
Soffre più di quanto avesse pensato di soffrire O’Shaquie Foster, resta a lungo prigioniero di una scelta tattica che sembra errata.
Aspetta Nova, preferisce boxare a corta distanza, prova per lungo tempo a creare un diversivo affrontando lo sfidante in guardia destra. L’altro ha preparato meglio la sfida. E ha saputo sfruttare per gran parte dell’incontro la sua aggressività.
Nova ha affrontato il mondiale con l’entusiasmo che si prova quando arriva la prima grande occasione. È andato a cercare O’Shaquie Foster e lo ha costretto spesso alle corde, lo ha colpito al corpo, lo ha fatto soffrire.
Il campione ha fatto le cose migliori quando ha preso in mano il match, quando ha scelto e trovato lo spazio per infilare il suo jab sinistro, per doppiarlo con il destro. Le cose più belle è riuscite a farle vedere quando ha boxato a media distanza, lì dove il suo gancio sinistro lascia il segno, quando ha attaccato. Meno bene invece quando è stato costretto a difendersi.
È vero in alcune fasi del combattimento i lampi di pugilato da applausi sono venuti dal montante destro del texano. Insomma, sul piano strettamente tecnico è stato più bravo. Ma Nova ha messo sul ring costanza di rendimento, voglia di vincere, frequenza e velocità nei colpi. E per buona parte del match ha avuto davvero la possibilità di vincere.
Tutto si è deciso negli ultimi due round.
Fino a quel punto avevo match pari. Come credo lo avesse uno dei due giudici, mentre un altro aveva un punto in più per il campione e il terzo andava in solitario per la sua strada.
Undicesimo round, il più emozionante dell’intero incontro, a Foster.
Poi all in sull’ultima ripresa.
Ed è stato il campione a prendersi tutto. Diretto destro alla tempia, gancio sinistro alla mascella. Knock down a 24 secondi dalla fine, giochi chiusi e titolo salvo.
È stato un match intenso, anche se non bello. Comunque materia di studio per Michael Magnesi che sarà stato, penso, davanti alla tv per capire sino in fondo chi sia O’Shaquie Foster, l’uomo che potrebbe avere davanti in caso il pugile di casa nostra arrivasse al grande appuntamento della carriera.
È bravo e forte Foster, ma resta nei limiti del campione di sigla. Non appartiene alla categoria superiore.
Ora, per disposizione resa ufficiale dal WBC durante il Congresso tenuto a Tashkent nel novembre scorso, il vincitore dovrà sostenere la difesa contro lo sfidante ufficiale Muhammadkhuja Yaqubov (21-1-0, 11 ko) che, il 25 novembre, ha sconfitto Pablo Vicente ai punti in 10 riprese nell’eliminatoria imposta dall’Ente. Successivamente il campione in carica avrà l’autorizzazione per una difesa volontaria.
Il mondiale contro il vincitore della semifinale tra Michael Magnesi e Masanori Rikiishi, in programma il 22 marzo a Colleferro e valido per il Mondiale Silver Wbc, potrebbe così realizzarsi nei primi mesi del 2025.
Tutto questo a meno che l’ipotesi dell’unificazione del titolo contro il campione superpiuma della WBO, Emanuele Navarrete, non prenda piede. Al momento la cosa sembra improbabile.
PESI SUPERIUMA (Mondiale WBC, Madison Square Garden Theater) O’Shaquie Foster b Abraham Nova SD 12 (Mark Costentino 112-115, John McKaie 114-113, Kevin Morgan 111-116)

Lascia un commento