Una lunga chiacchierata con il direttore tecnico della nazionale italiana Giovanni De Carolis, dopo otto mesi di lavoro e a poco meno di due settimane dall’inizio dei Mondiali (Liverpool, 4-14 settembre).
Aziz Abbes Mouhiidine non è stato convocato per l’ultimo ritiro. Come mai?
“Quando è tornato a disposizione, dopo lo stop per il ko subito ad Astana, è stato chiamato per il raduno in Turchia. Verso la fine è stato male e questo gli ha impedito di allenarsi. Quando abbiamo cominciato il ritiro in Umbria, aveva alle spalle poca peparazione specifica e veniva da un problema di salute. Ho proferito rinunciare a lui. Non avrebbe avuto a disposizione il giusto tempo per prepararsi a un appuntamento così importante.”

All’Olimpiade di Parigi 2024 una delle carenze maggiori della squadra è stata la tenuta fisica. Dopo un round la condizione precipitava.
“Un’ottimale condizione fisica è il primo obiettivo che ci siamo prefissi. Al momento i ragazzi stanno rispondendo bene. Sanno che non dovranno esserci prestazioni sotto ritmo, non vogliamo vedere atleti scoppiati già alla seconda ripresa. Gliel’ho detto, enfatizzando un po’: Dovrete uscire con i gomiti dal ring, sicuri di avere dato il massimo. Voglio averli più spesso sotto gli occhi, con maggiore frequenza di quanto accadesse in passato. Non si tratta di limitarne la libertà, si tratta di una scelta imprescindibile se vogliamo raggiungere certi risultati. Devo avere con i ragazzi un rapporto di continuità per captare in tempo reale i momenti difficili, quelli in cui hanno bisogno di aiuto, per tenere sotto controllo la condizione fisica e psicologica di ogni elemento. Così quando sarò all’angolo, saprò cosa potrò chiedere loro. Non posso pretendere il 100%, se non so quale è il loro 100%. Se li vedessi solo tre volte prima di un torneo, capire chi merita l’occasione sarebbe solo una valutazione dei numeri sulla carta, non sulle reali condizioni del momento. Il pugilato non può essere così. È un lavoro difficile, a lungo raggio, anche perché la squadra è in gran parte composta da giovani.”

Come è al momento la situazione di Irma Testa?
“Quando l’abbiamo convocata in nazionale, ci ha detto che aveva bisogno di pensarci su, prima di decidere cosa fare del suo futuro. Irma è una grande campionessa. Ma anche per lei vale la regola del pugilato. Se c’è la scintilla, il ring chiama. Se si spegne la fiamma, è difficile andare avanti. È una ragazza molto intelligente, saprà capire quale è la scelta migliore per lei.”

Per me Diego Lenzi non ha ottenuto il massimo dal suo potenziale. Cosa ne pensi?
“È un ragazzo in continua evoluzione. Esuberante, e sul ring sa sfruttare questa esuberanza. Ha la sicurezza di poter fare bene. Può essere un’arma a suo favore. È il primo ad arrivare in palestra e l’ultimo ad andarsene. È attento a qualsiasi cosa. È giovane, ha una buona fisicità, è uno che ragiona. Si fa un piano quando fa sparring, quando affronta un combattimento. Conosce i pugili, li va a vedere. Migliora, cerca le soluzioni. Fa sparring lavorando tecnicamente e con intensità. Nella sua categoria non vedo altri pugili con cui possa particolarmente soffrire. Ma in ogni torneo, anche in un Mondiale, conta il sorteggio.”
Non credo si sia ben comportato dopo la sconfitta di Astana. Poteva anche avere ragione, ma un pugile con la maglia della nazionale non può lasciarsi andare a certi atteggiamenti.
“Hai ragione.”
Perché non sei intervenuto?
“In televisione si vede solo una parte di quello che accade. Ho parlato con il vicepresidente statunitense, mi sono scusato. Anche Diego ha chiesto subito scusa all’allenatore e al vicepresidente che sono venuti nello spogliatoio. A me ha detto. Maestro, ho sbagliato. Bisogna capire il momento. Non è giustificabile, ma bisogna cercare di avere una visione totale. Ci sono persone che hanno caratteri che non riesci subito a gestire. Gli auguro di arrivare in alto, ma dovrà capire che più salirà e più grandi saranno i problemi. Deve rimanere freddo anche davanti alle ingiustizie, stiamo lavoro tanto su quello aspetto.”
Non mi sono piaciuti un paio di video che sono usciti dal ritiro della nazionale per finire sui social. Mi sono sembrati fuori luogo.
Devo dire che hai ragione. Ma la motivazione non era quella di lanciare una provocazione, quanto quella di sdrammatizzare le tensioni che crescono nei ragazzi per il lavoro intenso a cui devono sottoporsi, per gli obiettivi che si avvicinano. Quelli più giovani soffrono qualsiasi commento negativo, così Clemente (Russo, ndr) ed io cerchiamo di portarli da un’altra parte. Il loro ruolo li mette nella condizione di essere giudicati, molti non sono ancora pronti. Noi cerchiamo di fargli capire che siamo dalla loro parte e li supportiamo. E che le critiche possono essere uno strumento di crescita.”
Piano di lavoro verso il Mondiale?
“Faremo sparring e test match con altre tre squadre. Abbiamo tre ring a disposizione, ma ne utilizzeremo solo uno. In ogni sessione bisogna guardare con dieci occhi i pugili. Avremmo potuto utilizzarli tutti e tre, con tre ore avremmo finito tutto. Ma siamo consapevoli che dobbiamo dare la massima importanza a ogni ragazzo.”
Quattro squadre in azione, quali sono?
“Oltre a noi, si sono il Brasile, una task force di professionisti, e alcuni elementi della nostra Under 23, ragazzi con voglia di mettersi in mostra.”
Perché i professionisti?
“Si tratta di neo pro. Ho notato che da qualche tempo gli arbitri lasciano fare un lavoro più vicino al pugilato professionistico. E i giudici spesso pagano di più la scelta nel toccare duro. Abbiamo voluto il Brasile per il lavoro sulla rapidità dei movimenti e i neo pro per questo leggero, ma consistente avvicinamento al loro modo di boxare.”
Il ruolo dei pugili protagonisti potrebbe avere in futuro un ulteriore sviluppo?
“La nazionale dell’Uzbekistan lavora assieme ai migliori professionisti. Potremmo prendere spunto da loro. Non per fare combattere professionisti contro dilettanti, ma per cercare di centralizzare il pugilato. I pro potrebbero dare un utile supporto e avere occasione di rendere più completo il loro allenamento sfruttando gli spazi della nazionale. Insomma, uno scambio che farebbe bene ad entrambi i settori.”
Quanti saranno i test match in questo ultimo raduno?
“Domani, 23 agosto, faremo il primo. Poi ne faremo altri tre entro il 29 agosto.”
Cosa rappresenta questo Mondiale, un momento per capire dove siete come condizione o un’occasione per vincere qualcosa?
“So benissimo che otto mesi di lavoro sono pochi per pensare a chissà cosa, abbiamo alle spalle solo undici raduni. Ma quando un pugile si trova davanti a una sfida importante cerca sempre di ottenere il massimo. Abbiamo gli occhi puntati a Los Angeles 2028, sappiamo che abbiamo una squadra giovane da strutturare. Liverpool 2025 sarà un banco di prova per capire a che punto siamo con la condizione atletica e per vedere se riusciamo a dare il massimo sotto il peso della tensione.”
Quando sceglierai la squadra per i Mondiali in Inghilterra?
“Abbiamo già spedito la lista con alcune doppie scelte, in caso di sostituzioni per infortunio o per situazioni contingenti. Combatte il pugile che all’avvicinarsi dell’evento sta meglio, come condizione fisica, atletica, peso e per come sta sul ring.”
Quando spedirai la lista ufficiale?
“Venerdì 29 agosto.”
Quanti dubbi hai al momento?
“Tre.”

Nel ritiro, al Centro Nazionale di Santa Maria degli Angeli, sono al lavoro diciannove atleti, undici uomini e otto donne.
UOMINI
50 kg
Salvatore Attrattivo (Profighting Napoli Club)
Al-Assi Fares (DNR Boxing School)
55 kg
Tommaso Sciacca (Cannata Boxe Team)
60 kg
Michele Baldassi (Fiamme Azzurre)
65 kg
Gianluigi Malaga (Fiamme Azzurre)
Giacomo Giannotti (Reggiana Boxe Gino Bondavalli)
70 kg
Salvatore Cavallaro (Fiamme Azzurre)
75 kg
Gabriele Guidi Rontani (Esercito)
Remo Salvati (Esercito)
85 Kg
Vincenzo Lizzi (Carabinieri)
+ 90 kg
Diego Lenzi (Esercito)
DONNE
48 kg
Giovanna Marchese (Boxe Bizzarro)
51 kg
Lucia Elen Ayari (Boxeing Team Catania RIng)
54 kg
Sirine Charaabi (Fiamme Oro)
Nicol Michel Vescovini (Reggiana Boxe Gino Bondavalli)
60 kg
Rebecca Nicoli (Fiamme Oro)
65 kg
Angela Zappoli (Matese Boxe)
70 kg
Nicol Pineta (SS Lazio Pugilato Nuovo)
75 kg
Melissa Gemini (Fanum Viterbo)
STAFF TECNICO
Direttore Tecnico
Giovanni De Carolis
Tecnico responsabile
Clemente Russo


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