
Efe Ajagba (19-1-0, 14 ko) è numero 4 del WBC. In quella classifica, Guido Vianello (12-1-1, 10 ko) non figura tra i primi 40, mentre Francis Ngannou (due soli match in carriera, due sconfitte) è al numero 24. Ajagba è inserito anche nelle graduatorie dell’IBF (9) e WBO (11).
È il più forte tra i rivali del romano in 15 match. Ha perso una sola volta, nettamente e ai punti, contro Frank Sanchez il 9 ottobre 2021. Poi si è operato a entrambi i gomiti e ha messo in fila quattro vittorie (tre prima del limite).

Fisico possente, 1.98 in altezza (come Vianello) per 107 chili di peso. Buono il jab, pesante il diretto destro, efficace la fase offensiva, qualche difetto quando è costretto a difendersi. Il sinistro è troppo basso e lui non mi sembra rapido negli spostamenti. Un paio di knock down subiti dall’esordio al professionismo, qualche sofferenza in alcuni match.
Ha 29 anni come Guido, e come lui cerca spazio nella categoria dei massimi.
Ha scelto la boxe nonostante la resistenza del papà, Samuel. Anche lui faceva il pugile, ma di denaro ne vedeva davvero poco. Vivevano a Ughilli, in Nigeria, dove entrambi sono nati. Sette figli da mantenere, Samuel Ajagba non cercava gloria, ma soldi per portare il cibo in tavola. Così quando Efe gli ha detto che voleva concentrarsi sullo sport, lui è andato su tutte le furie.
Hai un lavoro, prendi uno stipendio, perché vuoi perdere tempo?
“Papà, faccio il panettiere. Mi sveglio all’alba, lavoro duro. La boxe mi piace, vedrai che andrà bene. Farò il peso massimo, sono forte, i soldi arriveranno”.
Ha provato con il calcio, niente. Ha ripreso ad andare in palestra. È stato convocato in nazionale, ha partecipato ai Giochi di Rio 2016 (come Vianello). Ha vinto il primo match, si è fermato ai quarti. L’ha visto Shelly Finkel, ha pronosticato per lui un grande futuro. Si è trasferito negli Stati Uniti, ha sposato una texana, vive a Stafford con la moglie e due figli.
Il 13 aprile combatterà a Corpus Christi, 192 miglia da casa.
Il papà, dopo una vita di lavoro, ha speso quasi l’intera somma del fondo pensione per curarsi dopo essere stato colpito da un ictus.
Efe sogna in grande, lui la vita la vorrebbe senza problemi economici, in armonia con la famiglia.
La seconda parte della carriera, quella che dovrebbe portarlo verso impegni sempre più importanti, comincia sul ring dell’American Bank Center di Corpus Christi, Texas.

Davanti avrà un ragazzo romano. Anche lui ha scelto il sogno americano. Ha rinunciato alla possibilità di inserirsi nelle attività di famiglia, i Vianello hanno uno splendido e ben avviato Centro Sportivo a pochi passi dall’Eur, a Roma.
Quando gli impegni lo portano oltre Oceano, si trasferisce a Las Vegas. A volte sceglie Londra, stavolta si è preparato facendo sparring anche con Tony Yoka. Tra due settimane affronterà l’impegno più duro della carriera.
È una grande opportunità per me. Non ho esitato a coglierla quando mi è stata offerta. Combatterò contro uno dei pesi massimi più importanti del mondo. Sono pronto a salire sul ring per mostrare quale sia il mio livello pugilistico. Non vedo l’ora di affrontare questa grande sfida. (dal suo profilo Facebook).
Merita attenzione e rispetto. Chi volesse, potrebbe anche lanciarsi in una scommessa. Sembra una missione impossibile, Ajagba è il chiaro favorito.

Ma non mi sbilancerei così tanto come hanno fatto i bookmaker, tra cui William Hill. Pagano 5/1 l’italiano (punti 100 euro, ne vinci 500), 1.17/1 il nigeriano (punti 100 euro, ne vinci 17).

In vendita su Amazon nelle versioni Kindle (5,99 euro), copertina morbida (14,56 euro), copertina rigida (20,79 euro).

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