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di Dario Torromeo Roberto Lizzi è un guerriero che non conosce la paura, tiene il ritmo alto per quattro riprese e mantiene il match in equilibrio. Kogasso è un diesel che con il passare dei round sfodera il meglio. Il suo è un pugilato lineare, solido, consistente. Diretto e montante destro, gancio sinistro. Sono suoi
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Simone D’Alessandri, coach della Phoenix Gym di Pomezia, è la guida tecnica di Felice Moncelli, impegnato stasera nella sfida contro Dario Morello per il titolo WBC del Mediterraneo nella categoria pesi medi. Perché pensi che il tuo pugile possa vincere?“Felice può vincere perché è un duro. Ha fatto tanti match in giro per il mondo
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Massimi leggeri, titolo italiano (attualmente vacante).Jonathan Kogasso è un pugile interessante, ho sentito parlare molto bene di lui. Ma non l’ho mai visto da bordo ring. Non mi fido della televisione, falsa la prospettiva, non restituisce su un piano reale la profondità dei colpi. È comunque imbattuto, ha nove vittorie su tredici prima del limite,
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STORIESettima puntata. Gennaio dell’87, New York. C’è Maurizio Stecca che dovrà combattere al Felt Forum, ma soprattutto ci sono lo stesso Icio e Francesco Damiani che devono allenarsi nel Bronx… La pioggia cade violenta e gelata sulla città.Nel fine settimana è prevista la prima riunione dell’anno al Felt Forum, all’interno del complesso del Madison Square
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STORIESesta puntata. Sono passati quasi quarant’anni da quando ho incontrato a Miami uno dei campioni più carismatici del pugilato mondiale. Un’avventura incredibile. In pochi hanno avuto la fortuna di intervistare Roberto “mani di pietra” Duran. Non so quanti giornalisti siano riusciti a farlo nella sua casa… Ho incontrato Roberto Duran a Miami in un’afosa
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Sesta edizione della Hall of Fame del Pugilato Italiano, organizzata da Boxeringweb. L’appuntamento è per il 26 ottobre a Forlì, Palazzo Albicini. Si parlerà anche del mondiale massimi Ali vs Foreman, 30 ottobre 1974, mentre sullo schermo sfileranno le immagini di quella notte. Il più importante match nella storia del pugilato moderno. Sarà presentato il
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È stata presentata ieri sera a Canastota (New York, USA) la lista ristretta dei candidati all’ingresso nell’International Boxing Hall of Fame. Due gli italiani in lotta tra i grandi del pugilato mondiale per entrare nel più prestigioso albo d’oro della boxe.Tra i pugili dell’ultima era c’è il mitico Bruno Arcari (70-2-1, 38 k0), dieci mondiali
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Marcato accento romano, sorriso aperto, sguardo sicuro.Lui è Khalil El Harraz (16-5-1, 2 ko), detto Arabetto. Papà marocchino, mamma italiana. Un anno a Rimini, una vita nella Capitale. Un’attività in numerose piazze del nostro Paese, tre avventure all’estero. Ex campione nazionale dei pesi medi. Una carriera a cavallo tra i superwelter e la categoria superiore.Lavora
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La vittoria per kot 8 sul russo Aslainbek Makmudov (numero 9 della classifica WBC, con un record di 19-1-0, 18 ko) ha fatto scalare venti posizioni a Guido Vianello nel ranking del World Boxing Council. Ora il peso massimo romano (13-2-1, 11 ko) è al numero 15. Eleggibile per una sfida mondiale. Lui, subito dopo il
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Sua Eccellenza Turki Alalshikh, Ministro dell’Intrattenimento dell’Arabia Saudita, ha confermato al sito talksport.com di essere vicino alla realizzazione di una grande idea.Al 42enne ministro, appassionato di pugilato, non piace il fatto che ogni categoria di peso abbia più d’un campione del mondo. Diciassette categorie, quattro Enti principali (Wbc, Wba, Ibf, Wbo) per un totale di sessantotto
