Il caso Yu-Ting Lin. Espulsa dall’IBA, riammessa dal CIO, pericolo per Irma

A Irma Testa il pugilato italiano affida molte delle sue possibilità di medaglia ai Giochi di Parigi 2024. La torrese ha talento naturale, esperienza e risultati dalla sua parte. Un bronzo olimpico a Tokyo 2020, un oro ai Mondiali di New Delhi, un argento a  quelli di Istanbul 2022
Dietro la sconfitta nella finale disputata in Turchia, si nasconde un granellino di sabbia che non mi piace. A batterla è stata Yu-ting Lin di Taipei, classe 1995.
Sconfitta meritata?
Così scrivevo a commento di quella finale. 
“Irma Testa non ha fatto un grande match, non ha mostrato per intero la sua classe. Ma aveva vinto. 
Yu-ting Lin non è stata più brava, soprattutto nel secondo round in cui la torrese è stata l’unica a fare del pugilato, la sola a mostrare cosa sia un’azione di attacco, cosa significhi portare un diretto e un gancio. La sola a rendere onore alle schivate e ai colpi di rientro.
L’altra ha trattenuto, è andata quasi sempre a vuoto, ha sbagliato i tempi di attacco, ha messo a segno pochi colpi e ha adottato una sola tattica. Quella che le sue lunghe leve le permettevano. Una sorta di ragnatela che tutto avvolgeva e nascondeva. L’unico scopo era quello di impedire alla Testa di boxare. Irma ha visto svanire il sogno di un oro mondiale, al termine di un match non combattuto al meglio. Ma aveva vinto.”
Oggi i dubbi sono tre.
Il pugilato scorretto della rivale numero 1 crea problemi alla nostra campionessa?
L’inaffidabilità, figlia dell’incompetenza, dei giudici rovinerà anche l’Olimpiade in terra di Francia?
Il terzo dubbio, da fonti vicine a Irma, sembra essere stato risolto. La Testa è stata ferma per lungo tempo, sette mesi fa si è operata allo scafoide della mano sinistra, e successivamente ha subito un altro intervento di ripulitura. Gli ultimi test hanno detto che tutto è a posto. Salirà sul ring al meglio delle sue possibilità.


Sembrava certo che non avrebbe trovato al sorteggio la campionessa di Taipei (tre ori mondiali, due nei pesi piuma, uno nei pesi gallo). Yu-ting Lin (foto sopra) infatti era stata squalificata ai Mondiali di New Delhi. Il 26 marzo del 2023, mentre si stava preparando a salire sul podio per raccogliere il bronzo conquistato sul ring, i dirigenti dell’International Boxing Association le avevano comunicato la squalifica. Solo al ritorno a casa aveva saputo che nel test di genere, sostenuto il 16 marzo ’23, era stata riscontrata una presunta anomalia. La squalifica era stata poi confermata.
Niente Olimpiade, dunque?
Il Comitato Olimpico Internazionale, che ha evidentemente dei parametri del testosterone differenti da quelli dell’IBA, le ha consentito di partecipare alle qualificazioni. E lei si è conquistata un posto ai Giochi.
Irma, due anni più giovane della rivale, è alla sua terza Olimpiade. Costanza di risultati e valore assoluto fanno pensare a un ruolo da protagonista assoluta. A meno che il pericolo che viene dalla lontana Asia non vada a rendere più difficile la realizzazione di un sogno.
Irma Testa ha tutto per conquistare l’unico oro che le manca. Sulle spalle avrà buona parte del peso del pugilato italiano ai Giochi. Ha tutto per schivare gli ostacoli e arrivare sino in fondo.
Il suo talento era naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla. (Ernest Hemingway)


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