Nicoli ai quarti, le ferite fermano la rivale. Ma l’azzurra stava dominando. Il pericolo ora si chiama Dubois…

Passa Rebecca Nicoli, il verdetto dice che la sua rivale, la slovacca Jessica Tribellova, è stata fermata per ferite a entrambe le arcate sopracciliari all’inizio del terzo round. Non racconta però il dominio dell’azzurra, la consistenza della sua boxe, la supremazia in entrambe le riprese disputate.
La Nicoli ha rubato sistematicamente il tempo alla rivale, l’ha anticipata, ha trovato le giuste traiettorie per mettere a segno colpi consistenti, come del resto è stata la sua boxe per tutto il temo in cui è andato avanti il match. Una buona prova.
Nei quarti troverà una ragazza dal nome francese, dalla nazionalità inglese e dal pugilato meraviglioso. La ventenne Carolina Dubois ha dominato quella che avrebbe dovuto essere una delle protagoniste assolute di queste qualificazioni. Ha sconfitto Mira Potkonen, 40enne finlandese madre di due bambini, numero 7 del mondo, bronzo a Rio 2016, l’ultima ad avere sconfitto Katie Taylor. Non l’ha solo battuta, le ha dato un’autentica lezione di boxe.
Assieme a Irma Testa, Carolina Dubois è stata la stella di questa prima giornata. E Rebecca dovrà affrontarla per strappare il pass per Tokyo 2020.
Temevo, come ho accennato in presentazione, a una condizione precaria della Nicoli. La lunga assenza dal ring (è tornata a combattere a maggio, dopo sedici mesi di lontananza) pensavo avrebbe potuto crearle qualche problema.
E invece niente. Una macchina da guerra con il successo in tasca.
Ora l’ostaolo più duro.

Ottavi. Medi donne (75 kg): Demir (Turchia) b. Canfora (Italia) 5-0; mediomassimi uomini (81 kg) Khataev (Russia) b. Fiori (Italia) 5-0; piuma donne (57 kg) Testa (Italia) b. Vorontsova (Russia) 5-0; leggeri donne (60 kg) Nicoli (Italia) b. Tribellova (Slovacchia) RSCI 3.