Le sceneggiate fanno bene alla boxe? È come dire: il porno fa bene al cinema…

L’esibizione di Floyd Mayweather jr con Logan Paul è stata comprata da un milione di persone al prezzo di 49.99 dollari. Una fantastica operazione commerciale.
Lo show messo in piedi da Mike Tyson e Roy Jones jr ha convinto 1,4 milioni di spettatori a pagare 49.99 dollari.
Sono numeri che raramente la pay per view offre.
Da qui è nata la favoletta “se ne parla, fa bene alla boxe”.
Mi sono chiesto quanto potesse essere vero.
Se il volume di affari prodotto dovesse essere l’unico parametro da tenere in considerazione, estendendo il concetto potrei dire che l’industria del porno fa bene al cinema. È un mercato che annualmente genera nel mondo un volume di affari di 100 miliardi di dollari, ha fidelizzato un pubblico al 60% sotto i 24 anni e quindi con larghe prospettive di sviluppo nel tempo.
C’è qualcuno che sia davvero convinto che il porno faccia bene all’industria cinematografica? È questo il futuro del cinema?
Chi è pronto ad accettare la trasformazione della realtà sportiva in uno spettacolo in cui i protagonisti interpretino la parte del pugile, si prepari ad accettare la trasformazione della boxe in una sceneggiata totalmente priva della componente agonistica. Futuro che potrebbe non essere poi così improbabile. Del resto, se chi ha rispetto per memoria, passione ed etica viene etichettato come nostalgico, non mi sembra che lo scenario sia poi tanto lontano nel tempo.
Lennox Lewis ed Evander Holyfield sono in fila per il ritorno sul ring di Mike Tyson, previsto per il prossimo settembre. Quel giorno Iron Mike avrà 55 anni, Lewis 56 e Holyfield sarà molto vicino ai 59…
Basta che se ne parli”.
Contenti voi…