La boxe ha nel mirino Los Angeles 2028. Ma cammina nel buio, senza certezze …

Anno nuovo, situazione vecchia.
Los Angeles ospiterà l’Olimpiade del 2028, organizzerà la World Boxing
Nella città californiana il pugilato sarà presente con 248 partecipanti (124 uomini, 124 donne) , sette le categorie di peso per entrambi i generi. Dal 15 al 23 luglio 2028 le eliminatorie. Dal 27 al 30 si combatte per le medaglie.
Il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato ufficialmente i regolamenti per le qualificazioni olimpiche con un dettagliato programma per ventisette sport. La boxe ancora non c’è.
Il CIO ha fatto sapere che le nazioni affiliate all’International Boxing Association non potranno far parte dei Giochi. Diritto che spetterà in esclusiva alle Federazioni Nazionali che hanno scelto la World Boxing.
Difficile spiegare come mai più di cinquanta Paesi abbiano partecipato ai Mondiali di Dubai dell’IBA (30 novembre/12 dicembre 2025) pur essendo affiliati alla WB che, una settimana prima del via del torneo ha scelto Gennady Golovkin come nuovo presidente. Golovkin, kazako come i 13 atleti della squadra  (affiliata WB) che si è presentata al completo negli Emirati Arabi.
La nuova stagione parte al risparmio.
Nel 2025 le tappe della World Boxing Cup saranno tre, due in meno dello scorso anno.
Novità classifiche.
Nella Top Ten delle ventidue categorie (undici per le donne, altrettante per gli uomini), pubblicate nel novembre scorso, ci sono in tutto quattro italiani: tre donne (Marchese 7 nei 48 kg, Charaabi 5 nei 54 kg e Gemini 8 nei 75 kg) e un uomo (Lenzi 3 nei +90).
Pochini per esultare, mi sembra.
Per la stagione appena cominciata non sono stati ancora annunciati i Mondiali Elite uomini/donne. Non è un buon segnale.
Il mondo del pugilato marcia verso l’Olimpiade spaccato in due, seguendo un cammino tortuoso che potrebbe portare a un ulteriore decadimento del livello tecnico dei partecipanti, a un minore interesse mediatico, a un servizio arbitri/giudici sempre meno efficiente e alla partecipazione di elementi che non rappresentano il meglio della categoria.
Chiudo con un’affermazione impopolare.
Il CIO ha voluto la parità di genere: 124 donne e altrettanti uomini in gara.
Anche quantitativamente è un  discorso che sembra avere numerose falle. 

Nota a margine, scopro (in ritardo) che la FPI dopo avere più che raddoppiato la quota di affiliazione (da 170 a 350 euro) ha tassato (20 euro) anche gli arbitri benemeriti.


Lascia un commento