L’AIBA elegge il nuovo presidente. Kremlev favorito, un azero l’outsider

Dopo venti mesi, l’AIBA avrà un nuovo presidente.
Il Congresso su piattaforma virtuale avrà inizio oggi 12 dicembre alle 12:00 (giorno delle votazioni) e si concluderà nel pomeriggio di domani.
A giugno 2019 la Federazione mondiale è stata sospesa dal CIO che le ha tolto ogni contributo e l’ha estromessa dall’organizzazione dei Giochi di Rio 2016. Per tutto questo tempo, contro quanto affermato dallo Statuto che restringeva a un anno il periodo massimo di reggenza ad interim, il ruolo è stato affidato a un presidente provvisorio.
La governance che verrà scelta avrà davanti un cammino in salita, dovrà convincere il Comitato Olimpico Internazionale della sua efficienza al punto da farsi riamettere nel ruolo di gestore della boxe dilettantistica mondiale, Olimpiadi comprese.
Si arriva a questa elezione in un clima di polemiche e mistero.
Una lettera anonima fatta pervenire da un indirizzo sconosciuto a tutte le Federazioni Nazionali aventi diritto al voto ha accusato il candidato Umar Kremlev di avere precedenti penali, di essere coinvolto con organizzazioni professionistiche e di avere violato il regolamento AIBA durante la campagna elettorale.
Bernhard Welten, il presidente del Comitato elettorale dell’AIBA, ha ritenuto false le accuse.


Lo stesso Kremlev le ha fortemente contestate.
Ha dichiarato al sito insidethegames.net: “Sono stato completamente trasparente nei confronti del comitato elettorale dell’AIBA e ho fornito tutte le informazioni pertinenti in merito a queste accuse presentate contro di me. In particolare, ho fornito un certificato ufficiale rilasciato dalle autorità russe secondo cui non sono mai stato condannato per condotta criminale. Le voci e le informazioni palesemente false sui miei presunti legami criminali e sulla mia fedina penale sono state oggetto di procedimenti giudiziari in Russia. Il tribunale le ha giudicate diffamatorie”.
Alla vigilia delle elezioni ha invece ritirato la sua candidatura Domingo Solano, dopo che erano state accertate quattro violazioni disciplinari della Repubblica Dominicana che lo aveva candidato. La Federazione dominicana avrebbe tentato di pagare le quote di iscrizioni di nove Paesi per consentire alle rispettive Federazioni Nazionali di votare alle elezioni per la presidenza.
Resta in corsa invece l’olandese Boris van der Vorst che il sito worldboxingnews.net accusa di essersi falsamente accreditato come candidato scelto dal CIO per la presidenza.
Assieme al russo Kremlev e a vand der Vost, sono in corsa Anas Al Otaiba (Confederazione Asiatica), Sulayman Mikayilov (Azerbajian) e Mohamed Moustahsane (Marocco). Quest’ultimo è il presidente ad interim, ma è anche l’uomo indicato dal rapporto CIO come uno dei protagonisti dello scandalo arbitrale che ha coinvolto l’ultima Olimpiade (Rio 2016). Nell’occasione il marocchino era presidente della commissione sorteggio arbitri e giurie. A causa dello scandalo erano stati sospesi trentasei tra arbitri e giudici.
Cinque candidati con un favorito e un outsider, a meno di clamorose sorprese dell’ultimo momento. Il favorito è Umar Kremlev che, se eletto, potrebbe anche operare una clamorosa operazione. La chiusura dell’AIBA e la creazione di un’altra associazione, gestita da una governance totalmente rinnovata. Il segretario della federazione russa ha indetto una conferenza stampa per le ore 16:00 a Ginevra, subito dopo le elezioni.
L’outsider è l’azero Mikayilov, che ha alle spalle una federazione forte e con notevole influenza su buona parte dell’elettorato.