
Per la squadra italiana impegnata nei Giochi Europei di Cracovia, il 25 giugno sarà una domenica di lavoro. Occhio soprattutto al match, sedicesimi di finale, al limite dei 71 kg tra Salvatore Cavallaro e Dean Walsh.
L’azzurro, un 21enne catanese, è cugino dell’altro Salvatore Cavallaro (stesso nome, entrambi hanno preso quello del nonno) che milita negli 80 kg con la nazionale ed ha un medagliere più ricco.
Salvo, che esordirà domani, ha disputato il primo match ufficiale nel 2015, prima praticava la lotta greco romana. Solo a tredici anni ha deciso di virare verso la boxe. È cresciuto sotto la guida dei maestri Giovanni Cavallaro e Giuseppe Platania. Buoni risultati a livello Youth, con i quarti agli Europei del 2018.
Il suo sogno?
“Disputare un’Olimpiade”.
È a Cracovia per questo.
L’avversario sarà un irlandese che proprio domani compirà 29 anni. Un modo insolito per celebrare un compleanno. Cinque titoli nazionali in bacheca, un bronzo europeo che però risale a sette anni fa, un discreto record da dilettante: 62-23-0. Ma soprattutto un marchio tecnico importante.
A fargli scoprire la boxe, a dettargli i primi insegnamenti, ad accompagnarlo sulla strada dei progressi è stato un maestro eccezionale. Suo zio Billy Walsh, il capo allentore dell’Irlanda nelle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012 dove ha conquistato sette medaglie, in cima l’oro di Katie Taylor. Nominato coach mondiale dell’anno nel 2016, è stato poi chiamato dagli Stati Uniti per riportare la squadra americana agli antichi splendori.
La guida sul ring era di indiscutibile valore. Ma poi scendi quei gradini e sei solo. Devi sapere gestire le tue emozioni. Esaltarti nel modo giusto per gioia, felicità, ma anche sapere controllare rabbia o furore.
Dean Walsh nel 2019 è stato riconosciuto colpevole del reato di doppia aggressione. Il fatto ha avuto luogo nel 2017. La vittima ne è uscita con gravi danni fisici. A dicembre del 2020 Dean è stato condannato a quattro anni di reclusione, con pena sospesa negli ultimi diciotto mesi.
Nell’udienza di condanna il giudice Martin Nolan ha dichiarato: “Walsh è un lavoratore ambizioso, ma se si ubriaca, diventa un uomo bellicoso e le sue inibizioni svaniscono”.
Intervista da Sundayworld.com Dan ha detto: “Suppongo ascoltarssi i giusti consigli della mia famiglia solo con un orecchio. Due o tre settimane dopo uscivo di nuovo e fingevo con me stesso, mi dicevo che questa volta sarebbe stato diverso. Mi assumo la piena responsabilità per il modo in cui ho agito. Ho preso una strada molto brutta. Sono pentito per gli episodi di aggressione. Non sarebbero accaduti se non avessi bevuto”.
Lentamente è tornato al pugilato.
Partito a 63,5 kg, ora Walsh boxa nei 71. Vuole ricominciare nel modo giusto, sogna la qualificazione per quell’Olimpiade a lungo inseguita e poi svanita. Era a pochi passi da Tokyo 2020, quando ha sbagliato pesantemente e il sogno si è infranto.
Cracovia può portare all’Olimpiade. La volontà e la determinazione con cui il più giovane dei due Salvatore Cavallaro in azzurro insegue l’obiettivo, fa ben sperare. La testa è un elemento determinante nel pugilato. Può condurre a risultati che sembrano impossibili.
È tempo di combattere.

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