A Zhang non bastano due kd, Parker vince con merito. Match brutto

Un match dal sapore dolciastro quello tra Parker e Zhilei Zhang. Un lungo, interminabile studio tattico. Poi un accenno di attacco, una finta, un colpo. Poi un’altra lunga attesa. Il colosso cinese ha retto l’intera sfida su due sinistri, due colpi corti e veloci che hanno inflitto un doppio knock down all’uomo della Nuova Zelanda.
Pesi massimi vecchio stile, molto vecchio, soprattutto Zhang. Statici, soprattutto Zhang, lenti. Parker mi è sembrato un pugile con un pizzico di modernità in più. Propositivo quel tanto che basta per appagare a tratti l’occhio e il cuore di chi chiede spettacolo.
Un combattimento che è scivolato via senza scosse, i due kd sono arrivati improvvisi, senza lasciare segni evidenti nel fisico del buon Joseph. È stato lui invece a riscaldare gli animi.
Ha vinto con pieno merito. È stato il solo tra i due a dare prova di essere pugile degno della vittoria.
Nessun salto sulla sedia, nessuna eccitazione. Solo un lento, scivolare verso la conclusione delle dodici riprese. Giusto il risultato.
I soldi fanno miracoli. Riescono anche a convincere un paio di organizzatori di pugilato a programmare il match clou in piena notte. Milioni e milioni di quei miracolosi fogli verdi convincerebbero due pugili a battersi in Alaska a -60° per trenta riprese. Era l’1:30 in Italia, le 3:30 del mattino a Ryad quando Anthony Joshua e Francis Ngannou sono saliti sul ring. 
Davanti a sua maestà il dollaro, parlare di valori sportivi sembrerebbe fuori dal tempo. E allora, perché a me sembra una follia?
Voglio dire altre due parole sul programma della serata, esclusi i due match finali, e sulla pay per view di DAZN.
Una serie di incontri noiosi, alcuni a senso unico e altri davvero brutti. Un solo pugno da applausi, il gancio destro con cui Louis Green ha messo ko Jack McGann dopo 1:29 dall’inizio del primo round. 
E lo spettacolo della trasmissione TV? 
Una serie infinita di chiacchiere da bordo ring, troppe. Hanno occupato tempi assai più lunghi dei combattimenti. E, per arricchire di suspense la trasmissione, anche qualche simpatica interruzione di segnale. Venti euro, più i soldini dell’abbonamento? Io ho versato l’obolo perché vedere per raccontare è il mio lavoro. Ma voi? 

RISULTATI (Kingdom Arena, Riyadh, Arabia Saudita) – Massimi: Anthony Joshua (27-3-0, kg 114,500) vs Francis Ngannou (0-1-0, kg 123,700); Massimi (Mondiale Wbo ad interim) Joseph Parker (35-3-0, kg 112,300) b Zhilei Zhang (26-2-1, kg 132,300) p. 12 (113-113, 114-112, 113-113); Piuma (Mondiale Wbc, 12×3) Rey Vargas (36-1-1) e Nick Ball (19-0-1) pari in 12 round (Massimo Barrovecchio 114-112, Jun Bae Lim 110-116, Rey Danseco 113-113); Superwelter  (Mondiale Wba) Israil Madrimov (10-0-1) b Magomed Kurbanov (25-1-0) kot dopo 2:20 della quinta ripresa; Leggeri: Mark Chamberlain (15-0) b Gavin Gwynne (17-3-1) kot dopo 2:46 del quarto round; Massimi: Justis Huni (9-0) b Kevin Lerena (30-3-0) p. 10 (arbitro: Victor Loughlin, giudici: Michael Alexander 96-94, Howard Foster 98-92, Kieran McCann 96-94); Superwelter: Louis Greene (18-4-0) b Jack McGann (9-1-1) kot  dopo 1:29 del primo round; Superleggeri: Ziyad Almaayouf (5-0) b Christian Lopez Flores (14-36-2) p. 6 (arbitro e giudice unico Kleran McCann 60-54); Massimi: Roman Fury (4-0) b Martin Svarc (2-1-0) p. 4 (arbitro e giudice unico Kleran McCann 39-37); Massimi: Andrii Novytskyi (10-0) b Juan Torres (11-6-1) ko dopo 2:43 del terzo round.


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