Kolding (Danimarc), sabato 31 gennaio.
Sede e data di un combattimento che definirei, usando un eufemismo, “strano”.
All’origine dovevano sfidarsi Dina Thorslund e Lila Furtado.
Poi, l’accordo è saltato. L’organizzazione ha trovato una sostituta, Almudena Álvarez.
Dina Thorslund ha 32 anni, è stata campionessa mondiale dei supergallo e dei pesi gallo. Ha un record di 23-0, 5 ko. Ultimo match il 25 ottobre 2024, 52,700 kg. Il sito specializzato boxrec.com la scheda come “inattiva”.
Almudena Alvarez di anni ne ha 43, il record è 7-3-0, 2 ko. Ultimo match il 15 novembre scorso, sconfitta ai punti contro Segolene Lefebve, al peso 58,700 kg. Per boxrec.com è numero 2 su 5 in Spagna, 31 nel mondo.
Né la danese, né la spagnola figurano nelle classifiche del World Boxing Council.
In palio ci sarà il titolo WBC ad interim dei pesi piuma (limite della categoria 57,153 kg). In latino, la lingua da cui proviene l’espressione, “indica l’esercizio provvisorio di una carica”. Il pugilato lo usa quando deve trovare una denominazione utile per la circostanza.
La lontananza di 15 mesi dal ring da parte della Thorslund dipende da una doppia crudele situazione. Prima gioiosa, lo stato di gravidanza. Poi, tragica. La morte del bambino.
La vincitrice affronterà (sembra) la campionessa in carica Tiara Brown 20-0 (11 ko).
Che dire?
È la boxe del 2026, uguale a quella che l’ha preceduta.


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