Olimpiade di Tokyo 2020. Siamo proprio sicuri che si farà? (aggiornamento)

Quando l’ultimo albero sarà abbattuto,
l’ultimo fiume seccato, l’ultimo pesce catturato,
solamente allora scoprirete
che il denaro non si mangia.
(Proverbio indiano)

Nella narrazione giornalistica i fatti dovrebbero avere la precedenza. Io appartengo alla vecchia scuola e seguo questa regola.
Tokyo 2020 è in calendario dal 23 luglio all’8 agosto 2021. Mancano dunque 63 giorni all’inizio della manifestazione.
I dubbi che l’Olimpiade possa essere cancellata sono ancora in piedi.
ELEMENTI A SFAVORE
Il Giappone sta subendo la quarta ondata della pandemia, contagi e decessi sono alti.
Erano nove le prefetture, compresa quella di Tokyo, in stato di emergenza sino al 31 di maggio. Oggi il governo giapponese ha deciso un’ulteriore estensione dello stato di emergenza di tre settimane, spostandola fino al 20 giugno, e l’inclusione di una decima prefettura nell’area di emergenza. “La curva delle infezioni è in calo in alcune aree, ma a livello generale la situazione rimane imprevedibile” ha detto il premier nipponico Yoshihide Suga.
Solo il 3,5% della popolazione è stata vaccinata. Il Comitato Olimpico giapponese comincerà la campagna di vaccinazione degli atleti dall’1 giugno.
I medici non sono in grado di garantire assistenza a tutti i malati, mancano i posti letto.
I SEGNALI
Thomas Bach aveva annunciato la sua presenza a Tokyo per il mese di maggio, avrebbe dovuto essere a Hiroshima per il passaggio della torcia olimpica. Ha rinviato l’arrivo all’11 luglio, meno di due settimane dalla Cerimonia di apertura, a causa della crescita dei contagi.
L’OPPOSIZIONE
L’Asahi Shimbun (il quotidiano che fino a qualche anno fa aveva una diffusione di 11 milioni di copie) ha chiesto al primo ministro, in un editoriale, di cancellare l’Olimpiade. Il giornale è sponsor dei Giochi.
In due settimane, a Tokyo, sono state raccolte 390.000 firme per la cancellazione dell’Olimpiade.
L’Associazione Tokyo Medical Practitioners (seimila dottori) ha spedito una lettera al primo ministro Yoshida Suga.
Tokyo non ha medici e posti letto in caso di crescita della pandemia.
In un recente sondaggio, l’80% della popolazione si è espressa contro lo svolgimento dell’Olimpiade.
NEGATIVITA’ ACCERTATE
Olimpiade vietata ai cittadini stranieri.
Possibilità che gli eventi si svolgano a porte chiuse, cioè senza neppure una quota di pubblico giapponese (la decisione sarà presa a giugno, a un mese dall’inizio).
Riduzione del 50% degli addetti ai lavori: dirigenti, arbitri, giudici, allenatori, giornalisti, staff dell’organizzazione.
PROBLEMI PRATICI
Gestione degli undicimila, tra atleti, dirigenti e allenatori, presenti all’interno del Villaggio Olimpico. E dei 60.000 addetti ai lavori.
Necessità di vaccinare almeno l’80% dei partecipanti.
I Giochi si svolgerebbero a Tokyo, una città che ha una densità abitativa di 6.168 abitanti per kmq (tanto per dare un termine di confronto, la densità abitativa di Roma è 808).
Completamento della fase di qualificazione, al momento il 43% degli atleti deve ancora ottenere il pass olimpico.
DANNI
In caso di cancellazione il CIO perderebbe circa sei miliardi di dollari.
Il Giappone brucerebbe l’1,4 % del prodotto interno lordo.
Tokyo vedere sfumare 12,6 miliardi di dollari spesi per l’organizzazione.
Cio, città e Paese ospitanti hanno stilato assicurazioni a tutela. Sembra che quella del CIO pretenda un premio di venti milioni di dollari.
I rimborsi garantirebbero il Comitato Olimpico Internazionale per il 30% delle perdite. Questo provocherebbe un danno notevole per le Federazioni Internazionali che poggiano il loro bilancio proprio sulle elargizioni del CIO in riferimento ai guadagni (nell’ordine di importanza: diritti televisivi, sponsor e biglietteria) generati dai Giochi.
Sarebbe un incubo per quasi tutti gli sport. Potrebbero rimanerne meno colpite solo otto Federazioni: atletica leggera, nuoto, calcio, pallavolo, basket, ginnastica, tennis e ciclismo.
POSSIBILE CANCELLAZIONE
Solo il CIO può farlo, essendo proprietario unico dei diritti sulla manifestazione. Lo dice anche il contratto firmato dallo stesso Comitato Olimpico Internazionale e dalla città ospitante. C’è solo un’eccezione per cui i Giochi potrebbero essere cancellati senza discussioni.
La sancisce una clausola chiave.
È la 66, scritta sotto il titolo Termination (fine, chiusura). Autorizza a rinunciare ai Giochi in caso di guerra, disordini civili, boicottaggi, e se la salute dei partecipanti viene messa in pericolo per qualsiasi ragione.
La pandemia rientrerebbe nel caso, ma non è così scontato che basti.
CONCLUSIONI
Non ne sono sicuri neppure loro, come potrei essere io a dire: si faranno, non si faranno.
Ho esposto i fatti. La conclusione più logica sarebbe quella di annullare il tutto e dare appuntamento a Parigi 2024. Ma in questa storia ci sono di mezzo soldi (tanti, tantissimi), gestioni politiche (a febbraio 2022 Pechino ospiterà l’Olimpiade invernale e il Giappone non può consegnare il testimone alla Cina senza soffrire), reputazione (il presidente Bach e i maggiori esponenti del governo giapponese si sono altamente esposti sull’effettuazione dei Giochi), sportive (gli atleti si preparano da anni a questo appuntamento, rinunciarvi sarebbe un sacrificio notevole).
La spinta negativa dell’opinione pubblica è fortissima, l’appoggio del mondo medico anche. La pandemia sta picchiando duro.
E il 23 luglio si avvicina sempre di più…