
Irma Testa stacca il pass per la sua terza Olimpiade. Applausi. Dopo Rio de Janeiro 2016 e Tokyo 2020, arriva anche Parigi 2024.
Passa il turno (quasi) in scioltezza. Domina per due round Jenifer Fernandez Romero.
Da ammirare, oltre alla scelta tattica, la postura perfetta, il gesto tecnico, la scelta di tempo e l’abilità nel trovare quasi sempre la giusta misura.
Il quasi in apertura è per quei colpi che si chiudono in modo apparentemente affrettato, non danno l’impressione di concretezza, sembrano appartenere ancora alla vecchia generazione delle macchinette. Ma probabilmente ha ragione lei, la boxe non è cambiata.
E poi, perché mai dovrei contestare anche un solo particolare a una che ha vinto un Mondiale e un bronzo olimpico?
Il peccatuccio però c’è. Se attaccata, come è accaduto nella terza ripresa, qualche problema ce l’ha. Spesso se la cava con classe, fa perno sulla gamba ed esce dal raggio d’azione dell’avversaria. Il giorno in cui la rivale dovesse pressarla con il jab, fintare e poi (conoscendo il suo stile) aspettarla con il gancio qualche problema potrebbe venire fuori.
Ma sto esagerando. Irma Testa è una campionessa, una che ha vinto e che sul piano puramente tecnico può insegnare questo sport a tantissima gente. Figuratevi a uno come me che sul ring c’è salito una sola volta. E addirittura per scherzo…
Brava Irma. Avanti così, regalaci altre soddisfazioni.

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