
Li ho visti all’opera il 23 dicembre, nella riunione di Riyadh.
Mi hanno lasciato un’impressione totalmente diversa.
Così scrivevo del match di Hrgovic (a sinistra nella foto).
Ridicolo. Non mi viene un altro termine per definire la sfida con e Mark de Mori. Nel pugilato una parola così stona, faccio fatica ad usarla, ma mi sembra la più adatta alla situazione. Forse andrebbe bene anche grottesco, ma resta il fatto che il combattimento è durato meno di un minuto. Il primo vero colpo, un diretto destro, di Hrgovic, ha risolto la sfida. Un pugile lento, poco preciso e senza lampi di classe ha chiuso con una vittoria, arrivata 48 secondi dopo, che non gli porta nulla se non i soldi della borsa. Per Mark De Mori una figuraccia davanti a una vasta platea, un motivo in più per chiuderla lì. Non ha né fisico, né colpi, né talento per battersi tra i pesi massimi a questi livelli.
Meglio, decisamente meglio Daniel Dubois contro Jarrell Miller.
Una lezione di pugilato.
Daniel Dubois ha dominato la sfida contro Jarrell Miller e gli ha fatto un dono. La prima sconfitta della carriera è un regalo che lo statunitense dovrebbe apprezzare, è una medicina che potrebbe servirgli per ridimensionare il suo ego e capire che la boxe è uno sport duro, difficile. E soprattutto non è per tutti.
Dubois ha vinto, con merito, prima del limite. Lo ha meritato perché ha disputato un combattimento estremamente faticoso, rischioso. Ha danzato e scelto il tempo giusto per chiudere la distanza e andare a cercare ganci e montanti che minassero la solidità del granitico avversario. Bene Dubois, quasi perfetto. Solo alcune inevitabile pause nei round centrali. Poi ha preso in mano la bacchetta del comando e ha chiuso il match, con la giusta decisione dell’arbitro, quando mancavano solo otto secondi alla fine.
Dubois ha pugno pesante, ma è lento e mostra una boxe ancora in evoluzione. Dice che ci sta lavorando su, a ventisei anni mi sembra un po’ tardi per cambiare. È un buon pugile, ma non credo possa ricoprire il ruolo di prima scelta tra i massimi. I tifosi lo chiamano Distruzione, ed è questa la parola che lui ripete con maggiore frequenza ai giornalisti quando gli chiedono un pronostico su qualsiasi match.
Ha sconfitto Miller e Bryant (nel match che gli ha consegnato il titolo Wba dei massimi), ha affrontato Oeksandr Usyk perdendo per ko al nono round. Ha più esperienza ad alti livelli.
Hrgovic ha uno stile sparagnino, poco spettacolare. Ha sconfitto ai punti Zhang, unico opponente di livello in carriera, due anni fa. Non riesce a entusiasmare. Questa è la grande occasione della vita. È sfidante ufficiale al titolo IBF (numero 1 dell’ultima classifica, Joshua è il 3, Dubois il 4. Il numero 2 non è stato assegnato).
Oleksandr Usyk avrebbe dovuto affrontarlo obbligatoriamente, anche perché le rivincite che intralcino le difese ufficiali non sarebbero consentite dal regolamento. Questo incontro avrebbe dovuto essere valido per il titolo, è stato declassato a mondiale ad interim.
A bordo ring siederà Anthony Joshua. Se l’IBF avesse tolto la cintura a Usyk, avrebbe potuto accettare l’offerta per sfidare il vincitore tra Hrgovic e Dubois. Il match si sarebbe fatto in settembre allo stadio di Wembley (organizzato da Matchroom). Non accadrà. AJ si dirigerà verso un’altra direzione.
È notizia di qualche ora fa. Prima l’intervista di Daryl Peoples a boxingscene, in cui il presidente afferma che l’IBF era pronta a dare ulteriore tempo all’ucraino. Poi l’annuncio del giornalista Dan Rafael sul suo profilo su X: Hrgovic vs Dubois vale per il titolo ad interim, il mondiale di Usyk al momento è salvo.
Come mai tanta fretta?
Sua Eccellenza Turki Alalshkih ha detto che è suo desiderio che il titolo dei massimi resti nelle mani di una sola persona, in modo da promuovere meglio la rivincita tra Usyk e Tyson Fury, programmata per il 21 dicembre a Riyadh.
Vi meravigliate? Pensavate forse che nel mondo del pugilato il regolamento non potesse essere messo in discussione? Da tempo il lusso di godermi un’illusione non mi appartiene più, mi restano le speranze.
Tutto andrà bene un giorno, ecco la nostra speranza.Tutto va già bene adesso, ecco l’illusione.(Voltaire)
I bookmaker indicano Hrgovic favorito (paga 1.44/1 contro 3/1 di Dubois).

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