Bio

dario

Salve, mi chiamo Dario Torromeo e faccio un mestiere che mi piace da impazzire.
Ho scritto il mio primo articolo in terza elementare, ne ricordo ancora il titolo: “Il pappagalletto”.
Beh, forse l’ho presa un po’ troppo alla lontana.
Sono entrato per la prima volta nel palazzo del Corriere dello Sport in Piazza Indipendenza a Roma nel 1968. Ne sono uscito definitivamente nel 2011, quando sono andato in pensione. Non è che sia rimasto prigioniero per 43 anni, diciamo più semplicemente che era diventata la mia seconda casa quando ero in città.
Ho scritto anche per Il Messaggero, Epoca e GQ.
Per trent’anni sono stato un inviato speciale, ho inseguito storie in ogni angolo del mondo.
Ho commentato dieci Olimpiadi, otto estive e due invernali.
Ho raccontato più o meno centocinquanta mondiali di pugilato; dodici mondiali di nuoto e pallanuoto; decine di Slam di tennis oltre a Coppa Davis, Internazionali e FedCup; un mondiale di calcio, centinaia di partite di Serie A, la Champions League e la Uefa Europa League. Ho scritto storie di Formula 1, moto, atletica leggera, ippica, basket, pallavolo.
Sono stato per due anni telecronista e responsabile del pugilato di Stream. Un’esperienza affascinante. Ho fatto il telecronista anche per Rete4, Italia1 e Sportitalia.
Sono autore di ventitrè libri (li trovate nella sezione: I miei libri).
Ho vinto alcuni premi, qui ricordo i cinque a cui sono più legato: Premio Coni nazionale per “costume e inchiesta” 2008, Premio Giorgio Tosatti 2011 alla carriera, Premio Luci e Ombre del Pugilato 1984, XLIV Concorso Nazionale per il Racconto Sportivo 2015 con “Dall’inferno si può tornare”, Italian Sportrait Awards 2017 Miglior Libro Sportivo dell’anno con “I miei Giochi”,  Premio Selezione Bancarella Sport 2017 con “Anche i pugili piangono”.
Sono in pensione, ma scrivo ancora. Forse più di prima. Non vorrete togliermi questo divertimento…
Oltre che su questo blog, potete leggere i miei articoli su Tennis Match, boxeringweb.net e sportsenators.it.

 

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