Mi piacerebbe, un giorno, ascoltare dalla voce del Presidente queste parole…

Amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno della tradizione italiana, che un giorno il nostro sport si leverà in piedi e riavrà sino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che anche gli italiani possano affermarsi in questa disciplina. È accaduto in passato, accadrà di nuovo (testo liberamente, e spudoratamente, riadattato da “I have a dream” di Martin Luther King)

Mi piacerebbe, un giorno non lontano, ascoltare dalla voce del Presidente queste parole…

Il movimento pugilistico italiano sta attraversando una crisi profonda, fatichiamo a uscirne. 
Tra i professionisti, tranne rari episodi, non riusciamo a vincere a livello europeo. Mondiali? Non ne abbiamo più uno ormai da nove anni. 
Siamo in affanno, ma se riusciremo a lottare tutti assieme potremo cercare di costruire un degno futuro per questa disciplina che merita rispetto. 

A livello di Nazionale olimpica, credo sia arrivato il momento di rischiare. Nel settore maschile veniamo da tre Olimpiadi e un Mondiale totalmente deludenti. Un po’ meglio le ragazze, con due bronzi. L’attuale squadra Elite non può garantirci grandi imprese. 

Ricominceremo dalle speranze, daremo fiducia ai giovani, gli faremo fare esperienza. Mancano tre stagioni all’obiettivo Los Angeles 2028. C’è tempo per tentare la carta degli Under, allargheremo le convocazioni, percorreremo nuove strade.
Il professionismo è in affanno. Non ci sono abbastanza soldi per appoggiare il movimento come vorremmo. È per questo che ogni agevolazione, prima di essere resa operativa, passerà attraverso la valutazione di una commissione non legata in alcun modo al sistema. Aiuteremo la promozione delle riunioni, la ricerca di sponsor in appoggio. Entrambe le iniziative saranno affidate a professionisti che abbiano capacità, conoscenze e legami con il mondo del marketing e della comunicazione. Dobbiamo riconquistare i media: televisioni, giornali, informazione online. I quotidiani, spesso, non mettono neppure la notizia di un europeo con un italiano sul ring. La copertura televisiva attuale è quasi inesistente. Il resto è in streaming. Buona volontà, impegno, ma audience bassa. 

Cercheremo di allacciare un rapporto serio e continuativo con una rete nazionale. Offriremo un calendario che parli di un numero preciso di riunioni. Se ce la faremo, avremo aperto una finestra, da dove potremo entrare per cominciare a restituire un minimo di popolarità al nostro sport. 
Parlerò chiaro alla Commissione Professionisti e agli organizzatori. Se si andrà in TV, non vorrò più vedere combattimenti dal risultato scontato. Abbiamo l’obbligo di proporre degni spettacoli.

Chiederò a tutti i componenti del Consiglio Federale di essere propositivi, dovranno portare in Federazione carisma, idee e personalità. Chi non ha nulla da dire, chi sa fare solo scena muta, resti a casa. È la squadra che vince, da soli non si va da nessuna parte.

Mondiali e Olimpiade mi vedranno sul campo, al fianco degli azzurri. Allaccerò relazioni diplomatiche all’interno dell’universo dilettantistico. Il lavoro di collaborazione con i dirigenti stranieri è importante. La presenza costante del massimo rappresentate federale di una nazione è la base di partenza per restituire prestigio al movimento. 
In questo momento abbiamo la necessità di fare gruppo, che nessuno si tiri indietro. Stiamo navigando in acque agitate, ma se lotteremo tutti insieme, uniti e aperti al dialogo, governo e opposizione, potremmo risollevare la testa e tornare a vincere.


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