgorato un bue. Marvin però era
