Tyson Fury il 12 agosto compirà 38 anni.
Ieri sera ha sconfitto Arslanbak Makhmudov, più giovane di due, che ha meritato questa occasione per avere vinto contro David Allen (25-8-2). Un pugile che ha perso ogni volta che la sfida è salita di livello.
Il russo ha mostrato tutte le sue pecche. Questo è, non è certo incappato in una serata nera. Sono andato a rileggere quello che avevo scritto quando (17 agosto 2024) è stato battuto per kot 8 da Guido Vianello.
Il pugile romano lo ha dominato, non gli ha concesso spazi, lo ha costantemente anticipato, ha boxato in controtempo, gli ha fatto piegare due volte le gambe. Ha tirato ganci e montanti, ha infilato alcuni uno/due da applausi. E ha vinto prima del limite dopo 32 secondi dell’ottava ripresa.
Il russo si è rivelato bersaglio facile?
Vero, ma il merito è di Guido che ha praticato una boxe dentro/fuori, fatta di veloci incursioni e colpi precisi per poi uscire dalla reazione del rivale.
Makhmudov era lento, prevedibile, impreciso?
Vero, ma il merito è ancora una volta di Vianello che si è sempre fatto trovare fuori dalla portata dei suoi colpi, non ha mai offerto un bersaglio fisso.
Il russo è stato dominato, sembrando incapace di allestire un’azione offensiva degna di un pugile che è tra i Top 15 di due Enti mondiali?
Ancora una volta. Vero, ma il merito è sempre del nostro peso massimo. Un solo uomo sul ring, un solo protagonista, un solo pugile in grado di andare a segno senza (quasi mai) subire colpi. Arslanbek Makhmudov non è un fenomeno. Lo sapevamo. Ma è pugile di stazza e potenza. Guido Vianello lo ha dominato.
A me è sembrato che Fury non sia stato (quasi mai) in grado di fare una delle perle tattico/tecniche di cui è stato capace Vianello in quell’occasione; quindi, rimarrei sereno e non mi sbilancerei in grandi complimenti.
Tornava dopo 16 mesi?
Era già accaduto, per vari problemi, dopo la vittoria su Wladimir Klitschko. Evento del 28 novembre 2015, ritorno sul ring il 9 giugno 2918. Era andata meglio. Forse, perché Fury aveva 29 anni?
Si sta cercando di mettere in piedi la sfida con Anthony Joshua. C’è una montagna di soldi da dividere tra le due parti. Il problema è che ora AJ ne vuole più di Gipsy King. È molti sono convinti sia giusto.
Dopo la doppia sconfitta con Usyk, ha vinto contro Franklin, Helenius, Walllin, Ngannou, Paul. Ha perso per ko alla quinta contro Dubois. Eppure, in giro c’è la percezione che Joshua possa ancora dire qualcosa, mente Fury sia comunque inaffidabile. Non so se sia vera una delle due teorie, credo che entrambi abbiano già dato al pugilato quello che potevano.
Ho stimato Tyson Fury.
Nel suo momento migliore è stato uno showman, ma è stato soprattutto un ottimo pugile. Capace di danzare con eleganza sulle punte. Portava con precisione e pesantezza il jab sinistro, aveva potenza nel destro. Rapido di braccia e abile in difesa con notevole agilità sul tronco, ha dimostrato di possedere anche sufficienti doti di combattente e di resistenza. Per precisione, rapidità di esecuzione, efficacia. Perché ha quasi sempre fatto sino in fondo il suo lavoro.
Ho apprezzato Anthony Joshua.
Nella rivincita contro Ruiz, la condizione fisica gli ha permesso di ballare, non di scappare ma di ballare, per dodici riprese da applausi. Il destro dritto che è andato a schiantarsi sulla faccia del Rocky messicano è stato preciso e potente, al punto da tenere sempre a distanza Ruiz jr. Ha messo sul piatto un sinistro tirato alla perfezione, grande mobilità di gambe, scelta di tempo, capacità di stare sempre alla giusta distanza, un destro che serve a dare sostanza all’azione, bravura nel tenere lo stesso alto livello di concentrazione per dodici lunghe e interminabili riprese.
Ma tutto questo appartiene al passato, per entrambi. Il presente racconta altre cose e l’unica presenza forte che oggi si sente è quella del denaro. Facciano questo match, guadagnino una montagna di sterline e poi salutino la boxe agonistica. Ce ne faremo una ragione.


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